Tutto ciò che muore (Charlie Parker #1) di John Connolly


Trama:
Charlie Parker, detective del dipartimento di polizia di New York, era occupato a ubriacarsi
mentre uno spietato killer cancellava per sempre le vite della sua giovane moglie e della loro bambina. Torturato dal senso di colpa e consumato dall’alcolismo, quando perde anche il lavoro sfiora l’orlo della follia. Diversi mesi dopo si è disintossicato e sta cercando di riemergere dalle tenebre che sembravano averlo inghiottito. Determinato a riprendere in mano la propria vita, inizia a lavorare come detective privato. Il suo primo caso è legato alla scomparsa di una donna, Catherine Demeter. Con il procedere dell’indagine, Parker avverte sempre più nettamente una sensazione viscerale, come se vi fosse un legame fra quella tragica vicenda e la morte di sua moglie e sua figlia.
Le sensazioni iniziano a diventare visioni e sogni attraverso i quali i defunti gli parlano, spingendolo a intraprendere un viaggio attraverso il Sud degli Stati Uniti, alla ricerca di una verità che va al di là di ogni immaginazione, nascosta nella brutalità della violenza più fredda.


Un thriller avvincente, un serial killer sottile e spietato. Un viaggio attraverso gli States fino a giungere in Louisiana, terra magica e misteriosa. Torna in libreria il primo episodio di una serie strabiliante.


