Deliver Me di Faith Gibson

Trama:
Taggart Lee ha tutto. Fama. Denaro. Tutto, a parte l’amore. Tag è l’esausto cantante dei 7’s Mistress, la più grande rock band del mondo. Dopo quindici anni nel giro, ci sta ormai affogando. Un’improvvisa tragedia, però, lo costringe a prendersi una pausa dalla tournée e dalla monotonia che è diventata la sua vita. Quando incontra uno splendido uomo sulla panchina di un parco, vede un’ancora di salvezza.
Il dottor Erik Henrikson aveva pensato di aver incontrato l’uomo della sua vita. In realtà era l’uomo sbagliato. Un anno dopo la rottura, ha ancora un lucchetto che tiene chiuso suo cuore. Poi incontra Lee, qualcuno la cui vita è stata appena stravolta. Quando scopre la sua vera identità, Erik butta via la chiave, deciso a tenere ben chiuso il suo cuore. Tag ha due settimane per fare in modo che il dottore lo desideri. Ha tre mesi per provargli che non lo farà soffrire. Una tragedia li fa incontrare. Bugie e tradimenti li separano. Basterà l’amore per liberarli?


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Questo venerdì, visto che dovevo andare a dormire presto, in nottata ho terminato di leggere questo romanzo edito dalla Quixote, e ora visto che non ho nulla da fare, essendo in treno da qualche parte fra Firenze e Milano diretta al salone del libro di Torino, scrivo la bozza di questa recensione. Come mai il treno fa un percorso a L un giorno o l’altro lo scoprirò, quando accadrà ne sarete tutti informati, per ora rimarremo tutti con questo atroce dubbio e per ora dovrete accontentarvi di questa recensione e dei miei soliti vaneggiamenti xD.
In questi giorni mi è capitato di leggere ben due storie ambientate nel mondo della musica, due libri editi da case editrici differenti, con questo unico punto ad accomunarli. Il primo non sarò io a recensirlo; è un vero peccato mi sarebbe piaciuto parlare anche di quello, l’ho trovato ben scritto, approfondito, con ottime descrizioni e personaggi ben caratterizzati. Un lavoro degno di nota, visto che molte volte i libri m/m vengono poco approfonditi, tanto da essere molto più simili a degli harmony.
Il secondo libro, Deliver Me ha tutt’altra ambientazione, altro stile e altra musica di cui parlare e che fa da sottofondo a tutta la storia. Non dico assolutamente che non mi è piaciuto, mentirei se lo facessi, ma sicuramente è una spanna inferiore all'altro, ma anche qui non ne spiegherò i motivi, visto che devo fare una recensione e non stare a spiegare le differenze fra i due libri, cosa ha meglio uno dell'altro.
Ora, prima di addentrarmi nella recensione vera e propria, farò una lunga digressione; lo so sono  un po’ una rottura di scatole, ma non posso farci nulla, amo dilungarmi e tediare tutti voi con i miei sproloqui. Dunque, questa mia digressione inizia con una domanda alle ragazze della casa editrice: mi chiedevo se la copia staffetta che inviate ai blog è quella definitiva che poi pubblicherete oppure ci sarà un’altra rilettura e un ulteriore editing. No, perché se non è la versione definitiva allora va bene che ci siano degli errori, ma se così non fosse di errori ce ne sono veramente troppi. Molte sviste, refusi, e frasi dove mancano delle parole. Ora, io l’ho segnato in questo momento e non lo farò più, ma essendo già il secondo libro che leggo e trovo gli stessi problemi, la domanda mi è sorta spontanea. Raramente mi metto a parlare degli errori in una recensione, soprattutto se la trama mi ha preso, però non sono cieca e mi accorgo quando ce ne sono troppi. Sicuramente, la versione pubblicata sarà stata ulteriormente riletta e corretta, ma dal mio punto di vista, avendo ricevuto il libro qualche giorno prima dell’uscita, posso solo pensare che non sia stato fatto un lavoro accurato. Qui termina la mia digressione, ora passo alla recensione vera e propria.
Deliver Me mi è piaciuto?
Posso affermare sinceramente che è stato un libro gradevole da leggere, non di certo un capolavoro, ma una buona lettura leggera per trascorrere una serata a casa. Seppur ambientato nel mondo della musica, la trama vera è propria ruota attorno alla classica storia d’amore con i suoi cliché, ma c’è anche un ma… i personaggi sono ben delineati e mi piacciono.
