Domitilla Wolf e la leggenda dell'Hòuzi Mao di Pierluigi Agnelli (Anteprima)

Eccomi con una nuova recensione in anteprima per la Triskell, sempre che io riesca a scriverla e correggerla entro sera, altrimenti non sarà più in anteprima. Mi spiace averci messo un po’, ma questi giorni sono stati pieni e il libro era decisamente lungo rispetto agli altri. Trecento pagine che si leggono una meraviglia se non avessi avuto chi mi chiamava in continuazione. Ma sorvoliamo sui miei problemi e iniziamo la recensione di uno young adult di un autore italiano. Siete sorpresi, niente m/m questa volta, ma non leggo solo quelli <3.


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Domitilla Wolf e la leggenda dell’Hòuzi Mao
di Pierluigi Agnelli




Trama:
Domitilla è una ragazzina intelligente che ama gli animali e che può contare sull'amicizia dei suoi due amici, Lucy e George.
Domitilla si divide tra la scuola, la famiglia e la sua vita da decenne. Le cose però subiscono un repentino cambiamento quando i gatti del paese diventano misteriosamente aggressivi, seminando il panico a Catsville. Mentre le autorità brancolano nel buio, incapaci di porre fine allo strano fenomeno, Domitilla e i suoi amici, sotto la guida attenta del professor Notorius, cercheranno una soluzione dando la caccia al protagonista di una tremenda leggenda.


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Sono giunta alla conclusione che, leggendo questo libro, io sono troppo adult per lui, mentre lui è troppo young per me. Lo trovo più un libro per ragazzi, adolescenti, ma non per questo non è stato una piacevole lettura. La trama mi ha incuriosito sin dal momento in cui l’ho letta e senza riflettere due secondi ho deciso di leggerlo in anteprima per recensirlo. Solitamente non ho mai un buon rapporto con gli young adult, tutt'altro; mi sono ritrovata a leggere della roba che mi ha lasciato decisamente perplessa, fortunatamente in questo caso non è stato così. Se pur un libro per ragazzi, per ragazzi molto giovani, l’ho apprezzato tantissimo.
Cosa mi è piaciuto? Partiamo dallo stile dell’autore, fluido, piacevole da leggere. Un ottimo scrittore che alterna descrizioni e dialoghi, mandando avanti gli eventi. Forse, a mio gusto, si è dilungato in un po’ troppe descrizioni e avvenimenti che hanno rallentato un pochino la lettura. Non dico che non ci sarebbero dovuti essere, tutt’altro, ma forse far avvenire qualcosa senza perdersi troppo in pensieri e discussioni. Superati i primi capitoli, però, la storia entra nel vivo, carbura per bene e prende il giusto ritmo. Gli avvenimenti si susseguono con il giusto tempo, quindi non troppo lentamente, ma nemmeno troppo in fretta.

Cosa ho apprezzato di questo libro? Mi è piaciuta l’ambientazione, questa cittadina persa nella campagna inglese, dove gli abitanti vivono pacificamente e dove la vita scorre tranquilla senza il caos delle grandi città. Un luogo dove i bambini, anche molto giovani, come sono Domitilla e i suoi amici, escono da scuola e da soli si avviano a casa. Un po’ un paesino piccolo dove tutti conoscono tutti e sembra non esserci nessuno pericolo. Metti poi un po’ la desolazione di questo luogo, il tempo cupo e la pioggia che caratterizza l’Inghilterra ed ecco che si crea un ambientazione stupenda adatta per un mistero da svelare.
Catsville, cittadina decisamente inventata, è il luogo dove si muovono i personaggi del libro e la cui tranquillità viene improvvisamente rotta da strani avvenimenti che la colpiscono, ma anche dall’improvviso cambiamento nel comportamento dei gatti. Le bestiole che sono tanto amate dagli abitanti di questo paese, visto anche il suo nome, senza un motivo ben preciso cominciano ad aggredire i loro padroni, graffiando, mordendo fino ad arrivare all'inevitabile.
E in questa follia, in questi cambiamenti non ne è immune il gatto della protagonista. Da qui inizia la storia vera e propria, dallo strano comportamento del suo gatto, da sensazioni che Domitilla inizia ad avere e agli incubi e sogni che la perseguitano notte dopo notte. Così questa ragazzina intelligente e testarda comincia a fare ricerche per riuscire a comprendere come mai Siggy, il suo micio rosso, si sia comportato in modo tanto strano e inusuale per lui; perché sicuramente deve esserci una spiegazione, visto che non farebbe mai del male a nessuno. Ed ecco che la storia inizia a delinearsi, i personaggi vengono descritti alla perfezione, Domitilla e i suoi amici, come le persone che incontrano; e man mano, un passo alla volta questa giovane eroina, grazie anche al professor Notorius, scopre cosa sta accadendo. Si rende conto che le leggende che tanto le piacciono alla fine non sono solo leggende, o meglio che anche in quelle c’è qualcosa di reale.