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Avete mai sentito parlare di John Connolly? Bene se ne avete sentito parlare siete fortunati! Io personalmente prima che mi consigliassero questo suo libro non avevo idea di chi fosse. Per me era uno dei tanti nomi di scrittori nei meandri dell’editoria mondiale e poi tradotti, ma non posso conoscere tutti i libri pubblicati e quindi mi ero persa questo autore e i suoi romanzi. Quello che mi accingo a recensire è il primo di una serie con Charlie “Bird” Parker, nome omonimo, anche se involontario da parte dei genitori del protagonista, di un cantante Jazz, uno dei padri fondatori del movimento musicale chiamato Bebob. Probabilmente è anche uno dei motivi per cui sono stata attratta da questo titolo; non dico di essere un’esperta di Jazz, non ero nemmeno un’appassionata, ma per motivi che non starò a spiegare ho iniziato ad ascoltarlo e a fare ricerche e ammetto che mi piace, anche parecchio. Quindi in questo libro c’è la suspense, il giallo, il mistero, un piccolo accenno tramite il nome del protagonista al Jazz: cosa non poteva attirarmi nel comprarlo? Quando lo sono andata a cercare ho anche trovato una fantastica offerta su Amazon, l’ebook a 0.99 centesimi, insomma avevo tutte le congiunzioni astrali che mi spingevano a leggerlo. E così ho fatto, altrimenti non starei qui a tediarvi con i miei sproloqui.
Voglio andare con ordine, però, in questa recensione; in primis voglio inserire alcune notizie sull’autore, non troppe altrimenti perde tutto il fascino del mistero, però come non lo conosco io, potrebbero non conoscerlo tante altre persone e insomma qualche nozione di tanto in tanto serve. Immaginavo fosse il tipico autore americano che scriveva di serial killer negli USA, invece non è proprio così: è un autore irlandese, nato a Dubino e scrive di serial killer in America, tra New York, il Maine e New Orleans, tutte ambientazioni che personalmente mi hanno sempre affascinato. Il Maine, forse un po’ per la Signora in giallo, forse per un libro giallo che ho letto quando ero una bambina, mi ha sempre incuriosito come luogo; non so, da ragazzina credevo che gli assassini avessero residenza tutti lì. New York e New Orleans hanno entrambe la loro magia, i loro segreti e la loro storia, quindi è inutile nemmeno parlarne, forse! Qualche accenno su New Orleans bisogna farlo: è quel mix che miscela Nuovo Mondo ed Europa, circondata poi dal selvaggio e pericoloso bayou, un ecosistema tipico del delta del Mississippi e della Lousiana dove si trova New Orleans, e questo paesaggio, la natura selvaggia, mi hanno sempre incuriosito. Il caldo, l’umidità, quelle giornate che sembrano non avere mai fine, il vento caldo che non aiuta a superarle esercitano un fascino magico su di me; partirei subito, anche se so che soffrirei come pochi in luoghi tanto umidi. Poi c’è la musica, il jazz e i profumi della cucina creola e il passare da una cultura all’altra. Forse sono sogni, una mia immaginazione, eppure tutto questo ha il suo fascino, come ha anche lati negativi che vengono descritti nel libro. New Orleans, nel periodo di ambientazione del romanzo, viene descritta come una città violenta, con un alto tasso di criminalità.
Ed ecco qui che questo scrittore irlandese, invece raccontarci della sua bellissima isola, crea un personaggio e lo fa muovere sulla costa est degli Stati Uniti d’America. Ma non è tanto il luogo dove è ambientata la storia a far appassionare a questo libro, sono i personaggi stessi, tutti descritti e caratterizzati magistralmente. In primis il protagonista con le sue caratteristiche, come è stato creato, il suo background. “Bird” è un uomo particolare, un personaggio che si muove ai limiti della legalità, più adatto a un libro noir, piuttosto che a un thriller. Era un poliziotto, un uomo portato al limite dal suo lavoro, fatto cadere nel baratro dall’alcolismo, precipitato nella disperazione nel momento in cui un assassino, un serial killer ha ucciso sua moglie e sua figlia in un modo violento e doloroso. Con difficoltà, spinto dal desiderio di vendetta, di rendere giustizia alle due donne della sua vita e forse anche di cercare il loro perdono, lascia la polizia e si mette alla ricerca dell’uomo che gliele ha portate via. Diventa un investigatore privato ed è così che inizia il libro. Da inizio romanzo, dalle parti dei suoi ricordi del passato, di quello che lui stesso racconta, Bird ha un’evoluzione consistente, si trasforma in un uomo pronto ad affrontare i suoi demoni e non a cercare di cacciarli ubriacandosi. Eppure quei demoni continueranno a perseguitarlo, assieme ai sensi di colpa, perché sulle spalle di colpe se ne porta molte, come tutti coloro che si muovono ai limiti della legalità e molte volte la oltrepassano in nome di qualcosa di più grande.
L’intero romanzo è ambientato in un mondo oscuro: un mondo ai limiti della legge. Se lavorando in polizia ha incontrato assassini e ogni tipo di criminale, come investigatore privato viene spinto nei meandri più oscuri della mente umana, alla ricerca di assassini, scoprendo quanto l’animo umano possa essere deviato, quanto le persone possano essere cattive e possano fare del male, soprattutto a chi non è in grado di difendersi. Scopre quanto la depravazione possa arrivare a limiti indicibili e soprattutto scopre che la maggior parte delle volte i mostri si nascondono in belle case, in quartieri ricchi, dove ricche e annoiate persone lasciano che la follia e i loro bisogni prendano il sopravvento, lasciandoli commettere atti atroci.


Tutto ciò che muore è un libro molto forte, molto duro, tratta tematiche delicate e probabilmente, se l'avessi saputo prima, non avrei letto il libro. Non ho dormito per due notti dopo aver letto alcune parti, cosa è accaduto a delle vittime.
Queste tematiche però vengono affrontate bene, quanto accade si vede attraverso gli occhi di Bird e dei suoi amici; loro cercano i cattivi nel tentativo di impedirgli di fare del male, anche se a volte è impossibile, ed ecco qui che a ogni ritrovamento di una vittima c’è un  mix di diversi sentimenti: non vi si legge la vena di follia di un assassino, nemmeno la disperazione di una famiglia, ma entrambe le cose con accentuata la rabbia e lo shock che queste lasciano sulla polizia, su chi indaga, assieme a quel desiderio di giustizia, di vendetta, di fermare queste persone, perché ognuno di loro ha qualcuno a casa, una famiglia da proteggere, ognuno di loro ha il terrore che quanto accaduto alla famiglia di Bird possa accadere alla loro. Bird e i suoi compari sono lì per fermare il mostro, ma non per rendere giustizia alla società, ma vendetta per chi non ha potuto difendersi da solo.

