La banda degli Invisibili di Fabio Bartolomei


La banda degli invisibili
di Fabio Bartolomei



A ottantacinque anni si dovrebbe avere di meglio da fare che brigare per un amore irraggiungibile, impegnarsi in azioni di disturbo alle auto blu in corsia preferenziale e studiare un piano per rapire... Silvio Berlusconi. Ma Angelo è un ex partigiano che tendeva agguati ai convogli della Wehrmacht, che sopravvive con la pensione minima, che non riesce più a far valere i propri diritti nemmeno con un impiegato del comune e che lotta quotidianamente contro una società che fa di tutto per farlo sentire inutile. E così, proprio quando sarebbe lecito disinteressarsi del mondo e pensare solo a trascorrere serenamente gli ultimi anni di vita, Angelo decide di reagire e di ottenere dall'uomo più potente del Paese ciò che secondo lui gli spetta di diritto. Insieme ad alcuni amici del centro anziani metterà a punto un piano incruento e geniale, che però sembra non tenere conto di una questione fondamentale: come possono sperare dei vecchi malconci di riuscire a rapire uno degli uomini più scortati al mondo?



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Diverse settimane fa gironzolando su internet e andando a spulciare alcuni post di vari blog che seguo mi è caduto l’occhio su questo post (qui), parla di diverse cose, affrontando argomenti differenti a tutti molto interessanti allo stesso modo, ma non ho nessuna intenzione di analizzare il post, anche se come ho detto tratta degli argomenti molto interessanti; ma piuttosto è un modo abbastanza contorto per spiegare come sono arrivata al libro che ho da poco terminato di leggere. Il post sopra citato parlava di molte cosa, di alcuni autori e di alcuni diversi tipi di letture e di idee, quelle banali e quelle veramente originali. L’autrice del post ha fatto alcuni esempi e io sono rimasta incuriosita da una delle sue affermazioni, “originale è un libro che parla di un gruppo di vecchietti che complotta per rapire Silvio Berlusconi.”
All’inizio ho storto un po’ il naso credendo che fosse un libro demenziale, qualche assurdità, divertente sì, ma non proprio il mio genere. Poi per curiosità ho scritto su google “vecchietti che vogliono rapire Berlusconi” e fra mille link è venuto fuori il titolo di un libro che mi rimandava direttamente al sito della casa editrice. Da lì ho letto la trama e mi sono incuriosita, però c’è anche il fatto che avevo una marea di altre cose da leggere. La mia solita pila infinta sul comodino e altrettanti nel reader.
Nulla, la mia curiosità come al solito ha preso il sopravvento, tanto che alla fine l’ho dovuto comperare.
“La banda degli Invisibili” ecco il titolo del libro mi ha veramente conquistato. È stata una piacevole scoperta e un’ottima lettura, peccato che in alcune parti mi ha messo tantissima tristezza.

Se qualcuno immagina un libro dove i protagonisti sono dei giovani con tutta la vita davanti e un mondo pieno di avventure da scoprire, bene si sbaglia clamorosamente, i protagonisti di questo libro sono degli anziani, quelli che sembrano degli innocui vecchietti che hanno vissuto una vita piena di prove ed ora giunti al momenti in cui tutto dovrebbe essere più semplice si ritrovano ad affrontarne altre.
Mi sono chiesta all’inizio del libro come mai questo titolo, man mano, proseguendo con la lettura ne ho compreso il motivo.
Lo stesso Angelo, la voce narrante del libro, ne spiega il motivo, arrivati ad una certa età, queste persone diventano invisibili.
Uomini e donne che hanno fatto la storia del paese.
Uomini e donne che hanno dato tanto alle famiglie, cresciuto figli e questi che improvvisamente si sono dimenticati di loro.
Con un ironia e una leggerezza che rendono tutto veramente molto più amaro, l’autore del libro ha raccontato una realtà che vedo sin troppo spesso in giro per Roma. Persone anziane che avrebbero veramente molto da dare, abbandonate a se stesse, sole, a volte lasciate per intere estati in ospedali perché figli e parenti non hanno voglia di occuparsene.
Con altrettante ironia e amarezza parla di come queste persone a stento arrivano a fine mese con una pensione minima e nessuno che li aiuti, né parenti né lo stato che dovrebbe occuparsi di loro.
Sono invisibili agli occhi di tutti: delle sanità e di quelle persone che dovrebbero curarli, dello stato che fra tante parole li considera solo un peso.
Invisibili agli occhi degli impiegati degli enti pubblici, come lo sono agli occhi dei loro stessi parenti.
Eppure… eppure anche se la vita per loro non è semplice, in questo  libro l’autore racconta quella che potrebbe essere una rinnovata giovinezza. Pomeriggi con gli amici per cercare di organizzare il tempo libero. I pomeriggi al centro anziani giocando a scopa e guardando la partita in TV, organizzare la settimana e sognare per il futuro, quello che sarebbero riusciti a fare mettendo da parte i soldi e risparmiando.
Ma ci sono anche i momenti negativi, la tristezza e l’amarezza. La consapevolezza di non essere più giovani, la decadenza del corpo, ma soprattutto della mente che fa perdere colpi, fa dimenticare momenti, attimi, il passato.

Quello che mi ha colpito di più di questo libro, non è stata tanto il fatto che questi vecchietti vogliano rapire Silvio Berlusconi o quanto le uscite dell’ex premier possano averli fatti irritare; quello che mi ha colpito è stato il modo così reale, in cui l’autore ha descritto la vita di queste persone.
La voglia di vivere che hanno i suoi protagonisti, i suoi personaggi. Così veri, così reali e molte volte divertenti o malinconici.
Arrabbiati quando lo devono essere e al tempo stesso fiduciosi  nel futuro, quel poco che gli rimane.

È una lettura che consiglio a tutti quanti.
È un libro che apre gli occhi, sia a livello sociale, sia a livello emotivo e morale per le tematiche trattate.
È un libro che ti fa sorridere per alcune battute e poco dopo ti fa riflettere per quanto è vero, per quanto è reale.

Decisamente una delle migliori letture che mi siano mai capitate fra le mani negli ultimi tempi.



Fabio Bartolomei è nato nel 1967 a Roma, dove vive. Scrittore poliedrico, è un affermato pubblicitario e autore di sceneggiature. Nel 2004 ha vinto il Globo d’Oro con il cortometraggio Interno 9. Nel 2011 si è fatto conoscere dal pubblico dei lettori con il suo romanzo Giulia 1300 e altri miracoli. Insegna scrittura creativa.

Commenti

  1. questo libro mi ha fatto venire in mente la canzone "i vecchi" di Claudio Baglioni

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    1. Dovrò ascoltarla questa canzone, non la conosco ç_ç.

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