Panni sporchi (Tucker Springs #3) di Heidi Cullinan (Anteprima)




Trama:

Il vero amore non sempre scorre dritto come un fiume limpido. Ma a volte sporcarsi è già metà del divertimento.
Adam Ellery, dottorando in entomologia, incontra Denver Rogers, una massa di muscoli sexy, il quale senza grande sforzo si sbarazza dei confratelli ubriachi che stanno dando fastidio ad Adam nella lavanderia automatica di Tucker Springs.
I ringraziamenti si trasformano presto in flirt, e poi, per la gioia di Adam, in sesso rovente consumato sul tavolo della lavanderia.
Anche se il suo lavoro come buttafuori in un bar gay gli concede sempre ampia scelta tra svariati secchioni sexy, Denver non riesce a togliersi il ragazzo dalla mente. Adam sembra aver bisogno di giocare pesante, proprio come Denver, ed è difficile dire di no a un’accoppiata così perfetta.
Ma Adam non è solo timido: soffre di disturbo ossessivo-compulsivo e di ansia, problemi che hanno rovinato la sua precedente relazione. E sebbene Denver sia in grado di sollevare un mucchio di studentelli come fossero pesi liberi, ha alle spalle un passato di abusi e, inoltre, prova terrore all’idea di prendere il diploma. Né Denver né Adam hanno voglia di mettere in mostra i propri panni sporchi, ma per poter stare insieme dovranno vuotare il sacco.

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Ultimamente mi sto confondendo con le uscite, il poco tempo a disposizione poi mi fa sempre essere in ritardo, spero di riuscire a pubblicare questa almeno per il giorno di uscita del libro, ovvero il 19 di ottobre.
Dunque, se seguite il blog potete aver notato che ho recensito tutti i libri usciti di questa serie e anche se per molti non ho dato voti altissimi, a modo mio li ho apprezzati; sono storie decisamente reali, dove i protagonisti affrontano problemi reali ed è una cosa che io amo nei libri, soprattutto nei romance.
Dunque, questo di libro è di un spanna superiore agli altri e fra tutti è quello che mi è piaciuto di più, ed è anche quello che mi ha stupito maggiormente per argomenti e personaggi.
Mi sono accorta che, negli ultimi giorni, che siano libri editi da case editrici o self, ne ho letti diversi che hanno un argomento centrale: una certa forma di disabilità.
Nel caso di questo romanzo, si tratta di un disturbo ossessivo compulsivo da cui è affetto il protagonista. Ora, penso che aprendo un libro, accendendo la tv o anche solo ascoltando chiacchierare le persone in treno come termine sia uscito diverse volte, ma fino a oggi non mi sono mai soffermata troppo su quali potessero essere i sintomi di tale disturbo, a che livello potessero arrivare. Guardando alcuni telefilm sembrano solo piccole manie, cose che inseriscono in un personaggio per renderlo fastidioso. Ovviamente so perfettamente che è un disturbo, non penserei mai sia un fastidio, ma qui sorge sempre il solito problema: le persone non sanno accettare chi è differente, molte volte provano compassione per chi ha una disabilità evidente come non poter camminare o la cecità, ma per coloro che hanno questi problemi disturbanti, o meglio che pensano siano fastidiosi per le persone "normali" , provano disprezzo e pensano che i loro siano solo capricci o manie sulle quali potrebbero sorvolare, ma non vogliono.
Tramite questo romanzo ho scoperto in cosa consistesse il disturbo ossessivo compulsivo, quali sono i problemi, quelle piccole e svariate manie di chi lo ha. L’ansia e i dubbi che costantemente li perseguitano, le paure che, agli occhi delle persone normali, sembrano scemenze, ma che per loro sono montagne insormontabili.
Adam, uno dei protagonisti di questo libro, ne è affetto, e ho adorato il modo in cui l’autrice lo ha descritto. Credo di averlo immaginato per tutta la lettura come lo ha visto e descritto per la prima volta Denver, ovvero come un esserino bellissimo, gracile e nervoso. Ed è così che è Adam, bello e nervoso, eppure l’ansia, le sue manie, quella voce nella testa lo rendono insicuro, pronto a crollare da un momento all’altro in preda di un attacco di panico.
Ho scoperto che il disturbo ossessivo compulsivo viene chiamato anche la malattia del dubbio, e sicuramente di dubbi questo ragazzo ne ha tanti. Durante il romanzo afferma di essere migliorato tantissimo, peccato che la presenza e il comportamento del suo ex non lo aiutano affatto.
Quello che lo aiuta è l’incontro con Denver. Questi due uomini si sono trovati, incontrati e completati dal primo momento. Denver è paziente con Adam, asseconda quelle che per gli altri sono stranezze senza fare domande, lo tratta come se fosse una creatura da proteggere, ma al tempo stesso lo rispetta e rispetta i suoi spazi.
Tutto il risvolto psicologico, come l’introspezione e la caratterizzazione dei due personaggi mi è piaciuta, si alterna alle descrizioni della cittadina, che teoricamente dovremmo conoscere, ma che anche in questo caso sono più complete.


