Stranger Things - Seconda stagione


Finalmente sono riuscita a finire la seconda stagione di Stranger Things. Da quando ho terminato la prima stagione, sono rimasta in trepidante attesa della seconda, e finalmente eccola qui.
È stata una dura lotta non vedere tutti gli episodi in una volta, ma l'ho finita comunque in pochi giorni, a tempo di record.
Posso con sicurezza affermare che questa stagione è stata più bella della prima, almeno secondo il mio gusto personale.
Questa stagione è stata un crescendo di tensione, di emozione e perfezione. Forse non sono imparziale, ma era da tempo che non vedevo una seconda stagione che fosse in grado di superare con così tanta maestria una prima stagione già ad altissimi livelli.
È passato un anno dagli eventi della prima stagione, e sebbene ad un primo sguardo tutto sembra essere tornato alla normalità, ad uno strato più profondo scopriamo che non va tutto bene.
Will, che durante la prima stagione era stato tenuto prigioniero nel Sottosopra dal Demogorgone, ha quelli che sembrano dei veri e proprio attacchi di allucinazioni, dovuti allo stress post-traumatico.
Continua a vedere il Sottosopra, crede di trovarsi lì. I dottori che lo visitano sono convinti che sia proprio il trauma non superato a causargli queste visioni, sebbene quel che dicono alla madre di Will non sempre coincide con quel che davvero pensano.
E proprio dalle visioni di Will capiamo che forse il Demogorgone, nemico assoluto della prima serie, non era in realtà la cosa più spaventosa che potessero trovare.
Vedere Stranger Things è come tornare negli anni '80; questo era un qualcosa già evidente fin dalla prima stagione. Questa seconda non manca di riferimenti culturali e le atmosfere tipiche di quegli anni.
Quel che questa stagione di Stranger Things ha come punto forte è la capacità narrativa. Ogni episodio ha un climax perfetto, in crescendo. Ma capita anche che la narrazione subisca una strategica battuta d'arresto, che ci porta a prendere un momento di respiro e a scoprire elementi nuovi in ottiche nuove.
Stranger Things non è solo un prodotto ben riuscito per i nostalgici degli anni '80, ma riesce a catturare l'attenzione di chi come me quegli anni li ha toccati di striscio (sono nata nel 1989) e non li ha mai vissuti dal vivo.
Una cosa che mi sento obbligata a menzionare è la presenza di Sean Astin, che io conosco bene perché ha interpretato il tanto adorato Samwise Gangee nella trasposizione cinematografica del Signore degli Anelli, ma che molti ricordano per il film I Goonies, una delle fonti di ispirazione proprio di Stranger Things.
L'unione di questi due universi è stata qualcosa di emozionante, forse studiata a tavolino, ma che ha sortito l'effetto desiderato. Provocare nostalgia nei più grandicelli, far tornare loro la voglia di essere bambini e vivere nuove avventure.
Il personaggio che interpreta, Bob, è stato una delle mie novità preferite di questa stagione. È un uomo buono, un po' impacciato, che non ha nulla dell'eroe, ma che all'occorrenza trova il coraggio per compiere grandi cose. Un personaggio ben scritto che ho amato vedere sullo schermo.
Un po' meno emozionanti sono stati i due nuovi personaggi più giovani, Max e suo fratello Billy. I due arrivano con un alone di mistero sulla loro famiglia, ma la spiegazione che viene poi fornita non mi ha lasciata particolarmente impressionata.
Per quanto riguarda i vecchi personaggi, voglio fare la menzione di Steve, un personaggio che mi era stato un po' antipatico nella prima stagione, ma che in questa seconda diventa un personaggio non solo piacevole, ma uno dei meglio scritti secondo me.
La sua crescita personale è evidente; ciò che è accaduto lo ha segnato, ha aiutato a far uscire un lato di lui dolce e tenero, un lato che lo spinge a prendersi cura degli altri, a mettere i bisogni degli altri prima dei suoi.
Mi è molto piaciuto questo cambiamento.

Come avrete notato, questa recensione è priva di spoiler: non voglio rovinarvi la visione raccontandovi qualcosa anche di minimo.
Stranger Things è una serie che va gustata appieno, in cui ogni dettaglio è importante.
Il mio voto per questa seconda stagione è un voto pieno, perché per quanto mi riguarda non ha solo appagato le mie aspettative, ma le ha anche di gran lunga superate.
Ora, la mia speranza è che la prossima stagione riesca a compiere il miracolo ed essere ancora più straordinaria.


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