Un'occasione di seconda mano (Tucker Springs #2) di Heidi Cullinan e Marie Sexton (Anteprima)




Trama:
Paul Hannon si è trasferito a Tucker Springs per la sua fidanzata, ma lei lo ha lasciato con una casa troppo costosa da mantenere e un ripostiglio pieno di gadget inutili. Tutto ciò che Paul vorrebbe è tornare alla normalità, anche se non sa più bene cosa voglia dire questa parola. Un giorno, vagando per Tucker Springs alla ricerca di un regalo per riconquistare Stacey, incontra El Rozal, proprietario di un banco di pegni e cinico di prima categoria.
El Rozal non è tipo da relazioni, specialmente con ingenui ragazzi etero che ancora si struggono per la loro ex. Certo, si guadagna da vivere occupandosi di roba scartata da altri, ma la definizione non include gli uomini. Eppure, quando Paul comincia a fare pulizia nella sua vecchia vita, impegnando arnesi da cucina che non ha mai realmente voluto possedere, El si scopre attratto da lui suo malgrado.
I due non hanno niente in comune se non un passato pieno di delusioni. Non c’è ragione di pensare che possano stare insieme, ma secondo la filosofia di El, i rifiuti di un uomo sono il tesoro di un altro. Quando si tratta d’amore, El e Paul impareranno che seconda mano non vuole per forza dire seconda scelta.




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Eccomi per una nuova recensione per la Triskell Edizioni; un libro d’amore, secondo di una collana chiamata Tucker Springs. Il primo Farsi Forza ha personaggi differenti e potete trovare la recensione qui.
Una cosa di cui non mi ero accorta, forse non ne avevo idea, è che i libri di questa serie hanno scrittrici differenti, il primo è stato scritto da L.A. Witt, mentre questo secondo romanzo è una collaborazione a quattro mani tra due bravissime autrici: Heidi Cullinan e Marie Sexton.
Parto subito col dirvi che rispetto al primo ha uno stile molto differente, molto più introspettivo e questo dà molto più spazio ai due personaggi protagonisti, mentre Farsi Forza era tutto da un unico punto di vista, quello del protagonista; al tempo stesso l’ho trovato molto più maturo dal punto di vista dei problemi personali del protagonista: come scrissi doveva affrontare la vita di tutti i giorni, le bollette da pagare, l’affitto, il riuscire ad arrivare a fine mese e in più c’era il lavoro e i problemi di salute, insomma un mix decisamente poco allettante per chiunque, soprattutto quando si hanno problemi economici.
In questo secondo libro i protagonisti sono differenti: uno, El, lo abbiamo intravisto anche nel primo romanzo della serie, ha un banco di pegni ed è amico di Jace il protagonista di Farsi Forza, l’altro personaggio è una new entry; Paul e la sua storia mi è sembrata un mix di sfighe dei due protagonisti del primo romanzo: è un etero confuso, mollato dalla compagna e che cerca a tutti i costi di riconquistarla, con scarso successo tra l’altro.

Eppure anche se la trama di questo libro non è fra le più originali l’ho trovato piacevole e al tempo stesso differente dall'altro. Ammetto di essere stata un pochino prevenuta quando ho letto la trama, molto simile al primo, sin troppo simile, eppure leggendo il libro, pure se gli avvenimenti, i problemi che i protagonisti hanno sono più o meno gli stessi rimangono reali. Almeno quelli di El. El ha il suo lavoro, un banco di pegni da mandare avanti e una famiglia disagiata che sin da quando era solo un ragazzino gli ha fatto sempre desiderare di essere orfano. Una famiglia alla quale vuole bene, ma che al tempo stesso fa pressioni, lo fa preoccupare.
Il mondo di El viene stravolto nel momento in cui Paul, l’altro protagonista entra nel suo negozio. Il ragazzo è carino, svampito, anche un po’ rincoglionito, eppure fa colpo su El. Peccato che Paul sia etero, dice lui.
Questi ragazzi etero che improvvisamente si ritrovano a essere gay o bisex, perdutamente innamorato di un uomo, difatti Paul sembra aver dimenticato tutto il passato, le prime esperienze sessuali, l’attrazione per i ragazzi, e qui mi domando come sia possibile?


La storia per un verso è anche piacevole, simpatica, i personaggi mi piacciono: Paul è un po’ svampito, non si rende conto di piacere alle persone, alle donne come agli uomini e al tempo stesso rimugina su quanto la sua vita sia stata pessima, per non essere riuscito a diventare veterinario, nel non essere riuscito a tenersi la ragazza che amava. Piange e si lamenta per tutto il libro, senza rendersi conto che in realtà è una persona speciale, buona, che ha solo bisogno di un po’ di fiducia in se stessa. Una persona che dovrebbe smetterla di dar retta allo scoiattolo che ha nel cervello, che secondo me è più un criceto, e iniziare a pensare seriamente, senza piangersi addosso e commiserarsi per quanto la vita sia ingiusta, perché la vita non è giusta e piangersi addosso non serve a nulla.
Alcuni comportamenti di Paul però mi hanno veramente irritato: il commiserarsi, come il lamentarsi e il comportarsi da stupido. Un minimo di carattere, senza lasciare che siano gli altri a pensare per lui, a decidere per lui.
Per sette anni ha lasciato che la sua ex decidesse cosa fare, si occupasse della sua vita, prendesse ogni decisione perché lei doveva diventare una grande artista, ma Paul in questo quadro cosa doveva fare? Solo pagare e dirle di sì e di no?
Questo comportamento, questa perenne indecisione sono il punto che mi ha lasciato perplessa. Comprendo un ragazzo indeciso, ma in questo racconto c’è un po’ di confusione di fondo.
Un personaggio che ho apprezzato molto è El: lui ha un carattere deciso, ha le sue idee e vorrebbe non cambiarle, ma quando si rende conto di essere attratto e innamorato di Paul continua per la sua strada, decide che è giunto il momento di prendere in mano le redini della sua vita, di buttarsi, anche se corre il rischio di essere respinto, di vederlo scappare via.


Lo stile del libro è piacevole, mi piace l’introspezione dei personaggi e i loro pensieri che fluiscono senza sosta, ha anche dei buoni spunti, però c’è un però, lo so sono una rompipalle, non l’ho trovato completo. C’è molto più realismo rispetto ad altri romanzi, anche la storia e l’avvicinarsi dei due ragazzi è avvenuta con calma, hanno fatto un passo alla volta e non si sono ritrovati a letto dopo due secondi, eppure non mi ha convinto. Mi spiace perché la Sexton mi piace come scrive e anche l’altra scrittrice che ha collaborato per questo racconto è molto brava, eppure gli manca un po’ di mordente.
Le problematiche, la disperazione che caratterizza tutto il primo romanzo in questo non si avverte, entrambi i personaggi hanno dei problemi eppure sembrano passare in secondo piano nel momento in cui prende il sopravvento la storia d’amore.
So che è una storia d’amore, eppure in alcuni casi è molto più semplicistica rispetto a Farsi Forza, il problema maggiore di Paul è cercare di tornare con la sua ragazza, a parer mio il suo maggior problema è eliminare lo scoiattolo che gli parla nella testa e che gli dà dei pessimi consigli.
Concludendo è una lettura della domenica, per passare un paio d’ore e cercare di non pensare, e bisogna non farsi alcune domande altrimenti non ci si rilassa per nulla.





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