Chiacchiere in libertà #4: La moda dei cowboy nei romance







Salve, eccomi qui per una nuova chiacchierata assieme a voi. Questa volta l’argomento verterà più su un tema trattato nei libri. Come potete aver notato, da un po’ di tempo ha preso piega un nuovo genere, ovvero le storie m/m più o meno erotiche, tutte parlano di amori omosessuali. Alcune sono molti simili agli yaoi, altre meno, alcune sono veramente molto belle, altre si possono mettere allo stesso livello degli harmony, quindi storie d’amore per passare qualche ora. Io leggo da anni questo genere di racconti, un tempo sulle piattaforme online, ora anche come romanzi veri e propri, sono ottime per spezzare da un libro all’altro o nei momenti in cui si desidera qualcosa di più leggero. Come avrete potuto notare poi, il blog ha iniziato da diversi mesi a collaborare con delle case editrici che pubblicano questi libri sia in formato ebook che in cartaceo, una di queste è proprio specializzata a riguardo, avendo solo un catalogo m/m.
Comunque, non è proprio di questo che vi voglio parlare, forse ho inserito il discorso prendendolo un pochino largo, per giungere alla mia riflessione e alle mie domande, sperando che qualcuno poi sappia darmi una risposta. In molti di questi romanzi, ma anche in una buona parte di quelli etero, hanno preso piega tantissime storie in ranch e con i cowboy, che questi poi siano in Texas, Montana o in un altro posto non fa differenze, ci sono tantissimi libri a riguardo.
Ora, personalmente non ho nulla contro i cowboy… no, non è vero, non avevo nulla contro di loro qualche mese fa, poi quando mi sono ritrovata a leggere libri su libri dove sono tutti belli, intelligenti, simpatici e alla moda ho cominciato a detestarli, più gli autori di determinati libri, che loro, ma ho cominciato veramente a odiarli. Comincio ad averne paura come per i pagliacci.
Le lettrici, ma anche le autrici, sembrano avere una passione per queste ambientazioni in ranch dove uomini sudati e mezzi spogliati, tutti ovviamente bellissimi, lavorano e fanno sesso dalla mattina alla sera. Ovviamente sono delle piccole comunità LGBT nel cuore di questi stati rinomati per la loro apertura mentale nei confronti della comunità gay.
Come ho scritto in una mia recensione di un libro, credo che oramai i cowboy debbano essere considerati una specie protetta. Devono essere preservati da orde di uomini e donne che li vogliono usare come schiavi sessuali, che li desiderano solo per il loro corpo, in maniera così squallida; questa mania ormai è dilagata, tanto che vengono rapiti ed esportati in giro per il mondo e inseriti in locali gay, ed è veramente una cosa bruttissima. Tutto questo ovviamente è dovuto anche a come vengono descritti in questi libri. Come le autrici di romance li dipingono agli occhi di giovani uomini e donne che si lasciano incantare, pertanto ecco che queste figure di rudi uomini vengono manipolate, cambiate e i ranch si trasformano in oasi gay nel cuore degli stati meno tolleranti d’America. Ma ovviamente sono tutti di larghe vedute, pronti ad accettare tutto e tutti. Ah, questi mondi utopici, questi racconti che si possono inserire non in libri contemporanei, ma più che altro in fantasy rosa, dove la realtà è lungi dall’essere descritta.
Va bene, la smetto di dire cavolate ed entro nella parte seria della discussione, almeno spero. Comunque in tutto ciò, come mi è stato consigliato, una lettera al governatore del Texas la scriverei, giusto per fargli preservare la fauna di questi uomini rudi, altrimenti verrebbero rapiti tutti quanti xD.
Inizio con la parte seria dell’articolo. Come ho accennato sopra credo che la descrizione di questi ranch, dei luoghi dove le storie vengono ambientate non siano fedeli alla realtà, è un mondo troppo perfetto per essere vero.
Ora, non dico che non ci siano cowboy gay, sicuramente ce ne saranno più di quanto immagini, ma è come vengono gestiti questi libri che mi lascia perplessa: sono tutti belli, affascinanti, intelligenti, simpatici, colti, di buon cuore. Insomma sono perfetti.
Io non vorrei distruggere i sogni di tante ragazze e donne, anche di uomini: possono avere tanti pregi, anche interessi, ma sicuramente i cowboy sono cresciuti allo stesso modo dei butteri qui in Italia, fanno lo stesso identico lavoro, ma come mai nei libri dei butteri non parla mai nessuno?
Non fa figo che si chiamano butteri e vengono dalla Maremma, come non fa figo pensare che il loro compito alla fine sia governare le pecore, come la metti la metti, come vanno in giro vanno in giro, ma sempre pastori rimangono. Ma sicuramente se li chiami cowboy e arrivano dal Texas allora hanno tutto un altro sex appeal. Che poi anche qui ho dei seri dubbi, ma non perché i cowboy non possano essere belli, sicuramente ce ne saranno di belli e allenati, ma fanno anche un lavoro faticoso, sono sempre all’aperto, sotto il sole, in preda di ogni tipo di intemperie, pertanto a trent’anni ne dimostreranno almeno dieci di più, avranno il viso e le mani rovinate e sicuramente non assomiglieranno a Brad Pitt o David Gandy, ma molto più probabilmente ai loro padri.
Certo, tornati a casa la sera, di questi tempi hanno una bella doccia, ma sicuramente acqua e sapone non fanno miracoli, non rallentano il modo in cui la pelle si rovina o fanno sparire i calli dalle mani, non fanno ringiovanire e tolgono i dolori e i segni del lavoro, perché, udite udite, il lavoro fatto all’aperto stanca, logora fisicamente e anche mentalmente.
Io accetto che si possa usare un cowboy come protagonista di un libro, che questo sia etero, gay, bisex non ha importanza, ma la cosa che non concepisco proprio è il modo in cui descrivono la vita nei ranch, i lavoro di queste persone che è tutto tranne che leggero. Si alzano a orari che a parer mio sono illegali per fare lavori faticosi, per mandare avanti quella che è a tutti gli effetti una fattoria, chiamala ranch, ma sempre una fattoria è, quindi di tempo per flirtare, andare dietro all'aiutante carino che non sa distinguere una pecora da una mucca è qualcosa di veramente surreale. Le bestie vanno seguite, curate, pulite, e anche le stalle dove vivono devono essere pulite, ma nei libri tutto questo è superfluo, se ne accenna di tanto in tanto, ma finisce lì.
Sicuramente tutti, se mai leggeranno questo mio sproloquio, saranno del parere che, essendo romance, le autrici si soffermano di più sulla storia d’amore che su tutto il resto e io sono anche d’accordo su questo, di certo non puoi scrivere un libro dove descrive attimo per attimo la vita di una fattoria, il lavoro e via dicendo. Sai che palle dopo un po’? Ma se si vuole scrivere un romanzo completo, deve esserci anche quello.
Non puoi mettere due tipi a lavoro nelle stalle per pulirle e dopo due secondi si rotolano nel fieno e non solo, trombano lì: le stalle puzzano, le mucche, i cavalli non è che vanno al bagno per fare i loro bisogni; a Roma dicono che “l’omo a da puzzà” ma c’è un limite a tutto.

