Il dilemma del Negromante di SJ Himes - Serie Bacon Hill Sorcerer #2


Trama:
Anche l'amore può morire senza la fiducia.
Il fratello di Angel, Isaac, è tornato a casa, e i due cominciano a compiere lenti e imbarazzati tentativi per riavvicinarsi. Imparare a essere un fratello anziché una figura paterna, costringe Angel a correggere i propri comportamenti, ma Isaac rimane ancora un mistero. È stato semplicemente entrare nell'età adulta che ha allontanato Isaac da un Angel troppo protettivo, o forse il ragazzo porta con sé un segreto che impedisce loro di essere finalmente una vera famiglia?
Daniel Macavoy, il nuovo apprendista di Angel, è diviso tra il suo legame con il negromante e le avide macchinazioni di suo padre. Trattandosi di un apprendista traumatizzato, con pericolosi buchi nella propria educazione magica, salvarlo potrebbe rivelarsi più difficile di quanto Angel pensava all'inizio, specialmente se il problema più grosso non è la vendetta, ma il senso di colpa.
L'unico sole nella sua vita è Simeon, vampiro Anziano dell'unico Clan di vampiri di Boston. Vecchio di quattrocento anni e seducente come il peccato, Simeon è un guerriero e un saggio, paziente e astuto. La forza che Angel trae dalla sua devozione è immensa e il legame di compagni appena nato è saldo e sincero. Ma la fonte di magia nera che anima il signore dei non-morti, mette Angel nel bel mezzo di una battaglia per il potere tra il controllo su se stesso, il suo amante e la sua famiglia. In tutto questo, Angel è tormentato dalle attenzioni indesiderate di un mezzo-troll, le avventure di un drago in città, e un assassino che ha deciso di infestare i sobborghi e i vicoli notturni di Boston.