Una vera chicca del libro è il primo capitolo, non dico nulla oltre questo per non fare spoiler, nelle ultime recensioni ne ho fatti un po’ troppi e non era il caso. Ma il primo capitolo mi ha veramente incantato e poi ricollega tutto più avanti riuscendo a far comprendere chi siano i protagonisti di quelle pagine. Altra cosa che ho apprezzato sono state, all’incirca a metà storia, le leggende del libro di Domitilla. Lei ha preso un libro in biblioteca in cui si parlava dei gatti e delle leggende legate a loro, tutte veramente adorabili. Ho trovato molto azzeccato introdurle all’interno del libro anche perché poi tutto viene ricollegato.


Altro punto che mi ha fatto sorridere, preso come modello di ispirazione da libri stranieri, quindi non proprio una novità, sono i nomi dei personaggi. Soprattutto dei professori della protagonista, il loro cognome rispecchia molto oltre alla materia che insegnano anche il carattere dei professori.


Passando oltre, torniamo alla recensione e alla seconda parte del libro, quella che personalmente ho apprezzato di più. La storia è entrata nel vivo, si sono scoperte molte cose, il motivo degli strani sogni di Domitilla, quelle sensazioni che prova e che la fanno sentire a disagio. Si comprende il motivo dello strano comportamento dei gatti di Catsville e quindi si inizia, assieme alla protagonista, a districare il mistero che la avvolge e a comprendere cosa è giunto in città a stravolgere le loro vita.


Ovviamente il libro non è tutto rose e fiori, ci sono dei punti che mi hanno lasciato un tantino perplessa. Ecco, come ho detto mi piace questo paesino dove i bambini possono muoversi, andare e venire senza essere sotto lo stretto controllo degli adulti, senza che qualcuno possa pensare che per loro ci siano dei pericoli. Va benissimo, ma per un verso questi ragazzini hanno veramente troppa libertà e in alcuni frangenti mi sembrano sin troppo adulti rispetto ai loro dieci anni.
Fossi stata l’autore, forse e dico forse invece di dieci anni per un romanzo del genere avrei fatto in modo che ne avessero qualcuno di più, a dodici dopotutto sono in un limbo, non adolescenti, ma nemmeno troppo bambini, sono in quel limbo in cui non sono né carne né pesce, ma hanno di certo più libertà rispetto a un bambino delle elementari.
In alcuni frangenti li vedo sin troppo adulti per l’età che hanno ed anche l’interagire di alcuni personaggi con loro mi sembra stonato. Ad esempio il professor Notorius li considera molto più grandi di quello che sono; non che sia sbagliato, ma è strano, sono pochi gli adulti che trattano da pari i bambini. Al contrario la madre di Domitilla la considera anche più piccola di quello che è, ed è un personaggio che sopporto poco, una mamma troppo inquadrata che sembra voler bloccare la parte fantasiosa delle sue figlie e pertanto, anche se l’avventura in cui si è ritrovata sua figlia sarebbe difficile da credere per chiunque, la bambina ha paura di parlarne con i genitori, soprattutto con sua madre, pensando che possano ritenerla pazza. Avendo dieci anni non dovrebbe avere questi timori, proprio perché un bambino ha una fantasia più spiccata rispetto agli altri, e anche se non dovessero crederle, potrebbe pensare che sia un modo come un altro per affrontare le sue paure e i suoi incubi.


Il libro comunque, tranne questa mia piccola perplessità, che può essere dovuta anche alla mia età (io per prima non riesco a interagire a tu per tu con un bambino di dieci anni), mi è piaciuto. L’ho apprezzato in particolar modo ed è stata una lettura che mi ha colpito per molteplici motivi: la scrittura, l’autore italiano che non conoscevo e che ha creato una storia particolare, originale e che potrebbe appassionare alla mitologia e alle leggende molti ragazzi che potrebbero leggerlo. Gli faccio veramente tutti i miei complimenti e consiglio la lettura di questo piccolo gioiello che potrebbe avvicinare alla lettura tantissimi ragazzi e rendere piacevole la domenica di adulti e piccini.

Si merita quattro piume perché mi è piaciuto e perché ci sono i gatti <3.





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