Le scene hot tra i due sono decisamente spinte, eppure non le ho trovate volgari; finalmente hanno imparato a usare termini differenti per descrivere il pene di un uomo, perché in alcuni libri usano sempre lo stesso termine “uccello”, decisamente poco carino ed elegante. Ma torniamo alle scene hot; mi sono piaciute, sono molteplici all’interno della storia, sin dal primo capitolo, e in altre circostanze mi avrebbero dato fastidio, troppe e tutte assieme, eppure in Panni sporchi non è andata così. Queste scene, questo lasciarsi andare da parte di Adam, descrivono alla perfezione la fiducia istintiva che prova sin da subito per Denver. Si vede immediatamente il legame che nasce fra di loro, che poi abbiano tanti ostacoli da superare è vero, ma l’affinità c’è da subito.
La storia, la trama, i personaggi tutto scorre in maniera piacevole, è un’ottima lettura, anche avvincente e con i dovuti colpi di scena. In questo c’è anche una sorta di antagonista, una figura che prova a mettere i bastoni fra le ruote alla nuova coppia che sta nascendo. Brad mi è stato antipatico sin da subito, pieno di sé, deciso a prendere il controllo della vita di Adam, decidendo per lui e sminuendolo, quando dovrebbe stargli vicino, cercare di rassicurarlo e al tempo stesso farlo diventare ogni giorno di più sempre più indipendente, pronto a fare le sue scelte senza ansia e attacchi di panico.
Un punto che mi ha lasciato perplessa, ma perché non conosco a fondo i comportamenti di una persona affetta da disturbo ossessivo compulsivo, quindi non so bene come bisogna rapportarsi con qualcuno così. Nel libro Denver asseconda molto Adam, accetta i suoi problemi, quindi quando passano ad avere dei rapporti BDSM mi ha lasciato spiazzata. Sono anche ben descritti, e da come evolve la storia ad Adam serve anche essere dominato a quel modo: supera una delle sue paure più grandi, ovvero quella di andare a casa di qualcuno, di invadere uno spazio che non è suo. Però non so se è un comportamento, una pratica adatta a una come lui. Certo, penso che quello che piace fare sotto le lenzuola, una pratica sessuale debba essere scissa dalla vita di tutti i giorni, eppure la vita di tutti i giorni, i problemi di Adam invadono molte parti del suo comportamento, le sue decisioni. Il disturbo che ha influisce sulla sua vita, deve imparare a essere più autonomo, meno legato ad alcune cose, ma al tempo stesso sembra avere bisogno di qualcuno che gli dia ordini, che lo obblighi ad affrontare determinate situazioni. Qualcuno con una personalità forte che gli impedisca di fuggire.
Ecco, forse questo punto mi ha lasciato perplessa, proprio perché non sono esperta di problemi psicologici come questo, come devono essere affrontati e come potrebbe reagire una persona affetta da tali disturbi.
Concludendo, l’ho trovata veramente una lettura molto bella, con personaggi ben caratterizzati e una bellissima scrittura. Il migliore romanzo della serie sino a ora, merita quattro piume.







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