Il principe triste di Thea Bricci (Recensione in anteprima)

Mi chiedo come mai molte case editrici inseriscono alcuni libri in determinate categorie; la mia ultima lettura, in anteprima, parla sì di incontri omosessuali, ma non è il perno della storia, almeno a mio parere.
La Triskell edizioni per San Valentino farà uscire una piccola perla, un libro che mi ha piacevolmente colpito e mi ha fatto versare un mare di lacrime.
Sono sincera, l’ho scelto per curiosità, la trama era interessante, ma avevo paura che fosse troppo sdolcinato, con i pianti che mi sono fatta non è proprio così.
Comunque come al solito finisco con gli sproloqui e inizio con il presentarvi il libro in questione il principe triste di Thea Bricci.




Il principe triste
di Thea Bricci





Trama:
Il destino regala a Denis splendidi tratti efebici e androgini, ma una situazione famigliare sfortunata, segnata dalla morte prematura dei genitori. Il ragazzo trova nella droga e nell'amore per la musica l'unico modo di soffocare il dolore, finendo per oltraggiare il suo dono, facendosi merce, vendendo il proprio corpo al miglior offerente, finché un facoltoso amante, cultore di arte classica, trovando in lui l'incarnazione di un ideale di bellezza, gli regala affetto e la possibilità di una vita più agiata.
Quando, tuttavia, giunge il vero amore, Andrea, il giovane leader di una rock band, Denis deve fare i conti con nuove struggenti sensazioni, che rischiano di ricondurlo nell'abisso da cui era faticosamente uscito.





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Il nostro blog, come ho accennato sopra, ha iniziato la collaborazione con la casa editrice Triskell. Diversamente da molte altre loro sono così gentili da farci scegliere le letture che vogliamo, ed anche se io ero nel pieno di un libro di fantascienza, ho deciso di farmi mandare questo libro. Ero curiosa di leggere un romanzo m/m e speravo che questo potesse appassionarmi, ma al tempo stesso dalla trama che fosse differente dagli altri. Da quanto letto nella presentazione mi sembrava qualcosa di molto doloroso, non drammatico, ma angosciante e io adoro i libri che mi fanno piangere, che mi colpiscono a questo modo facendomi anche stare male. Bene, Il principe triste di Thea Bricci c’è riuscito egregiamente. Ho versato tante lacrime, sono stata male per questo protagonista e sono rimasta incollata una notte intera al reader per poterlo finire.
Il principe triste non è solo un libro m/m, una storia d’amore omosessuale, tutt'altro, a mio avviso è molto di più. Affronta argomenti che mettono l’amore da parte. Il protagonista, Denis, bellissimo e al tempo stesso molto fragile, prima di trovare qualcuno da amare deve imparare ad accettarsi, ad affrontare la vita, ad amare se stesso e, per farlo, deve superare numerosi ostacoli, superare il dolore che ogni giorno si porta dentro e che lo sta lentamente divorando.
Un dolore nato dalla morte della madre e che ha cercato di annullare, annullando se stesso, i suoi pensieri, la sua vita in alcuni casi.
All’inizio del libro, lo stesso protagonista afferma che lui e suo padre sono molto simili, sono deboli e incapaci di affrontare la vita, sono deboli e pronti a lasciarsi andare. L’unica che riusciva a dare loro la forza di vivere e andare avanti era sua madre; dal momento in cui lei è venuta a mancare entrambi si sono persi, andando alla deriva, annegando il dolore il padre nel gioco d’azzardo e nell’alcol che lo porterà alla morte e Denis nella droga. Giorno dopo giorno cerca di annullare una parte di sé con la droga, con il sesso: vende il suo corpo per comprare la droga, ma al tempo stesso continua a esserci qualcosa che lo tiene a galla, in parte il ricordo della madre e la musica che ama grazie alla donna. E forse è proprio grazie alla musica che ancora non si è perso, non ha annullato completamente se stesso diventando uno dei tanti tossici, morti che camminano, attendendo la fine.
Con la morte del padre però qualcosa scatta in lui, anche se pensa di odiarlo, di detestarlo, sa di volergli bene e di essere stato amato dall’uomo e questo ultimo legame che viene reciso lo porta a toccare il fondo. Precipita nell’abisso, nella disperazione, fino a quando davanti alla morte non trova il coraggio di chiedere aiuto e di affrontare i suoi problemi.


