Uno scandalo molto inglese di John Preston





Inghilterra, primi anni Settanta. Il potente e carismatico leader del Partito Liberale, Jeremy Thorpe, nasconde un segreto che potrebbe rovinargli la carriera: l’ex modello Norman Scott dichiara di essere stato il suo amante nei primi anni Sessanta, quando l’omosessualità era illegale. Insabbiamenti, coperture, minacce, corruzione; Thorpe, insieme ad alcuni fedeli membri del partito, fa ricorso a tutti i mezzi a sua disposizione per proteggere la propria immagine pubblica. La situazione però precipita nell’ottobre del 1975, quando un uomo cerca di uccidere Norman Scott. Thorpe, sospettato di essere il mandante del tentato omicidio, è costretto a dimettersi, e viene coinvolto insieme ad altri tre imputati in quello che verrà definito “il processo del secolo” ma che non chiarirà mai del tutto la vicenda. Scritto con il ritmo narrativo di un thriller, Uno scandalo molto inglese racconta una straordinaria storia di ipocrisia, inganni e tradimenti nel cuore del sistema politico inglese.


Ero davvero incuriosita da questo romanzo, non vedevo l'ora di leggerlo. L'ho acquistato all'inizio dell'estate, ma tra una cosa e un'altra non l'ho più preso in mano.
Finalmente, mi sono decisa ad iniziarlo, piena di aspettativa e curiosità.
Questo libro di John Preston ricalca vicende realmente accadute Negli anni '70 in Inghilterra: personalmente non conoscevo appieno la vicenda, ma dal lavoro che ha fatto l'autore si evince che ha tentato di attenersi agli eventi reali il più possibile.
Il risultato è un'opera davvero interessante, che pare quasi una cronaca storica. Lo stile dell'autore pare volutamente didascalico, lontano dal fluido avanzare tipico dei romanzi.
Il tutto viene raccontato come fosse un lungo saggio sulla vicenda. Devo dire che questa cosa mi è piaciuta parecchio, anche se non me lo sarei aspettata.
Nonostante questo stile, il romanzo non ne risente affatto in termini di interesse: anzi, riesce a coinvolgere perfettamente il lettore e a lasciarlo con il fiato sospeso, curioso di scoprire come si evolveranno le vicende.
Ovviamente, l'accuratezza storica non può essere completa: ci saranno sempre scene inventate o scene ritoccate per funzionalità di trama. Scene che l'autore non ha certo visto di persona, che ha quindi dovuto immaginare con la sua fantasia.
Questo, tuttavia, non toglie quell'aria giornalistica che permea il libro.
Parlando dei personaggi, per me è difficile darne un'opinione. Essendo persone reali, che per davvero hanno agito come viene narrato nel libro, è difficile capire se la loro caratterizzazione sia buona o meno.
Intendiamoci, la bravura come scrittore di Preston è indubbia. Ciò che mi chiedo è: saranno stati veramente così i personaggi da lui descritti? Avrà colto la loro vera essenza, trasportandoli dalla realtà al suo libro?
Non ci è dato saperlo, almeno per chi non abbia conosciuto in prima persona i personaggi interessati. Però, come dicevo prima, vista la bravura dell'autore e la sua cura nell'essere fedele agli eventi reali, tendo a pensare che sia stato altrettanto accurato nel caratterizzare i personaggi.
Ve lo consiglio?
Certamente sì. Se vi piacciono i romanzi biografici o che raccontano eventi reali, è il romanzo che fa per voi. Unito al fatto che gli eventi raccontati sono veramente intriganti e vi terranno col fiato sospeso per tutto il libro.
Voi lo avete letto? Vi è piaciuto?

Alla prossima recensione.

PS: Da novembre 2018, su Fox Crime, arriverà in Italia la miniserie tratta da questo romanzo, con Hugh Grant e Ben Whishaw


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