Kairos di Mary Calmes



Sinossi:
A volte, il giorno più bello della tua vita è quello che non avresti mai potuto immaginare.
Joe Cohen ha dedicato gli ultimi due anni a una cosa sola: accudire e nutrire Kade Bosa, suo socio nella loro agenzia investigativa, coinquilino e migliore amico. Per lui Kade rappresenta il mondo, anche se alla loro relazione manca ciò che Joe desidera di più. Ma non vuole fare pressioni: Kade ha un passato travagliato, e Joe è abbastanza certo di essere l’unica cosa che gli impedisce di crollare.
Allontanato dalla sua stessa famiglia, Joe sa bene quanto sia importante tenere strette le persone a cui si vuole bene, ma non si sarebbe mai aspettato che il suo passato e il suo presente si scontrassero, e che la stessa cosa succedesse a Kade. La prova in cui si sono imbattuti potrebbe cambiare le loro vite, dal tragico passato di Kade al loro lavoro. E potrebbe persino regalare loro il futuro che Joe non avrebbe mai osato desiderare…

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Mary Calmes è un’autrice che apprezzo molto: mi piace come scrive, adoro i suoi libri. Ovviamente ci sono quelli che ho apprezzato di più e quelli che invece mi sono piaciuti meno, ma per la maggiore scrive veramente molto bene.
Di questo romanzo, edito dalla Dreamspinner Press, mi ha incuriosito moltissimo il titolo, ma soprattutto il significato della parola, questa circostanza di eventi che portano al momento perfetto. Veramente molto bello come pensiero.
Ma torniamo a noi: la trama inizialmente mi ha fatto pensare a un poliziesco, a un giallo ambientato a Chicago con sparatorie e un mistero da risolvere. Ok, la trama mi ha proprio condotto su tutt'altra strada, però non ne sono rimasta delusa. Anche se al momento ho tanta voglia di leggere un giallo puro, ho apprezzato il romanzo, il modo in cui è scritto, ma soprattutto la trama.
La storia è incentrata su Joe e Kade, amici, investigatori privati, due uomini che si portano dietro un passato pesante, soprattutto Kade.
Due uomini che si amano, ma che ancora non hanno trovato il coraggio per dichiararsi, nascondendosi dietro al lavoro, al passato, alla paura di perdere l’altro se le cose non dovessero andare come desiderano.
Il romanzo inizia come un giallo, con loro due che devono trovare e salvare un testimone, quando poi man mano si scopre che questo testimone sa molte più cose di quanto credono, non solo sull'attuale delitto a cui ha assistito, ma anche quello per cui in passato è stato incolpato Kade.
Da questo punto inizia la storia, che prosegue poi con una fuga lontano dalla città del vento e lontano dalle gelide acque del lago Michigan per rifugiarsi in California, lasciandosi dietro i problemi e un caso di corruzione troppo grande per i due detective privati. Ora hanno un altro compito, molto più importante: tenere al sicuro quel ragazzino testimone di avvenimenti terribili. Già, perché il testimone in questione ha appena vent’anni e da troppo tempo lavora in strada e vede cose che qualcuno di tanto giovane non dovrebbe mai affrontare, sapere, scoprire. Dovrebbe avere una vita serena e qualcuno che lo ami e si occupi di lui.
E così, mentre a Chicago è la stampa che mette in piazza i segreti di poliziotti corrotti e i misteri vengono svelati da altri, il nostro trio di protagonisti se ne va al sud, nella calda California, luogo dal quale è fuggito Joe quasi tre anni prima.


Il libro è semplice, ma allo stesso tempo complesso, perché parla di rapporti familiari, che non sono mai semplici.
Rapporti difficili, in alcuni casi incomprensibili.
Rapporti tra genitori e figli.
La famiglia di Kade, italo-irlandese, è una famiglia di poliziotti, ligia alle tradizioni e molto chiusa mentalmente, tanto che il padre e i fratelli dell’uomo hanno chiuso tutti i ponti con la sorella di lui per via del suo matrimonio con un uomo di colore. Famiglia che taglia tutti i ponti anche con Kade quando, mandato allo sbaraglio sotto copertura, perde il suo io, si abbandona alle droghe e all'alcol, per superare il lavoro, quello che sta vedendo, per quello che è costretto a fare. Ma Kade non ha nessuno al di fuori che può aiutarlo, non ha un contatto di recupero, e anche se viene scagionato dalle accuse di omicidio, la sua famiglia lo ritiene sempre una vergogna, colpevole prima per aver ucciso qualcuno e dopo per non ricordarsi di non averlo fatto.
Kade ha inizialmente un peso sulle spalle, poi la paura della solitudine e del vedere allontanarsi le persone cui vuole bene tanto che, quando si rende conto di provare dei sentimenti per Joe, cerca di tenerlo a distanza, ma vuole che rimanga suo amico. Lo vuole per sé e al tempo stesso ha paura di vederlo scappare se le cose non dovessero andare bene. 
Insomma, la mente di Kade è molto complessa e decisamente incasinata; pur essendo un uomo adulto, dal carattere forte, che è riuscito a superare molte dipendenze, si porta dietro una paura ancestrale di essere abbandonato, di rimanere solo, di veder andare via chi ama.
La solitudine mette paura a tutti, spaventa di più chi perde qualcuno di importante, chi viene abbandonato e Kade rientra in entrambe le categorie.
Joe, al contrario, è un personaggio meno complesso ma interessante, ironico, e mi è piaciuto sin da subito: è lui l’ancora dell’altro, quello che lo tiene a galla, che non lo lascia andare alla deriva. L’uomo che si è fidato sin da subito di quel detective dallo sguardo perso e il passato devastante.
I problemi di Joe sono meno complessi, o meglio lui pensa che siano grandi, che la sua famiglia non lo accetti per la sua omosessualità, quando ha un tantino travisato il loro comportamento. Forse gli avrebbe dovuto dare un po’ più di tempo prima di fuggire via e tagliare ogni ponte.


Il libro in questione è un incrociarsi di avvenimenti malinconici, personaggi complessi e momenti più esilaranti in cui i momenti più pesanti, più tristi vengono un tantino smorzati dalle battute e i battibecchi dei due protagonisti, dalla presenza di Declam con il suo carattere tutto pepe. Vengono smorzati dell'assurdità della famiglia di Joe: sono dei tipi stranissimi e divertenti.
Veramente un libro divertente, che mi ha fatto ridere e anche versare qualche lacrima, scritto bene con personaggi e descrizioni veramente ben descritti. Un libro ironico che non si prende troppo sul serio anche se cita argomenti importanti come la famiglia e i problemi che ci possono essere in questa, comprese le incomprensioni.
Per me si merita cinque piume.




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