RECENSIONE La Sirena di Black Conch di Monique Roffey

La Sirena di Black Conch Monique Roffey









Sono secoli che Aycayia nuota nelle acque dei Caraibi, al largo dell’isola immaginaria di Black Conch. Tantissimi anni fa era una donna giovane, la più bella del suo villaggio, che la maledizione delle mogli gelose aveva trasformato in una creatura marina, intrappolandola nel corpo di un pesce. Perché Aycayia non era solo bella, era anche sensuale, sprigionava un’energia erotica che risvegliava inquietudine e faceva paura. Per questo era stata punita. Da qualche tempo, alba dopo alba, il suo corpo di sirena emerge dal mare, attratto dalla melodia intonata da un pescatore solitario. Un giorno, mentre crede di avvicinarsi alla barca che conosce, Aycayia si ritrova preda di uomini senza scrupoli, che la catturano e la trascinano a terra come un trofeo. Sarà David, il pescatore dalla bella voce, a liberarla, e le sue cure e il suo amore la spoglieranno di pinne e squame, rimutandola in donna. Tra i loro due mondi, così infinitamente distanti, comincerà a vibrare un sentimento di fiducia, che diventerà indifeso abbandono, fino all’esplosione della passione, delicata e primitiva insieme. Ma non tutte le trasformazioni sono per sempre e, si sa, la gelosia – come l’amore – può avere la forza di un uragano. Un racconto che si snoda con la purezza delle favole, una fiaba moderna e dolceamara che intreccia con ironia gli ingredienti del mito al pungente realismo del quotidiano.




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Buongiorno lettori, oggi è l’equinozio d’autunno e io ho deciso di parlarvi di un libro che per me ha il sapore dell’estate. E’ un po’ un modo per dare l’addio definitivo all’estate e dare il benvenuto all’autunno che è la mia stagione preferita.

La sirena di Black Conch è stata una lettura che ho amato alla follia; non ricordo nemmeno come sono arrivata a questo libro, forse Amazon me l’ha suggerito o forse l’ho visto da qualche parte, fatto sta che ho amato ogni minuto della lettura.

La sirena di Black Conch si avvale dello stesso stratagemma di Sirene di Laura Pugno; viene usata la figura mitologica della sirena per parlare di femminismo e di diritti delle donne. Non che i libri siano simili, anzi sono completamente diversi ma a modo loro hanno tanti punti in comune.

Infatti, la sirena del titolo si trova a diventare un oggetto nelle mani degli uomini, che pretendono di averne il controllo come se non fosse un essere vivente ma una loro proprietà. La libertà della sirena a non viene messa in discussione, secondo coloro che l’hanno catturata non esiste una libertà, lei gli appartiene.

E anche il motivo per cui Aycayia è diventata una sirena sta nella sua femminilità, nel suo essere una donna libera che vive la sua vita. Non voglio farvi spoiler, perché è davvero interessante il modo in cui viene raccontato, ma il succo è che Aycayia è una donna che vive appieno la sua femminilità e ne paga le conseguenze.

Ho trovato questa lettura veramente straordinaria, un libro che mi rimarrà nel cuore e che amerò rileggere e magari trovare altre sfumature.

Ovviamente ve lo consiglio, penso che sia una lettura interessante anche solo per la tematica femminista inserita all’interno della narrazione in maniera sottile, che porta chi legge a chiedersi se sia giusto o meno quello che è successo a Aycayia, se è giusto o meno che possa accadere a qualsiasi donna.

L’ho trovato davvero profondo.

E voi, avete letto questo romanzo? 

Fatemi sapere la vostra opinione con un commento qui sotto.

Alla prossima recensione.




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