Ben Nahid di Stefano Olivieri

Ben Nahid






Qualche settimana fa, penso forse anche un po’ di più, ho ricevuto un messaggio sulla pagina FB del blog, in cui un autore emergente, finalista di un concorso di scrittura, mi chiedeva di leggere il suo libro. 
Io, completamente nel panico, irritata con il mondo intero, con la connessione che non aveva nessuna intenzione di funzionare, ho combattuto per giorni per leggere quel messaggio, fino a quando la Ila non è venuta in mio soccorso facendomi un riassunto del suddetto messaggio. L’autore aveva scritto questo libro, vinto un concorso, ed il libro era stato messo nella categoria degli Urban Fantasy; l'autore inoltre  aveva inserito nella mail il link dei primi capitoli. Capitoli che io non potevo leggere ç_ç.
Avendo la connessione in palla, e il mio cellulare non aiutava, mi sono fatta mandare il file del libro via mail, del tutto ignara della trama del libro, dei protagonisti, e di che genere Urban fosse, visto che ero rimasta a quanto mi era stato riferito.
Ero un po' terrorizzata, accettando di leggere un libro di un genere che non amo. Non l'ho detto nemmeno all'autore che gli Urban Fantasy non li digerisco molto.  
Già mi maledicevo in tutte le lingue conosciute e sconosciute, stavo per leggere un libro di cui non sapevo nulla, di un autore di cui sapevo ancora meno e temevo di ritrovarmi fra le mani una storia dove i vampiri brillano al sole (ogni riferimento è puramente casuale) o peggio.

Odio fare recensioni negative, ma ancora di più odio abbandonare i libri a metà, ecco perché il mio timore: se non mi fosse piaciuto?
Se fosse stato uno di quei terribili Urban che a volte mi sono capitati fra le mani? Che genere di recensione avrei fatto, una a metà? Oppure mi sarei dovuta ritrovare a scrivere all’autore dicendogli che non ero riuscita a finire il suo libro; ed ovviamente l’autore mi avrebbe chiesto perché.
Ero nel panico più totale, ancora non avevo iniziato il libro e già mi preoccupavo per la recensione, se avessi fatto bene o meno ad accettare di leggerlo così a scatola chiusa.
Alla fine, dopo alcuni giorni in cui ho terminato altre letture e altri dove ho tergiversato un pochino, ho spostato il file sul mio fidato e-reader e mi sono imbarcata in questa nuova lettura.


Trama:

Striscia di Gaza, primavera 2015. Peter, giornalista canadese free-lance, è con il suo amico e cameraman Omar per le strade di Gaza city, quando all'improvviso Israele con un raid aereo bombarda la città. In questi attimi di panico, che non sono una novità per l’intera striscia perennemente bombardata dall'esercito israeliano, Peter e Omar riprendono in anteprima l’attacco, il missile che fa esplodere una parte della città e la morte di un uomo. Poche ore dopo nel piccolo stanzino adibito a sala di montaggio, Peter, riguardando le immagini girate dal suo amico, nota qualcosa di strano. Pensa che Omar, genio con i video, gli abbia fatto uno scherzo, ma non fa in tempo a chiederglielo che un gruppo di soldati, sparando fa irruzione ferendo il cameraman e quasi arrestando Peter.
Qui ha inizio una storia decisamente particolare, alla scoperta della vita di un uomo, della sua morte e in seguito di tutti quegli avvenimenti particolari, quasi miracolosi che lo hanno circondato sin dalla nascita.
Ed è scoprire sempre più cose su Ben Nahid e sulla sua vita, è questo il compito che si è prefissato Peter, e soprattutto scoprire se quanto ripreso dal suo cameraman è vero o solo frutto dell’immaginazione.
Da qui, insieme ad una collega della TV Francese, Peter viene strascinato in un’avventura dove tutte le sue convinzioni vengono stravolte, portandolo a chiedersi se sia tutto frutto della sua immaginazione o se quella che sta vivendo è la realtà.


