Contaminati di Erica Gatti e Sofia Guevara



Le persone, normalmente, si ricordano il loro quinto anno di vita, o perlomeno hanno delle foto a dimostrare che erano lì, accanto alla famiglia. Lei no, lei non ne sapeva nulla.
Ma non era l'aver dimenticato, il problema; quella era, anzi, la parte semplice. Le cose diventavano meno definibili quando si soffermava a valutarne le conseguenze: in spagnolo le avrebbe chiamate sombras, in russo tjieni; ≪ombre≫.


                                     


Contaminati è l'ultima uscita - per ora - della collana Talent della casa editrice Centauria, scritto da Erica Gatti e Sofia Guevara.
Già precedentemente abbiamo recensito libri di questa collana, e questo, come gli altri, nasce da una storia postata online.

Quattro ragazzi le cui esistenze sono legate da un unico evento, un evento che avrà ripercussioni per tutta la loro vita.
Evan, il ragazzo perspicace che con le sue deduzioni ricorda molto Sherlock Holmes; Adela, la ragazza fredda, che non ha sentimenti e che adora sezionare animali; Queen, amata dagli uomini e disprezzata dalle donne e infine Viper, colui che sembra il più tranquillo di tutti ma che nasconde una personalità completamente opposta.
Quello che lega i quattro è un evento accaduto durante la loro infanzia: tutti e quattro sono stati vittime di Aleksandr Rostov, serial killer che ha rapito, torturato e ucciso una quantità impressionante di bambini.
Ma che cosa voleva Rostov da questi bambini? E, soprattutto, perché sono solo loro quattro ad essere sopravvissuti alla sua follia omicida?
Per trovare una risposta alle domande che affollano le loro menti, i quattro ragazzi decidono di fuggire dalla protezione delle autorità e dei propri genitori per compiere un viaggio alla ricerca del loro carnefice, spinti dalla vendetta. O forse da qualcos'altro.

PRESENZA DI SPOILER

Contaminati è un romanzo impegnativo. Si presenta subito come un romanzo crudo e cupo, che affronta il tema della vita dopo un trauma così forte, delle conseguenze che questo trauma ha portato a questi ragazzi e di come li ha trasformati.
La cosa che più mi ha colpito del libro è il modo in cui vengono raccontati gli eventi, e soprattutto quelli più pesanti emotivamente.
Non c'è un'esagerazione dell'orrore che può essere tipica in chi cerca di impressionare. È tutto talmente equilibrato da generare ansia nel lettore. Mi spiego meglio: nonostante i quattro personaggi siano chiaramente fuori dal comune, sono descritti e fatti muovere in maniera così magistrale che è impossibile non identificarsi in uno di loro, e questo mette il lettore davanti al suo lato più nascosto e oscuro. Se Viper, ragazzo timido che ha paura di disubbidire ai genitori, pronto a sacrificare tutto pur di non fare male a nessuno, ha una seconda personalità rabbiosa e crudele dentro di sé, allora chiunque può avere qualcosa di oscuro nascosto nella parte più oscura della sua mente.
Quando ho iniziato questo romanzo, non sapevo nulla della storia e ne sono contenta, perché ho potuto goderne appieno.
Non riuscivo a smettere di leggere; ogni capitolo mi portava a voler sapere di più, a voler andare avanti. Il romanzo ha un ritmo incalzante, complice anche il pov alternato tra i quattro protagonisti. Vediamo i loro pensieri, ma a turno. Scopriamo qualcosa di ognuno, ma non sappiamo mai il cento percento.
Per essere un romanzo d'esordio, Contaminati è certamente un'opera veramente ottima. Il modo in cui i quattro ragazzi sono cambiati dopo le terribili torture a cui sono stati sottoposti da piccoli è descritto in maniera magistrale, e anche il rapporto che avranno da adulti proprio con Rostov. Il loro percorso fisico e psicologico porta durante il romanzo a un rovesciamento completo della medaglia: fuggono dalla protezione di polizia e famiglia perché vogliono risposte e vendetta, mentre, quando sono davanti a Rostov, sentono una strana empatia con lui, tanto che decidono di vendicarlo, di vendicarsi dell'uomo che ha ferito Rostov e l'ha trasformato nel mostro che è.
Si trasformano da vittime a carnefici, compiono la loro metamorfosi perché le opzioni sono due: rimanere come sono e soccombere oppure evolversi e accettare quello che sono diventati.
Devo dire che non mi aspettavo questo risvolto: fino a quel momento ero convinta che una volta incontrato Rostov, i protagonisti si sarebbero vendicati  di lui, di quello che gli aveva fatto. Invece sono rimasta sorpresa dal cambio di rotta dei quattro ragazzi nei confronti del loro rapitore, tanto che, dopo averlo incontrato e aver parlato con lui, sono pronti a vendicarlo e arrivano addirittura a chiamarlo il loro Padrone.
La parte psicologica di questo romanzo mette a dura prova il lettore, ma allo stesso tempo lo affascina e lo rende sempre più curioso.
Se dovessi scegliere uno dei quattro protagonisti, direi che il mio preferito è Viper: la sua dualità viene fuori subito, ma le autrici sono state brave a non rivelare pienamente quale fosse il motivo per cui Viper pareva avere una doppia personalità. Non la vediamo, ma la intuiamo: Viper ne fa riferimento quando si sente in colpa per qualcosa che ha fatto alla madre, anche se è chiaro al lettore che non può essere stato sul serio lui, troppo buono e remissivo.
Anche l'importanza dei medicinali porta a pensare che Viper possa sviluppare un'altra personalità.
Quello che non avevo pensato era che questa personalità fosse il fratello defunto di Viper.
Questo è un punto molto importante e che sintetizza un aspetto fondamentale di questo libro. Contaminati non ha elementi fantasy, eppure, come sottofondo, si intuisce che le capacità che hanno acquisito questi ragazzi non sono del tutto comuni.
La spiccata intelligenza di Evan e il non provare emozioni di Adela possono anche essere verosimili, come conseguenze di un trauma, mentre la seconda personalità di Viper (il fratello maggiore morto per difenderlo) e la capacità di Queen di incantare gli uomini e di fare in modo che ubbidiscano al suo volere vanno oltre.
Questi elementi conferiscono al romanzo un'ulteriore aura di mistero e suspance. E mentre leggevo, mi chiedevo: cosa succederebbe sul serio ad una mente umana che è stata sottoposta ad un livello tale di stress? Può davvero sviluppare capacità simili?
Ovviamente, visto che ho gradito molto questo romanzo, lo consiglio vivamente. Però, ritengo anche che i lettori vadano avvertiti: se cercate qualcosa di allegro che vi rilassi, Contaminati non fa per voi.
Se cercate qualcosa che vi smuova, che vi faccia provare emozioni forti, che vi faccia rimanere con il fiato sospeso e la voglia di continuare, allora Contaminati è il romanzo giusto.

Voto 4,5/5


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