Your Name di Makoto Shinkai

Dopo non so quanti libri in anteprima, oggi voglio parlarvi di una Light Novel pubblicata da J-Pop: Your Name di Makoto Shinkai.


Trama:
Mitsuha, una liceale che vive In una città di montagna, si ritrova, in sogno, nei panni di un ragazzo. Una stanza mai vista prima, amici che non conosce e Tokyo che si estende davanti a lei. Nel frattempo, Taki, un liceale che abita proprio a Tokyo, vive la stessa esperienza, ritrovandosi, in sogno, nel corpo di una ragazza, in una città sperduta fra le montagne. Presto si accorgeranno dello "scambio" onirico, ma... L'incontro di due realtà così diverse mette in moto gli ingranaggi del destino.

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Quando è stato proiettato il film al cinema, purtroppo non sono riuscita ad andare. Quei tre giorni avevo degli impegni che non potevo spostare e, a mio malgrado, ho dovuto rinunciare. Le settimane successive, purtroppo per me, le varie repliche che sono state fatte del film non sono arrivate nella mia città, quindi mi sono dovuta rassegnare a non vederlo. Nonostante questo, la grande popolarità che ha avuto il film mi ha incuriosito a tal punto da comprare la novel, edita da J-Pop, così da capire cosa avesse questa storia di così particolare da avere tanto successo.
In realtà, prima di comprare il libro, ero andata su Wikipedia a leggermi la trama, quindi posso dire che a grandi linee la storia l’avevo capita: era tipicamente in stile giapponese, due persone che, senza un motivo apparente, si ritrovano con i corpi scambiati, addirittura in epoche differenti. Se si legge la trama su Wikipedia, così come se si legge il riassunto che farò tra poco io in questa recensione, non si capisce cosa ci sia di tanto potente in questa novel: le emozioni che mi ha suscitato in alcune parti sono indescrivibili, per questo l’unica cosa che dovrei fare è dirvi “compratela e leggetela”.
Però se facessi così non sarebbe una vera recensione, ma solo una pubblicità per qualcosa che mi è piaciuto XD
Comunque, vediamo di cominciare.
Il libro di Makoto Shinkai parla di una ragazza di diciassette anni, Mitsuha, che si ritrova improvvisamente scambiata di corpo con un certo Taki, della stessa età. Mitsuha vive in un paesino di montagna, Itomori, mentre Taki è di Tokyo.
I primi capitoli del libro descrivono questi scambi, le perplessità dei due protagonisti (e di chi li circonda) quando capitano, quando iniziano a ricordare ciò che succede quando sono scambiati e decidono, così, di lasciarsi dei messaggi a vicenda, così da ricostruire ciò che succede all’altro in quei giorni. Lì per lì sembra una trama abbastanza semplice, un classico per il mondo di anime e manga. Questo finché questi scambi non si interrompono all’improvviso e Taki decide di andare a cercare i posti che ha imparato a conoscere quando si ritrovava nel corpo di Mitsuha, per capire dove fosse finita la ragazza.
Da quel momento si inizia ad intuire qual è la maledizione, se così possiamo chiamarla, dei due ragazzi: più tempo passavano senza scambiarsi, più i ricordi degli scambi scomparivano. Questo perché l’autore ha voluto far capire che i ricordi non erano immagazzinati nell’anima, ma nel corpo di chi li vive. Infatti, alla fine, Mitsuha ricorda ciò che ha fatto Taki con il suo corpo e viceversa, iniziando poi a credere di aver fatto tutto lei, dimenticandosi che nel suo corpo, in quei momenti, c'era Taki. L’anima, subito, ricorda dello scambio, ma non essendo salvato da nessuna parte, con il tempo svanisce, come se non fosse mai esistito.
Taki parte alla ricerca di Mitsuha ricordandosi ancora il suo nome, ma non il nome della città in cui si era ritrovato a vivere in quei giorni, per questo si era dovuto affidare solo a disegni che era riuscito a fare, che rappresentavano i paesaggi che aveva visto e che non riusciva a collocare. Giuro che sono rimasta sconvolta quando, in una locanda, gli hanno detto che quelli erano i paesaggi di Itomori, una città scomparsa tre anni prima, distrutta dal passaggio di una cometa che, spezzandosi, aveva lasciato cadere sulla terra un grosso meteorite, atterrato proprio su quella città. Cercando tra i nomi delle vittime, aveva così scoperto che gli scambi si erano interrotti perché Mitsuha era morta, così come tutta la sua famiglia e gli amici. Avevo i lacrimoni agli occhi quando ho letto quella parte, ho sperato vivamente che ci fosse un ultimo scambio che permettesse a Taki di salvare Mitsuha, perché sicuramente era quello il motivo di quegli scambi.
Lo scambio ovviamente c’è, Taki nel corpo di Mitsuha coinvolge gli amici e riesce ad organizzare un modo per salvare l’intera popolazione del villaggio, anche se il rischio che nessuno li ascolti è alto. E qui scopre che Mitsuha il giorno prima l’aveva cercato, l’aveva incontrato, ma quello che si era ritrovato davanti era il Taki di tre anni prima, che ancora non la conosceva, non poteva sapere chi fosse. Lì c’è stato il loro primo vero contatto, Mitsuha aveva regalato a Taki un braccialetto, che lui ancora porta dopo tre anni, nonostante non si ricordasse nemmeno chi glielo avesse regalato. E questo braccialetto Taki riesce a restituirlo a Mitsuha, in un momento dove riescono finalmente ad incontrarsi, nonostante il divario temporale che ci sarebbe dovuto essere.
L’ultima volta che riescono a vedersi, l’ultimo scambio dei loro corpi. Anche qui l’autore è riuscito ad emozionarmi, a farmi sentire ciò che provavano entrambi i protagonisti come se stessi vivendo io stessa quei momenti.
Smetto qui di raccontare, tutta l’ultima parte non la spoilero, perché così siete spinti a comprare il libro. Sappiate che è la parte più emozionante, soprattutto le scene finali, e quando sono arrivata alla fine ero commossa e felice, e avrei voluto sapere cosa succedeva dopo, come è poi andata avanti.
Una storia bellissima, tradotta veramente molto bene da J-Pop (a parte nel primo capitolo, che ho trovato una strana ripetizione che, secondo me, si poteva evitare).

Riguardo allo stile dell’autore, giuro che mi sono spaventata nel primo capitolo, perché ho pensato “se è tutto così, aiuto”. Questo perché il primo capitolo salta dal POV di Mitsuha al POV di Taki di continuo, ogni frase è pensata da una persona diversa. Mi stavo perdendo, sul serio, perché comunque non venivano usati segni grafici che facessero capire chi diceva cosa. Ho pensato subito che quella scena sicuramente rendeva meglio nella versione animata, perché ogni singola frase era doppiata dalla voce di Mitsuha o Taki, in base a chi la diceva, e mi sono chiesta se sarebbe andato avanti così per tutto il libro. Per fortuna non succede, c’è l’alternanza tra i POV, ok, ma il cambio è tra un capitolo e l’altro, o comunque segnalato da un cambio di paragrafo. Solo alla fine, nell’ultimo capitolo, torna l’alternanza come nel primo, ma a quel punto è difficile non riconoscere chi sta parlando, anche perché ogni frase è di un personaggio diverso, quindi diventa un botta e risposta tra i due.

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