I due regni: le porte di Eshya di Alessia Palumbo


La Città Intera è più forte che mai e Farwel, persa nei suoi oscuri meandri, si accorge a sue spese che non può fronteggiare questo spaventoso colosso da sola. In attesa del momento giusto per agire, continua a servire la Comandante nelle vesti di Asur, non immaginando i pericoli che si celano ad ogni angolo.Intanto, da giovane, ancora prima dell’avvento della Città Funesta, la protagonista sarà costretta ad affrontare le conseguenze del Rito di Drator e del malvagio marchio che la perseguiterà per tutti gli anni a venire.In una morbosa spirale che avvolge il lettore dalla prima all’ultima pagina, continua l’avvincente storia di Farwel e di un Delor devastato dalla guerra civile.



I due regni: le porte di Eshya è un romanzo fantasy di Alessia Palumbo, edito da EKT Edikit.
Eccoci ritornati nel mondo di Farwel, con il secondo volume de “I due regni”. Ero molto curiosa di leggere questo romanzo, perché nonostante il primo avesse dei difetti, la storia mi era comunque piaciuta tanto.

Se volete leggere la recensione al primo volume, cliccate qui -> I Due Regni: La città Intera di Alessia Palumbo

Le porte di Eshya, come il precedente La Città Intera, è un fantasy in piena regola, uno di quelli che a me piacciono tantissimo.



Devo ammettere che anche questo volume ha qualche difettuccio ma... cavoli, se si vede la differenza.
C’è stato un netto miglioramento, soprattutto dal punto di vista dell’editing. Là dove il primo aveva inutili appesantimenti, qui la narrazione scorre più fluida, più veloce e incalzante. Questo rende il romanzo più scorrevole e avvincente, permettendo al lettore di non perdersi e di seguire la storia passo passo.
Nonostante ci abbia messo un po’ a finirlo (tutta colpa dello studio che mi occupa gran parte del tempo) ero comunque molto incuriosita della storia e desiderosa di scoprire cosa sarebbe successo ancora.
L’unico vero difetto è che, alternando il passato al presente, spesso capita di perdersi un pochino e non riuscire immediatamente a capire se ci si trova nel passato oppure no. A volte ci mettevo qualche pagina a capire dove mi trovavo.



Tuttavia, leggendo questo romanzo ho come avuto la sensazione che la scrittrice sia maturata rispetto a quando ha composto il primo della saga.
Il modo in cui fa muovere e parlare i personaggi mi è sembrato più maturo, anche se ancora migliorabile.
Non c’è che dire, questo secondo volume è un salto di qualità.
Ora, non resta che attendere l’uscita del terzo volume: dopo il finale del secondo, qualsiasi lettore sarà in trepidante attesa di leggere quello che credo sia l’ultimo volume della saga, me compresa.
In fondo al secondo volume, l’autrice ci saluta dicendo: Continua a Marzo 2018. Quindi, se il terzo capitolo non è ancora uscito, lo farà a breve.
Ora sono proprio curiosa di scoprire cosa succederà: dopo due romanzi a leggere le avventure di Farwel, per me è diventata quasi un’amica. Il fatto che il libro sia raccontato in prima persona, infatti, aiuta ad immedesimarsi e a sentirsi vicini alla protagonista.



Tra l’altro, Farwel è un personaggio che, soprattutto in questo secondo romanzo, è stato davvero ben costruito. Non è per niente una Mary Sue. È certamente molto potente, ma non è mai descritta come invincibile o perfetta: fa i suoi errori, ha i suoi dubbi, le sue perplessità, si tormenta per la paura di sbagliare. È davvero un ottimo personaggio, un’ottima protagonista. Anche gli altri personaggi sono buoni, ma leggendo tutto dal punto di vista di Farwel è quella che si impara a conoscere meglio, quella che si mette davvero a nudo agli occhi del lettore.
E in questo secondo volume, è proprio vedendo la sua evoluzione che capiamo quanto anche l’autrice si sia evoluta nel modo di costruire la storie e i personaggi.

Pertanto, se volete scoprire anche voi questo magico modo popolato da Incantatori e Guerrieri, correte a recuperare i primi due volumi in attesa dell’uscita del terzo (e suppongo ultimo) libro della saga.




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