Dopo i primi capitoli che ruotano attorno a Denis a i suoi pensieri, al suo dolore, il libro sale di livello, appaiono altri personaggi molto importanti all’interno della storia e anche per lo stesso protagonista. Personaggi caratterizzati, come lo stesso Denis, in maniera esemplare. Persone che si portano dietro i loro demoni e in maniera differente affrontano le loro paure. Edoardo, che poi diventerà l’amante di Denis, affronta le sue paure circondandosi di cose belle, con l’arte e con il sesso e Denis ai suoi occhi è un capolavoro, un giovinetto androgino molto simile al personaggio raffigurato in un quadro.
Poi c’è Corrado, il figlio di Edoardo, un altro personaggio che deve affrontare le sue paure, il suo malessere interno; per certi versi l’ho trovato il più simile a Denis, il più fragile, proprio come il protagonista del libro. Al contrario di Denis però il suo malessere interiore è dovuto all'eterno contrasto con il padre, alle poche aspettative che quest’ultimo ha per il figlio. E invece di dimostrargli il contrario, Corrado fa di tutto per farlo irritare, arrabbiare, confermando in alcuni momenti i pensieri del padre.
Questi personaggi pieni di contrasti, di luci e di ombre; uomini pieni di paure che faticano ad affrontare la vita con i suoi problemi. Uomini che si muovono in un piccolo paese dove le voci, i pettegolezzi li seguono ad ogni passo e la gente è pronta a giudicarli.
Ho adorato sin dall’inizio il modo in cui sono stati caratterizzati, i loro demoni. Mi sono calata nel loro io perdendomi nelle loro stesse paure. Edoardo poi è il mio personaggio preferito, credo di essermene innamorata dalle sue prime parole, dai discorsi che fa, dal suo essere estremamente colto ed elegante, eppure al tempo stesso lo vedo come un uomo capriccioso, decisamente egoista, interessato più al suo benessere, a far scomparire le sue paure e i suoi incubi, piuttosto che agli altri.


La maniera magistrale di come sono stati caratterizzati i personaggi di questo racconto è dovuto anche allo stile di questa autrice. Sin dalle prima battute sono rimasta incantata dal suo modo di scrivere, di descrivere i personaggi e immergersi e far immergere il lettore nella loro mente. Il lettore riesce a vedere quanto accade attraverso i loro occhi, avverte sulla sua pelle le sofferenze, il dolore e quel malessere fisico che li accompagna costantemente. Le sue descrizioni, i dialoghi sono un qualcosa di poetico, che mi ha appassionato tantissimo.
Adoro questo stile, questo modo di scrivere, l’introspezione dei personaggi che prende il sopravvento su tutto e mi tiene incollata al libro, veramente un ottimo lavoro.
Anche le descrizioni sono fantastiche, questa piccola città dove i personaggi si muovono attraverso gli sguardi pieni di gelosie e di malelingue che non fanno altro che additarli per avere del tempo da passare, pettegolezzi su cui malignare. Tutto è così realistico, tutto così provincia Italiana, dove lo sparlare e farsi gli affari degli altri la fa da padrone, che si abiti al sud, come al nord.


Credo che mi fermerò qui altrimenti continuerò ad adulare autrice e racconto per altre tre pagine senza dire nulla di sensato. Unica cosa, ne consiglio caldamente la lettura, per il modo in cui scrive, per i suoi personaggi e soprattutto per gli argomenti trattati, che non sono semplici, ma al tempo stesso affrontati con la dovuta cura.
Lo consiglio per i suoi personaggi tanto complessi e affascinanti e per quei discorsi filosofici e di arte che lasciano a bocca aperta, rendendo questo libro un piccolo capolavoro.









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