Tra i ghiacci dell'Alaska di Sarah Bernardinello


Trama:
I lupi stanno morendo, e con essi anche altri predatori, nelle terre innevate e gelate del Denali National Park, in Alaska, per un motivo del tutto oscuro.
Quando Ike Gerrard si trova davanti il veterinario inviato a indagare su quanto sta accadendo, di certo non sospetta che quell’incontro potrebbe dare una scossa notevole alla sua vita. Tutto ciò che vede è un giovane uomo dai tratti orientali, bellissimo e insofferente al freddo. Ma lui è un uomo tutto d’un pezzo, all’apparenza. Non può mostrare l’attrazione che sente per quel ragazzino infagottato in abiti pesanti.
Elijah Ross odia il freddo, lo odia con tutta l’anima, ma il lavoro è lavoro e quando il dovere chiama… L’ultima cosa che si aspetta è che ad attenderlo all’aeroporto si presenti l’uomo dei suoi sogni: alto, brizzolato, più vecchio di lui, Ike Gerrard rappresenta tutto ciò che lui cerca in un uomo.
Peccato che il ranger sia etero, vedovo e irraggiungibile.
Tuttavia, Eli si ritrova in mezzo al nulla e ai ghiacci per scoprire il perché di quelle morti innaturali. Non avrebbe il tempo per pensare ad altro. Ma, quando meno te lo aspetti, il destino ci mette lo zampino…
Il veterinario si imbatterà in un mistero ben più grande, e nella sensazione che l’Alaska non è fredda come pensava, quando c’è un cuore caldo a circondarlo.




***



Come al solito un po’ in ritardo, ma sembra che gli impegni non fanno altro che accumularsi uno sull’altro e io mi ritrovo a correre come una matta da una parte all’altra. In tutto ciò, lo so che non vi interessa, ma ho una nuova macchina, ma sto combattendo per il passaggio di proprietà.
Finito con l’annoiarvi con le mie peripezie (vi ho fatto un po’ pena?), passo a parlare di questo romanzo edito Quixote Edizioni.
Sul blog devono essere usciti altre recensioni di libri di questa autrice, ma sono sincera, non me ne sono occupata io, pertanto per me è stata una sorpresa sia come autrice, come stile e tutto.
Secondo punto, ho letto l’introduzione della proprietaria della Casa editrice: il romanzo Tra i ghiacci dell’Alaska è una sorta di tributo a un’altra autrice che non conosco, non ho mai letto nulla di suo, ma sono curiosissima di recuperarne i romanzi.


Il libro in questione mi ha incuriosito molto per diversi aspetti dal momento in cui ne ho letto la trama; il primo è stata l’ambientazione, l’Alaska, un luogo che dalle foto e dai documentari è bellissimo e selvaggio, un luogo gelido, ma che al tempo stesso incanta. Personalmente partirei subito per visitarla, per la sua natura, il mare gelido e la fauna che vi si trova, anche se ammetto che il freddo, il gelo e le temperature che per gran parte dell’anno scendono tantissimo sotto lo zero mi spaventano.
Proprio le immagini che ho visto in foto e documentari, quelle stesse immagini che ho nella mia mente di quel luogo, le ho ritrovate descritte all’interno del libro: un luogo gelido, silenzioso e selvaggio. Una terra pericolosa e incontaminata, dove l’uomo è arrivato a romperne la quiete. Nel Denali National Park, luogo stupendo, andate a cercare le immagini in internet, iniziano a morire tutta una serie di animali. Le guardie del parco, preoccupate che possa essere un’epidemia, chiedono aiuto al governo che invia loro un giovane veterinario.
In queste terre gelide e lontane da tutto, due uomini si incontrano e si conoscono: il ranger Ike Gerrard e il veterinario  Elijah Ross.
I due uomini sono come il giorno e la notte, differenti in tutto, con una grande differenza di età tra loro, eppure sembra che tra i due scatti subito una scintilla, un’attrazione che i due tengono per loro.


Il libro l’ho trovato molto molto gradevole, mi piace il connubio tra il romance e le ricerche per scoprire cosa sta accadendo agli animali del parco e su chi li sta uccidendo. Ho apprezzato il modo in cui l’autrice ha fatto avvicinare i due protagonisti, in modo che la storia non fosse un romance puro, ma avesse anche quel velo di mistero e di azione che lo hanno reso un libro avvincente e decisamente molto interessante.
Altro punto a favore di questo romanzo è lo stile di Sarah Bernardinello: con maestria ed eleganza riesce a trascinare il lettore nella fredda Alaska, in queste zone desolate, tra bufere di neve e il più completo silenzio. Con le giuste parole, come le giuste descrizioni riesce a ricreare paesaggi magnifici, facendo provare sulla pelle del lettore le stesse sensazioni che si proverebbero trovandosi lì.
L’intera trama è ben costruita, ben studiata, forse un pochino affrettata sul finale; personalmente avrei fatto in modo di farli indagare ancora un po’ per far scoprire chi era il colpevole, ma ammetto che per quanto stava accadendo va benissimo così, penso sia solo una questione di gusti.
Anche i personaggi sono ben costruiti, ben caratterizzati e non parlo solo dei due principali che rubano quasi tutta la scena, ma anche di quelli che ruotano loro attorno: non sono affatto delle ombre con dei nomi, ma sono approfonditi e ben caratterizzati, tanto da dare anche loro uno spessore all’intero libro.
Veramente una lettura interessante, un libro che in alcuni punti fa riflettere molto, soprattutto quando si nota l’avidità dell’uomo, pronto a tutto, a rovinare i luoghi dove vive e l’habitat di altre creature solo per denaro.



Cinque piume per questo romanzo e tutti i miei complimenti all'autrice.



Commenti