Io capisco anche due uomini in preda dei loro istinti, anche innamorati che vogliono dimostrarsi la loro attrazione anche fisicamente, ma ribadisco, quello del cowboy è un lavoro faticoso, a fine giornata in quanti avrebbero la forza di andare oltre il lavarsi e cadere in coma sul letto?
Molti romanzi del genere, da questo punto di vista sono veramente surreali e io non comprendo come mai le persone che li leggono non se ne rendano conto. Ho letto decine di recensioni che elogiano alcuni libri la cui carta su cui sono stampati è un oltraggio ai poveri alberi dalla quale l’hanno fatta. Eppure piacciono e tanto, è difficile che legga recensioni negative a riguardo e ogni volta mi chiedo il perché.
Non voglio essere una di quelle che si lamenta di tutti i libri, ne ho letto uno con uno sfondo fantasy di Marie Sexton che era un gioiellino, molto più reale rispetto a molti contemporanei, eppure è una delle poche ad aver dato un tocco di realismo all’ambientazione e anche ai personaggi. Non ci sono solo scene erotiche, ma anche la vita all’interno del ranch.

La mia domanda quindi è semplice, cosa ne pensate di questi libri? Di queste ambientazioni con questi uomini bellissimi e sudati che si strusciano fra di loro, ma che sono veramente tanto frutto dell’immaginazione delle autrici e poco reali?
Non sarebbe molto meglio quel pizzico di realtà? Poi ovviamente l’aspetto dei personaggi può rimanere di uomini bellissimi, ma quello che gli ruota attorno, la vita in una fattoria, il loro lavoro non renderebbe migliore il libro se fosse più reale e non creerebbe queste strane figure mitologiche e lussuriose quali sono i cowboy?

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