L'autore parla di sé:


Mi chiamo Stefano Olivieri e sono nato a Roma, dove abito, il 16 gennaio del 1951. Sono sposato dal 1978 e ho un figlio. Ho fatto gli studi classici e mi sono laureato in architettura. Lavoro dal 1979 all’Inps, dove mi occupo di informazioni istituzionali e rapporti con il pubblico nella sede regionale per il Lazio.
Adoro il mare, l’alba, la città di notte, i funghi, le serate con gli amici, la serenità familiare. Mi piace osservare e riflettere, fare domande e facilitare le risposte. Preferisco il silenzio al chiasso ma quando è importante mi trovate in mezzo alla folla in piazza. 
Scrivo su tutto e di tutto, ho anche un mio blog: democraticoebasta che si occupa di politica, cronaca e varia attualità. Ho dato il mio contributo anche alla nascita di altre pagine web nel campo dei diritti civili Libero Laboratorio - Notizie in movimento come in quello più strettamente legato al mondo della scrittura creativa ( il gruppo facebook denominato “Finalisti Ioscrittore”, da me creato per favorire lo scambio critico e l’amicizia fra i partecipanti alle varie edizioni del torneo risultati vincitori: Finalisti Ioscrittore. Da questo gruppo è nato uno spinoff sul web: StoryBox.
Le anteprime di alcuni miei romanzi inediti (fra cui Ben Nahid e Auction House di cui vi spedisco il manoscritto cartaceo) sono visibili qui: Stefano Olivieri: Le mie pubblicazioni.



***


Bene, cosa dire di questo libro. Ci sono molte cose da dire, in primis mi ha lasciato un tantino basita; ammetto che mi sarei aspettata di tutto, tranne la trama che mi sono trovata davanti, tanto che ho pensato: ma siamo sicuri che appartenga al genere Urban Fantasy. Così, con grandi difficoltà sono riuscita a leggere quel famoso messaggio mandatomi dall'autore, e sembra che sia stato inserito nel genere Urban, ma l’autore stesso non lo considera così. Io stessa trovo difficile catalogarlo come un Urabn Fantasy.
Comunque torniamo al libro; lo stile dello scrittore non è affatto male, pulito, leggero decisamente molto piacevole da leggere, tanto che i capitoli sono volati e io mi sono trovata a metà libro dopo pochi giorni, se avessi avuto più tempo forse anche dopo una notte intera di lettura.
Ben Nahid è ambientato in un futuro relativamente vicino, in una zona del mondo che si può definire turbolenta e problematica e tocca argomenti che hanno fatto parte della cronaca giornaliera, ovvero gli avvenimenti e la perenne disputa che c'è stata per la Striscia di Gaza fra la Palestina e Israele.


“Per Striscia di Gaza si intende un territorio palestinese confinante con Israele e l’Egitto nei pressi della città di Gaza. È rivendicato, assieme alla Cisgiordania, come parte dello Stato della Palestina.
Questa striscia costiera è stata governata dal 1948 a 1967 dall’Egitto.
Israele ha governato la striscia dal 1967 al 2005.
Ora a governare la striscia è Hamas, che dal 2006 detiene la maggioranza in parlamento; ma secondo gli accordi di Oslo, firmati tra Israele e l’OLP:  Israele mantiene il controllo militare dello spazio aereo della striscia, delle frontiere terrestri e delle acque territoriali.
I conflitti fra Hamas e Israele sono andati avanti per lungo tempo fino al 2012, ovvero fino a quando non si è raggiunta una tregua faticosamente mediata dal presidente egiziano Mohamed Morsi e dal segretario di stato Americano Hilary Clinton, ma ancora non si è raggiunta una pace duratura.”


