Whyborne & Griffin #4: Necropoli di Jordan L. Hawk


Trama:
L’introverso studioso Percival Endicott Whyborne ha passato gli ultimi mesi guardando il suo compagno, Griffin Flaherty, venire a patti con il rifiuto della sua famiglia adottiva. Perciò, quando un telegramma urgente di Christine li convoca in Egitto, Whyborne è riluttante a rischiare la fragile tranquillità che sono riusciti a creare. Fino a quando uno sconosciuto, che sembra più bestia che uomo, cerca di ucciderlo al museo.
Tra antiche rovine dell’epoca dei faraoni, dovranno raggiungere Christine e affrontare tradimenti, omicidi e una strega leggendaria tornata dal regno dei morti. Nel terribile calore del deserto, il trio dovrà affrontare le loro paure e combattere unito… o il loro legame verrà distrutto per sempre.




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Buongiorno, quest’oggi recensirò per voi il quarto volume della serie Whyborne & Griffin di Jordan L. Hawk. Non credo che io debba ricordarvi quanto ami questa serie; i libri, con il primo volume, sono stati una piacevole scoperta, ma andando avanti con la serie e i nuovi romanzi, sono diventati un crescendo di emozioni e avventure. Avventure che in qualche modo sono legate tra loro dal momento in cui Whyborne inizia a usare la magia e man mano diventa sempre più bravo, più capace, più legato al mondo dell’occulto di quanto lui stesso voglia ammettere. La presenza arrivata dalle profondità marine apparsa in Stormhaven ha lasciato qualcosa in lui, anche se ancora non ne è perfettamente consapevole. Che sia cambiato qualcosa in Ival?
Evolve anche il comportamento dei due protagonisti, il loro carattere, entrambi maturano, crescono, saldano il loro rapporto, che ormai non è poi più così segreto, almeno per le persone a loro più vicine.
Christine poi è un personaggio meraviglioso; in questo romanzo non è solo la donna forte, intelligente e scorbutica che conosciamo. Certo, questa parte di lei non svanirà mai, eppure conosciamo altro, il suo passato, una parte della sua famiglia, il motivo per cui è scappata, quel lato di donna con tanto di emozioni che cerca in ogni modo di tenere nascosto.
Come ho detto, questo quarto romanzo è un mix, un punto in cui i nostri personaggi maturano, prendono atto di loro stessi, dei loro punti deboli, dei loro punti di forza, ma anche dei loro sentimenti e delle loro debolezze.



Il viaggio in Egitto è qualcosa che mi ha colpito al cuore; la storia si ricollega al primo romanzo, al momento in cui tutto ha inizio, ovvero quando al Ladysmith vengono portati i tesori della tomba del faraone Nephren-Ka, (personaggio, tra l’altro, appartenente al Ciclo di Cthulhu di Howard Phillips Lovecraft e di altri autori a lui ispiratisi.)
In questo quarto romanzo le avventure sono legate sempre alla tomba Nephren-Ka, ma anche a un antico culto che sembra venerare la moglie di questo spietato faraone, una donna potente, spietata e incollerita verso il suo sposo, tanto da bramare vendetta. E così tutto ruota intorno ad avvenimenti accaduti millenni prima, raccontati come se fossero delle leggende, ma, come si dice, in ogni leggenda c’è sempre un fondo di verità.
Nitocris è anche lei una maga potente, sposa di Nephren-Ka; i suoi seguaci, uomini trasformati in bestie, si nutrono di cadaveri, come lei stessa.



Il punto forte del romanzo è l’ambientazione, il periodo storico, la bravura dell’autrice a trasportarti verso metà, fine ottocento, nelle terre inesplorate dell’Egitto, dove ancora molte tombe devono essere scoperte, ma soprattutto le persone sono legate a leggende e superstizioni. Un mondo del tutto differente nell’aspetto, nelle tradizioni e soprattutto nel modo di pensare dei suoi abitanti. Ed è proprio in questa terra lontana e ancora inesplorata, tra le dune, che il lettore affronta una trama, attimi di suspense, legati a momenti di mistero e a una lunga ricerca. Rispetto agli altri romanzi della serie probabilmente c’è meno azione, o meglio si concentra tutta verso il finale, mentre negli altri era diramata lungo tutto il libro; in questo caso invece l’autrice lascia il combattimento, le scoperte e i colpi di scena per gli ultimi capitoli, mentre il resto è una lunga ricerca assieme ai personaggi del libro, ma soprattutto un susseguirsi di strani avvenimenti, mentre il dubbio verso i propri compagni viene insinuato: possono fidarsi di coloro che hanno intorno i nostri protagonisti?
E così la vita nel deserto diventa ancora più faticosa, pesante, mentre il pericolo è tutt’intorno a loro, si avvicina, pronto a colpire da un momento all’altro, peccato che non abbiano idea di che volto possa avere colui che è pronto a ucciderli nell’ombra.



Come ho accennato sopra, il romanzo in questione, oltre a essere meno movimentato degli altri, ma non per questo è brutto o altro, ma impostato solo in maniera differente, è anche un punto di svolta, o almeno la vedo in questo modo.
Il personaggio che mi sorprende sempre è Whyborne: questa volta, più che negli altri romanzi, è cresciuto, è più sicuro di sé; quelle insicurezze che solitamente si porta dietro, sì, sono ancora lì, di tanto in tanto riemergono, eppure man mano sta prendendo coraggio. Forse perché si è reso conto di non essere poi un perdente come lo vedono in molti, suo padre e suo fratello in primis, o perché ha Griffin accanto e ora che ha qualcuno da proteggere, qualcuno che credeva forte, ma che ha anche dei punti d’ombra, delle debolezze, allora non può continuare a commiserarsi, ed ecco che man mano evolve, da inizio romanzo, quando affronta suo fratello, prima a parole e poi prendendolo a pugni, fino a quando sicuro di sé afferma di essere uno stregone, non uno studioso, un dottore, ma uno stregone. Qualcuno in grado di usare la magia, di combattere e di tenere testa a creature pericolose e oscure.



Lo stile di Jordan L. Hawk è sempre meraviglioso, pulito, frizzante e descrittivo al punto giusto, un perfetto connubio tra l’introspezione dei protagonisti e l’azione, ma soprattutto è maestra nel trasportarti nei luoghi di cui parla: se prima era l’oscura e uggiosa Widdershins con un imponente manicomio dai profondi segreti, ora è il luminoso Egitto, caldo, meraviglioso e al contempo misterioso e oscuro allo stesso modo, pieno di segreti e pericoli che i nostri eroi man mano sveleranno.

Ancora una volta questa autrice, con uno dei suoi lavori, si merita cinque piume e non vedo l’ora di avere tra le mani il prossimo romanzo.



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