Sherlock BBC - Recensione della quarta stagione




Eccomi finalmente a scrivere questa recensione. Era una di quelle che attendevo maggiormente, fin da quando sono state annunciate le date della nuova stagione di Sherlock BBC.
C'è da premettere che il mio amore per Sherlock è di lunga data. Quando ho scoperto questa serie, la seconda stagione ancora non esisteva. L'ho scoperta per caso, prima che diventasse un fenomeno mediatico, e l'ho sempre seguita con tanta ansia e curiosità.

LA QUARTA STAGIONE - ALTA PRESENZA DI SPOILER

Sherlock torna con una quarta stagione ben tre anni dopo la terza e un anno dopo il film evento al cinema che si colloca a metà tra le due.
Dove eravamo rimasti?
La terza stagione di Sherlock ci lascia col dubbio sul ritorno di Moriarty, in parte analizzato nel film "L'abominevole sposa" dove Sherlock compie un viaggio nel suo palazzo mentale per cercare di capire se Moriarty sia potuto sopravvivere o meno.
Giunge alla conclusione che non può essere sopravvissuto, ma qualcuno porta avanti la sua causa. Qualcuno, col suo nome, sta preparando una vendetta contro Sherlock.

La quarta stagione inizia proprio con il reintegro di Sherlock, che viene "perdonato" e viene scagionato dall'omicidio di Magnussen attraverso un video contraffatto.
Sherlock torna quindi a Baker Street e vive le sue avventure con John, inframmezzate dalla nascita della piccola Rosie Watson.
La prima puntata è forse quella che mi è piaciuta meno, perché sembrava un po' sottotono. Con il senno di poi, penso che Moffat e Gatiss abbiano dato un'enfasi sempre maggiore di episodio in episodio, partendo dal basso (con il primo) fino a raggiungere l'apice (l'ultimo).
Nel primo episodio, tutto conduce all'evento finale, la morte di Mary Watson.
Non posso dire di non essermelo aspettata: sapendo dal canone che la figura di Mary sparisce molto presto dalle scene, ho immaginato che sarebbe successo anche in questa trasposizione.
Mi piaceva la dinamica che si era creata tra i due coniugi Watson e Sherlock, ma sapevo che non poteva durare.
La formula funziona proprio perché Sherlock e John sono diversi e si completano a vicenda, mentre Mary è molto più simile a Sherlock.
Mi è comunque molto dispiaciuta la sua scomparsa.
Passando al secondo episodio, la posta in gioco si alza. John, che incolpa Sherlock per la morte di Mary (in realtà incolpa anche se stesso, per aver ceduto e aver flirtato al telefono con un'altra donna) ha deciso che non vuole avere niente a che fare con l'amico.
Sherlock, in cattivissime condizioni dopo aver ceduto alla sua dipendenza da droghe, accetta il caso di Faith Smith, che accusa il padre di essere un assassino dopo aver partecipato a una riunione in cui Culverton Smith ha confessato un terribile segreto ai suoi collaboratori, drogati con una sostanza che di lì a poco gli avrebbe fatto dimenticare tutto.
Sherlock è magistralmente brillante nelle sue deduzioni, anche se la droga non gli permette subito di stare al passo con il suo cervello, arrivando a capire in ritardo come mai certe cose gli fossero saltate all'occhio.
Sherlock, comunque, riesce a farsi ricoverare nella struttura di Smith, e lì lo fa confessare, registrando la confessione attraverso un registratore nascosto nel bastone di John.
John arriva appena in tempo per salvarlo, dopo aver scoperto che era stata proprio Mary a chiedere a Sherlock di mettersi in pericolo per costringere John a perdonarlo e a perdonarsi per la morte di Mary.
Quello che però è veramente il punto focale dell'episodio è la scena finale, quando scopriamo che la finta Faith Smith che aveva parlato con Sherlock (la vera non aveva mai visto il detective), la donna che aveva scambiato alcuni messaggi con John e la psicologa di quest'ultimo erano sempre la medesima persona, che finalmente rivela la sua vera identità: Eurus Holmes.
Tutto il terzo episodio gira intorno a questa figura: Eurus, la terzogenita degli Holmes scomparsa dai ricordi di Sherlock.
La più geniale tra i tre, ma anche la più terrificante. Eurus coinvolge Sherlock in quello che chiama il problema finale: un gioco delle deduzioni che si rivela mortale.
Sherlock è costretto a venire a patti con le sue emozioni, con la parte più umana di lui che sta prendendo sempre più piede.
Quello che ho più amato di questo episodio è stato il fatto che volessero dare un senso a tanti interrogativi.
Sherlock non era in grado di interagire con gli altri perché profondamente turbato dalla morte del suo migliore amico (che nei suoi ricordi ha sostituito con il cane Barbarossa, mai esistito) Victor Trevor, ucciso proprio dalla sorella per gelosia. 
Ciò spiega anche perché John è così importante per Sherlock; è il suo nuovo migliore amico, è quello che è riuscito a sbloccarlo, a fargli provare di nuovo le emozioni.
Ho un lungo elenco di scene che mi sono entrate nel cuore: le interazioni tra Sherlock e Mycroft sono stupende in questo episodio.
Moriarty che entra in scena sulle note di "I want to break free" dei Queen, senza che lo spettatore sappia se sia vivo o meno, per poi precisare, furbescamente in ritardo, che si tratta di un evento accaduto cinque anni prima, è una scena fantastica.
Eurus è uno di quei cattivi che fa veramente paura, e l'attrice ha recitato in maniera divina, tanto che in alcune scene, guardandola negli occhi avevo i brividi lungo la schiena.
Forse sono accecata dall'amore che ho sempre avuto per questa serie tv, ma non posso fare a meno di lodare questo episodio.
Sicuramente, col senno di poi, potrei trovare dei difetti, ma poco importa. Ho visto la terza puntata con il fiato sospeso, senza staccare gli occhi dallo schermo e quando è finita mi son detta: ma come? Sono già passati novanta minuti?
È una degna chiusura di stagione e, per la prima volta, posso dire che se Sherlock non dovesse tornare con una quinta stagione, sarei soddisfatta comunque.
Certo, vorrei che la serie continuasse, ma l'episodio non lascia nulla in sospeso, a differenza degli altri finali di stagione, per cui potrebbe benissimo essere la conclusione di tutto.
Sicuramente, per avere altri episodi di Sherlock, se dovessero farli, bisognerà aspettare almeno un altro paio d'anni, come i fan di questa serie sono ormai abituati a fare.
Nel frattempo, possiamo continuare a sognare i nostri ragazzi di Baker Street che vivono le loro avventure.

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