Dopo la lezione striminzita sulla Striscia di Gaza (Ringraziamo Wikipedia dove si trovano informazioni più approfondite), è qui che ha inizio il libro e dove accadono gli avvenimenti più importanti, per poi spostarsi in altri paesi, ma come ho detto è a Gaza che tutto ha inizio.
L’autore descrive magistralmente i problemi socio politici di quella striscia di terra; leggendo ci si rende conto che parla con cognizione di causa, spiegando in maniera comprensibile quanto è accaduto nel passato. Ed anche se è ambientato in un futuro non troppo lontano, alcuni anni dopo il raggiungimento di una tregua faticosamente lavorata, descrive quel che potrebbe accadere se questa pace così sottile dovesse venire meno, ma anche la vita di coloro che hanno vissuto a Gaza nel periodo di guerra e ci vivono tutt'ora. Descrive quello che potrebbe accadere in ogni istante, basta una parola, un semplice comportamento e quella tregua, perché non si può parlare di pace, potrebbe spezzarsi come niente.
Ma se la guerra fa da sfondo a questa storia, ed anche se molti avvenimenti ruotano nel tentativo di farla terminare, non è il perno del libro, o non è solo lei.
Il perno è il titolo del libro "Ben Nahid". 
E voi vi domanderete cosa significa Ben Nahid.
Bene, io vi rispondo, Ben Nahid è una persona e in maniera molto particolare è uno dei protagonisti di questo libro.
Ma chi è Ben Nahid e perché questo libro è intitolato con il suo nome? Perché a modo suo l’intera storia è incentrata su di lui. Su una figura misteriosa di cui si sa poco e nulla.
C’è chi lo definisce un contrabbandiere, altri pensano sia un terrorista, la povera gente lo considera un benefattore. Porta cibo ai più bisognosi, dona medicine senza chiedere nulla in cambio. In molti affermano che è dotato di strani poteri con cui salva e cura gli ammalati e gli infermi, facendo veri e propri miracoli.
Ben Nahid è un benefattore  morto a trentatré anni sotto le bombe dell’esercito Israeliano.
E qui inizia la parte del libro che mi ha lasciato un pochino perplessa; non dico che non sia un’idea geniale, eppure ho delle difficoltà a credere in un Dio, figuriamoci leggere qualcosa in cui si parla della reincarnazione di Gesù; eppure sorvolando i miei dubbi ammetto che la storia mi ha preso ed anche molto.
Mi hanno preso i personaggi, come sono stati caratterizzati.
Peter, il protagonista, colui che alla fine si trova a tu per tu con quella che potrebbe essere la reincarnazione di Gesù, continua ad avere le sue idee, i suoi dubbi.
Mi piace il modo razionale con cui affronta quanto sta accadendo, cercando di non lasciarsi prendere dall’euforia, e al tempo stesso rimanere  lucido davanti alle avversità, ma anche a quei piccoli aiuti che lo stesso Ben gli manda.
Per un verso mi sento simile a Peter, anche se molte volte lui afferma di essere agnostico all'interno del libro, non conosce una risposta su quanto sta accadendo, e rimane sempre un tantino scettico per quanto riguarda gli avvenimenti che ruotano attorno a Ben Nahid.

Ben Nahid è un libro particolare, un mix fra attualità, storia e religione, azione e forse anche un po’ di fantasy. È una piacevole lettura, se si cerca qualcosa di nuovo, o meglio se si cerca qualcosa di differente, ovviamente un piccolo consiglio che do è prendere il racconto come tale, un libro di fantasia e non partire in eventuali elucubrazioni mentali su quanto possano essere possibili o meno i fatti raccontati.
È un libro originale, dove si trova buona scrittura, uno stile pulito che personalmente amo molto; e si nota la bravura dello scrittore nel caratterizzare i personaggi, nonché lo studio e la conoscenza dei luoghi in cui è ambientato il romanzo.

Lo consiglio a tutti coloro che hanno voglia di leggere qualcosa di differente.
Una piacevole lettura, dall'inizio alla fine, anche se ammetto che il finale mi ha un tantino deluso, non perché brutto, ma è più una questione mia, è molto agrodolce quando io adoro i finali smielati. Ma non spoilero nulla, se siete curiosi dovete leggere il libro, che potete trovare in formato ebook su Amazon.

Commenti