Come un incendio di KC Burn (Anteprima)


Trama:
Il pompiere californiano Hayden Hurst inizia a rendersi conto che la vita non è tutta combattere incendi e bere con gli amici. Nella sua casa e nella sua vita c’è posto per qualcuno, ma non ha ancora trovato quella persona speciale. E sebbene abbia dichiarato la propria omosessualità al lavoro, sa che presentarsi a un evento sociale con un uomo al braccio è tutta un’altra cosa. Teme che questo possa essere troppo per i suoi poco tolleranti “amici”.
Jez Bouchet, ballerino di Broadway, non passa per etero fin da quando, all’età di diciassette anni, è stato picchiato perché gay. Dopo aver ricevuto una redditizia offerta di lavoro a Hollywood, abbandona la sua vita a New York e raggiunge Los Angeles in auto. Il fratello gli trova in fretta un posto dove dormire a casa del suo migliore amico, Hayden.
L’attrazione fra Hayden e Jez è inaspettata ma ardente, e i due vi si abbandonano ancor prima di essere sicuri di piacersi. Tuttavia Jez detesta gli amici omofobi di Hayden e Hayden sa che Jez è troppo esuberante per passare inosservato. Il fratello di Jez rappresenta un’ulteriore complicazione.
Nonostante gli ostacoli, i due si gettano a capofitto in una relazione. Ma Jez ha dei segreti: un minuscolo cane viziato e uno stalker testardo. Se non racconterà tutto a Hayden, rischia di soffocare la loro storia prima che questa riesca a sbocciare.

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Alcune delle ultime letture del 2018 sono state all’insegna di lavori in cui l’omosessualità non è vista bene; nell’altra recensione si parlava di sport e, come ho scritto, nel rugby sembrano essere più aperti di vedute che in molti altri ambienti. In questo romanzo di KC Burn, l’ambiente è quello di una stazione dei pompieri, dove in molti pensano che essere gay stoni con il lavoro che portano avanti, come se con chi vai a letto o chi ami ti renda più o meno bravo in un determinato lavoro.
Hayden è un vigile del fuoco, andato via giovanissimo dalla sua città natale e con l’andare avanti della lettura si scoprirà il perché. Arrivato però nella grande città, alla fine ha fatto coming out con i suoi colleghi e il suo migliore amico, Miguel. I suoi colleghi sembrano accettare la sua omosessualità, eppure il modo di comportarsi, le loro battute, i luoghi comuni sui gay ogni giorno sembrano sempre più offensivi. Hayden cerca di ignorarle, fa finta di nulla, pensando che siano solo scherzi, anche se man mano pensa che quelle battute potrebbero diventare veri e propri insulti nel momento in cui dovesse trovarsi un compagno. Si rende conto di come tutto sia sbagliato, di come le cose debbano cambiare quando nella sua vita precipita Jez, il fratello minore del suo migliore amico. I due non si vedono da anni, eppure dal momento in cui Hayden posa lo sguardo sul giovane Jez, cambiato dal ragazzino che ricordava, è consapevole che la sua vita è totalmente cambiata e quel ragazzo la stravolgerà ulteriormente.
Il romanzo di KC Burn parla molto dei cliché che gli uomini etero hanno sui gay, ma anche delle discriminazioni e degli insulti in ambito lavorativo. Molti degli amici del protagonista fanno parte di quella categoria: non sono omofobo perché ho un amico gay, ma poi il primo insulto che esce dalla loro bocca è “frocio” quando devono insultare qualcuno.
Il romanzo parla anche delle famiglie pronte ad abbandonare i propri figli nel momento in cui questi sono differenti da quello che credono, da quello che sperano. Ma anche di silenzi tra fratelli e tra amici e anche questi portano a incomprensioni.
Il libro, pur essendo un romance, è strutturato bene: dai pensieri di Hayden, da tutti i suoi dubbi, fino ad arrivare alle interazioni con Jez, ma anche con i suoi colleghi. Mi piace come ha inserito e caratterizzato i personaggi, il desiderio di pace e di normalità di Hayden che lo spinge a non voler vedere i problemi e il comportamento dei suoi amici, almeno fino a quando non compare Jez. Fino a quando quello stesso comportamento non viene riversato sul ragazzo, che al contrario di Hayden non rimane in silenzio, ma riesce a farsi rispettare, anche se riceve delle battute in seguito.



Adoro KC Burn, è stata la prima autrice di M/M che ho letto, e i suoi libri mi piacciono tantissimo: ha uno stile poco descrittivo, molto veloce, eppure caratterizza molto  bene i personaggi, ma più di ogni altra cosa mi piace come descrive le situazioni in ambiente lavorativo. Crea personaggi con lavori non particolari, ma come ho scritto in cui l’omosessualità crea dei problemi, dove c’è molta discriminazione e sembra che essere gay possa portare a far male il proprio lavoro, o nel caso di Hayden può esserlo finchè per gli altri è solo qualcosa che ha detto: non lo hanno mai visto, non ha mai avuto un ragazzo, un compagno o qualcuno da presentare o portare alle feste.




Un libro interessante, che ho veramente apprezzato sia per trama che per stile. Merita cinque piume.

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