Le Tredici Vite e mezzo del Capitano Orso Blu (Ciclo di Zamonia) di Walter Moers


Trama:
Le avventure del capitano Orso Blu, nato (forse) dalla schiuma di un'onda, in un mondo in cui tutto è possibile, tranne la noia: nel continente di Zamonia, dove l'intelligenza è una malattia contagiosa e le tempeste di sabbia sono quadrate, dove in ogni situazione idilliaca è in agguato un pericolo, dove abitano tutti quegli esseri solitamente banditi dalla vita d'ogni giorno. E dove il prof. dott. Abdul Noctambulotti può aprire una scatola di sardine con la sola forza del cervello. Un fantasy che fonde immaginazione straripante e ironia demenziale con profondità e raffinatezza di stile.

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Penso che chiunque di noi abbia almeno una serie di libri (o un videogioco, un film, etc...) che, nonostrante non abbia raggiunto particolari vette di successo nel corso degli anni, continua ad amare alla follia. È normale, fa parte delle regole non scritte di questo gioco: siamo tutti diversi, quindi è giusto e doveroso che ci piacciano cose diverse. Ho scoperto questa serie (di cui oggi vi parlerò del primo libro) anni fa e me ne sono innamorato, e ho continuato a seguirla per quasi vent'anni, nonostante una gestione un po' birichina da parte della casa editrice italiana.
Parto subito con una premessa: i vari libri della serie sono slegati tra di loro in termini di trama (salvo un'eccezione), ma condividono l'ambientazione, ovverosia il continente di Zamonia. Nella fantasia dell'autore questo fantomatico sesto continente è la dimora e terra di origine di tutte le creature che comunemente consideriamo fantastiche (come draghi, coboldi, fantasmi, etc...) più varie altre che vengono descritte man mano. Proprio in questa profusione di creature sta uno dei fascini principali di questa serie: nonostante il numero veramente spropositato (credetemi, non ho mai provato a contarle, ma credo si superi il centinaio abbondante), ogni specie viene descritta e caratterizzata in poche righe, ed è davvero facile immaginarsele dal vivo (complici anche gli splendidi disegni che abbelliscono i vari libri).

Parlando nello specifico di questo primo libro, è difficile catalogarlo: si può definire un'opera autobiografica (lo stesso protagonista, Orso Blu, nell'incipit parla di come un orso di mare ha ventisette vite, e che quindi parlerà solo delle prime tredici e mezzo per amore di mistero), ma è anche e soprattutto un romanzo di formazione, che segue la vita del protagonista (pardon, mezza vita) dall'infanzia fino all'età adulta. Ogni capitolo narra quindi di una vita diversa, inteso come diverso momento della crescita o luogo abitativo: se i primi capitoli scorrono quindi via discretamente veloci, è dal capitolo sulla scuola notturna che la storia veramente esplode in tutta la sua grandezza. Non lasciatevi ingannare dal suo aspetto bambinesco: questo è un romanzo che può essere apprezzato anche e soprattutto dagli adulti, che proprio in virtù della maturità acquisita sapranno coglierne aspetti diversi.
Non entro poi nel merito dei personaggi: a parte il protagonista Orso Blu, caratterizzato alla perfezione, ve ne sono talmente tanti che è impossibile focalizzarsi su uno in particolare. Alcuni li amerete, altri li odierete, ma sicuramente tutti lasceranno un qualche segno.

Che altro mi resta da dire se non buona lettura? E arrivederci alla prossima recensione!


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