Tagg è stupendo, descritto come la classica rock star bella e dannata, con un passato travagliato alle spalle, ma che ora desidera solo calma, la pace di una cosa e possibilmente una famiglia, e tutto questo lontano dalle scene. Già, perché per quanto ami la musica, i tour e le esibizioni, tutto questo man mano lo sta logorando. Non è più un ragazzo alla ricerca della gloria e della fama, crescendo ha capito che c’è anche altro: desidera una famiglia dalla quale tornare, comprende di voler bene a quella nipotina che è tutto ciò che rimane del legame con sua sorella.
Dalla parte opposta c’è Erik, un uomo serio, un medico. Un uomo solo, rimasto ferito, ed anche lui soffre profondamente la solitudine. Ha il cuore spezzato e fa fatica a fidarsi delle persone, in questo momento meno che mai di un musicista che fino a quel momento ha cambiato amante dopo ogni concerto.
Il libro come ho scritto è gradevole, la lettura è scorrevole, anche se di tanto in tanto i pensieri dei due protagonisti sono un tantino ripetitivi. Hanno paura, ok, non vogliono soffrire e uscire da una relazione con il cuore a pezzi, questo mi sta anche bene. Ma ripeterlo in continuazione è assurdo, noioso e pesante. Tutte queste pare mentali a un certo punto stufano il lettore e lo spingono a perdere interesse. Non danno introspezione ai personaggi, ma rallentano solo la lettura.
I lettori non sono stupidi e solitamente hanno buona memoria, quando si ripetono sempre le stesse cose, gli stessi concetti, questi poi vengono a noia.
Il libro ha queste pecche, non gravissime, piccole cose forse quasi insignificanti, ma che accumulandosi porterebbero molte persone ad abbandonarlo.
In tutto ciò, sono ripetitiva anche io e ripeto che i personaggi mi sono piaciuti, dai due protagonisti, passando agli amici e conoscenti che ruotano attorno a loro. Mi piace il modo in cui si incontrano, semplice, come si attraggono e al tempo stesso sono indecisi sul da farsi. Qualcosa di inconscio sembra spingerli l’uno verso l’altro, qualcosa di talmente forte che alla fine non possono opporsi. All’inizio sembra che ogni loro decisione sia per la piccola di cui si occupano, ma non è così. O meglio è anche per lei, ma lo fanno anche per loro, per avere finalmente quella famiglia che tanto desiderano.
Ovviamente, come in tutte le storie d’amore che si rispettino, non è tutto rose e fiori, un po’ ci si mette il lavoro di Tagg, la lontananza per tre mesi, un tour da portare a termine, un po’ ci si mettono i migliori amici e le scenate di gelosia. Perché entrambi i protagonisti hanno un migliore amico e una migliore amica, e con la loro presenza la trama si infittisce, divenendo più complessa. Ammetto che alcuni comportamenti mi sono sembrati eccessivi, soprattutto quelli di alcuni personaggi secondari; non mi addentrerò in cosa fanno, sarebbe spoiler, però penso veramente che in alcuni momenti il comportamento sia stato fin troppo estremizzato, soprattutto perché l’intero libro si concentra sui due protagonisti, senza approfondire troppo gli altri personaggi. L’autrice ne fa solo una piccola infarinatura, ma per portare alcuni comportamenti a un tale estremo penso che bisogna descriverne un percorso, non solo qualche accenno di tanto in tanto.


La parte che più ho apprezzato dell’intero libro è la storia d’amore, strano perché non sono per il lato romantico dei libri, ma questa ha avuto un suo percorso. Nata con una forte attrazione, fra due uomini che non si fidavano più dell’amore e delle altre persone, è cresciuta passo passo. Una storia nata sì dall’attrazione, forse all’inizio anche un po’ forzata perché la piccola nipotina di Tagg ha bisogno di una famiglia e di qualcuno che si occupasse di lei, ma non è solo questa. Anche i due uomini a modo loro hanno bisogno l’uno dell’altro. Hanno bisogno di certezze e basi solide per costruire un qualcosa che non hanno mai avuto, una famiglia, un luogo dove tornare, ricordi felici per la loro bambina.
Tirando  le somme è stata una lettura piacevole, scorrevole. L’ho apprezzato molto, per i personaggi e per l’ambientazione, anche se si sarebbe potuto approfondire di più.
Voglio fare una menzione speciale per la cover, mi piace da morire, è stata quella ad attirarmi quando è arrivata la news <3.
Quattro piume, sperando in un netto miglioramento nei prossimi.




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