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Mi accorgo di essere una creatura decisamente incostante; a leggere leggo regolarmente, eppure molte volte lascio indietro quelle per il blog e con le letture anche le recensioni, che poi escono tutte insieme in una valanga di articoli uno dietro l’altro. Se non ci fossero le altre collaboratrici, Piume di Carta sarebbe molto più silenzioso.
Parlando di collaboratrici, oggi recensirò il secondo libro di una serie con stregoni e vampiri: il primo l’ho letto, ma la recensione è stata fatta da Nemain diversi mesi fa (potete trovare qui il link).
Io il libro lo lessi mesi e mesi dopo, lo comprai per curiosità. Non so ancora come mai io continui a comprare cose con i vampiri, quando li detesto, ma forse doveva essere il fascino degli stregoni, quelli mi intrigano tantissimo.
Il primo romanzo lo trovai carino, senza infamia e senza lode: una presentazione dei personaggi, di quello che sarebbe avvenuto in seguito e pertanto non mi metterò qui a dare un giudizio. 
Una cosa posso dirla: mi aveva incuriosito, i personaggi non erano affatto male, ma più di ogni altra cosa era questo mondo, la città di Boston, dove la magia e il soprannaturale si mischiavano perfettamente al reale, in un connubio che aveva un senso. I mortali, gli uomini erano a conoscenza delle creature soprannaturali, della magia, dei demoni, e, per quanto la cosa, potesse ancora spaventarli, affascinarli, incuriosirli, erano anche cose normali. Alzarsi la mattina e incontrare uno stregone al bar con attorno al collo un famiglio, in questo caso un draghetto, è un qualcosa che stupisce e allo stesso tempo è all’ordine del giorno.
Andando avanti, in questo secondo romanzo quello che affascina è il modo in cui tutto viene mischiato, integrato. In un ospedale ci sono medici che curano gli umani, ma anche dottori con poteri magici per prestare al meglio il loro aiuto agli stregoni e a chi è dotato di poteri soprannaturali.
Il dilemma del Negromante riprende alla perfezione dove terminava il primo libro della serie, con Angel e Simeon che procedono con la loro relazione, mentre il loro legame aumenta ogni giorno di più. A vivere con questa particolare coppia è andato Isaac, il fratello di Angel, anche lui uno stregone; peccato che rifugga in ogni modo la magia e non voglia usarla, come se ci fosse qualcosa a bloccarlo, qualcosa che non sono i soliti attriti che possono esserci tra fratelli, soprattutto se quello più grande lo ha cresciuto come se fosse suo padre.
Assieme a loro c’è anche il fragile Daniel, nuovo apprendista di Angel, nonché rampollo della famiglia nemica di quella di Angel e Isaac, la famiglia che ha ordinato lo sterminio dei Salvatore.
Ma il passato, le Guerre del Sangue e gli avvenimenti a seguire si sono riversati anche sul giovane Daniel, all’epoca ancora un bambino, per poter combattere o anche solo odiare, proprio come lo era Isaac. 
Dicevo, gli avvenimenti futuri, le decisioni di un padre rancoroso, quasi sull'orlo della follia, hanno portato Daniel a soffrire tanto e, arrivato sul punto di non ritorno, è stato salvato miracolosamente da Angel e preso sotto la sua ala di protezione.
Attorno a questi personaggi ne ruotano altri, misteriosi, potenti, pronti a stravolgere con un solo gesto la vita dei protagonisti.
In questo secondo volume della serie, si alternano momenti erotici, estremamente intimi, tra i due protagonisti, a momenti più veloci, in cui nemici si affacciano pronti per rompere la felicità di Angel e Simeon.
Anche all'interno della Torre dei vampiri c’è chi non vede di buon occhio questo legame, un legame che rende più forte il negromante Angel, ma allo stesso tempo anche Simeon lo diventa man mano di più.
Il signore di Boston, al contrario, è favorevole a questo legame, a far entrare nella sua corte, come protetto, uno dei più potenti stregoni e l’unico negromante della costa est, e insieme a lui suo fratello e il suo apprendista.
I personaggi, soprattutto i due protagonisti e coloro che gli ruotano attorno, sono ben caratterizzati. Angel, da parte sua, ha subito un notevole cambiamento rispetto al primo libro, mentre di Simeon conosciamo di più; Isaac e Daniel hanno ancora i loro segreti, o meglio una parte di essi.
Ma non bastano i personaggi a tenere in piedi una trama a dir poco debole e confusa, troppo veloce e poco sviluppata.
Non tutto è oro quel che luccica: come in ogni buon libro di avventura le cose si complicano, entrano in scena intrighi, uno stalker e un serial killer pronto a uccidere chiunque si pari sulla sua strada strappandogli il cuore.
Messa così il libro potrebbe essere un vero e proprio capolavoro, eppure c’è un ma, nonostante mi piaccia lo stile dell’autrice, il suo modo di caratterizzare i personaggi, le descrizioni, l’ambientazione e via dicendo. 
Sa quello che sta scrivendo e lo scrive bene, ma il problema di questo secondo capitolo è l’essere troppo veloce su alcuni avvenimenti e meno su altri. Ha messo troppa carne al fuoco, ha inserito un serial killer che a mio avviso poteva benissimo non esserci: compare due secondi, si spiega poco e male il perché abbia commesso quei crimini e infine svanisce con un vago accenno di quello che gli accadrà. Per non parlare del motivo per il quale ha commesso gli omicidi, per chi.
Compare uno stalker, che non ha senso di esistere all'interno del romanzo, anche lui per tre pagine e poi pace all'anima sua.
La parte più approfondita e su cui alla fine avrebbe dovuto ruotare il romanzo a parer mio doveva essere anche il nuovo legame tra Angel e suo fratello, questo cambiamento, le turbe del ragazzo, i segreti che si porta dietro, e poi anche parlare di più di Daniel, il rapporto che ha con la sua famiglia, quel perenne senso di disagio e insicurezza dovuti ad anni di maltrattamenti. Forse doveva inserirci qualche intrigo, ma in questo modo ha messo veramente troppe cose, per svilupparle in maniera troppo veloce. Alla fine non danno un senso o uno scopo all’intero romanzo o a un perché di quanto sta accadendo.
Dare un voto basso mi spiace, perché per quanto io non ami i vampiri, Simeon mi è simpatico, ma, più di ogni altra cosa, sono gli stregoni ad avere il loro fascino, inserire e articolare meglio la trama che al momento è veloce e decisamente confusionaria. Non so se tutto questo è voluto per poi dare risposte, far riapparire personaggi nel prossimo libro, perché altrimenti non mi spiego. Sembrano tanti avvenimenti troncati all'improvviso, nei quali si intromette qualche altro personaggio distraendo i protagonisti dal loro scopo.
Non dico che non debbano esserci più storyline all'interno di un libro, ma che queste si intersechino tra loro in maniera più armoniosa e non a caso.

Tre piume, con la speranza che il terzo romanzo spieghi quanto è rimasto in sospeso in questo, compresi i rapporti con i vari personaggi.


Commenti

  1. Evidentemente hai saltato a piè pari la spiegazione del killer quando spiega perché e per chi ha ucciso tutte quelle persone, come hai saltato la parte in cui lo stolker fa la sua fine ben meritata dopo essersi introdotto in casa di Angel e Simeon, queste sono solo alcune delle cose che ti sei persa per strada. Ce ne sono anche altre, parecchie, trovo questa recensione lacunosa e dispersiva, che fa pensare che non sia stato letto con molta attenzione, come dovrebbe essere fatto per esprimere un giudizio obbiettivo, positivo o negativo che sia.

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    1. Li ho letti, so perfettamente chi era il serial killer e come mai ha fatto quek che ha fatto e so che fine ha fatto lo stalker, ma ho scritto che tutto quello che avviene è troppo veloce, c'è tanta carne
      al fuoco, avvenimenti che finiscono troppo in fretta e non rendono lineare la trama.
      Li leggo tutti i libri prima di recensirli te lo posso assicurare.
      La mia speranza era che le varie storie, i vari avvenimenti si armonizzassero meglio tra loro, così non è stato dal mio punto di vista.
      Come tu trovi la mia recensione lacunosa, io trovo il libro dispersivo e frettoloso. Ognuno ha i suoi puntindi vista; sempre dal mio punto di vista l'autrice poteva fare di più.
      Alla prossima recensione negativa farò un riassunto dettagliato del libro per dimostrare di averlo letto.

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