Gli stessi personaggi che si muovono attorno a Bird, che lo aiutano e sono suoi amici, vivono in un mondo fatto di ombre. Oltre quella linea di legalità, loro non sono i buoni, tutt’altro, eppure sembrano essere gli unici a poter aiutare, a poter fare qualcosa per rendere giustizia alle voci di quelle anime che ormai non possono più difendersi. E al tempo stesso, pur non essendo i buoni, hanno un loro senso etico, un loro senso di giustizia e di amicizia.


Il romanzo si sviluppa su due filoni narrativi, come se fossero due storie diverse: la prima parte con un’indagine e la seconda con un’altra e nel mentre il protagonista è alla ricerca di ogni informazione possibile che lo spinga verso l’assassino della sua famiglia. Eppure i due filoni narrativi hanno un filo conduttore, che non vi svelerò, ma che scoprirete a fine romanzo. In tutto il libro, per ogni avvenimento è come se ci fosse un burattinaio che dall’esterno muova le fila degli eventi, degli assassini, ma anche delle indagini di Bird. Come se ogni persona serial killer si riconoscesse solo guardandosi, come se in un certo modo si conoscessero e riconoscessero tra di loro.

Finito il romanzo, completamente sopraffatta dagli eventi e dallo stile dell’autore, che mi ha completamente coinvolto e trasportato nel suo mondo, nella vita del protagonista, nella sua mente con i sensi di colpa che non fanno che perseguitarlo e allo stesso tempo con il desiderio di vendetta a spingerlo, sono rimasta svuotata. Mi ha fatto leggere e vedere della follia degli uomini, di quanto possano essere crudeli e mi ha segnato. Eppure, terminando il romanzo ho avuto la stessa sensazione di quando finisco di leggere un libro che sto apprezzando particolarmente e appena chiusa l’ultima pagina mi ritrovo a dire addio a un caro amico che rivedrò solo tra molto tempo; ma c’era anche qualcos’altro. Forse alla fine ho ripreso a respirare, dopo quanto è accaduto, dopo aver scoperto chi fosse l’assassino. Ho ripreso a respirare, eppure questo romanzo ha lasciato il segno, perché per quanto possa essere un’opera di fantasia quello di cui parla accade, forse non in quel modo, non in maniera così cruenta, ma accade. E quindi, come dicevo, sono rimasta affranta per averlo terminato, perché mi capita così con ogni libro, eppure allo stesso tempo l’ho sentito come una liberazione, con il bisogno di andare a leggere qualcosa di più leggero, di allegro e con un lieto fine. Ora capisco a cosa servono i libri con un lieto fine, dove spargono cuori e amore ovunque: per far riprendere il lettore da un romanzo come quello che ho terminato.
La cosa che ho apprezzato in questo romanzo, pur essendo molto forte per argomenti, tematiche e descrizioni, è che l’autore è riuscito a inserire dei momenti in cui spezzava la serietà: non dico che abbia messo delle scene comiche, sarebbero state inappropriate, ma ha dato ai personaggi un tocco di autoironia, di sarcasmo, che spezzano da un momento drammatico all’altro.
Non leggo tantissimi thriller, ogni tanto mi avvicino al genere con alcuni titoli, ma devono coinvolgermi particolarmente affinché io possa dire di averli apprezzati; ecco, questo romanzo mi ha toccato nel profondo. Mi ha toccato tantissimo.
So che l’autore ne ha scritti altri, sempre con il personaggio tormentato di Charlie Parker, ma credo che prima di affrontarli lascerò passare un po’ di tempo, alternando altre letture, altri generi. Qualcosa di più leggero, per poi tornare allo stile crudo e molto realistico di John Connolly.

Lettura consigliatissima.

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