Samhain e Halloween








Anche lo scorso anno in questo periodo ho provato a scrivere un articolo sulla notte di Halloween, ma per le mie poche informazioni e conoscenze e per via di problemi esuli dal blog e dalle ricerche, l'articolo non mi ha soddisfatto in particolar modo.
Quest'anno, ho deciso che l'articolo doveva essere rifatto, ma non l'ho scritto io, ma qualcuno che ha più conoscenza e informazioni di me sull'antica cultura celtica.
Questo articolo dunque è stato scritto da Lara, che ha fatto veramente un lavoro stupendo e io la ringrazio tantissimo.
Spero che questo articolo possa piacere a voi come è piaciuto a me.
In fondo all'articolo ci sono le note da dove Lara ha preso le sue informazioni, titoli di libri che consiglio di leggere a tutti quelli che sono interessati all'argomento.



Samhain






La confusione che regna sovrana quando si parla di Halloween e Samhain mi ha spesso lasciato di stucco. Il web fornisce molte informazioni e apre molte porte ma, purtroppo, non è la fonte a cui poter davvero attingere per rispondere ai dubbi riguardanti queste due festività che si accavallano e si confondono.
Per spiegare le differenze tra Samhain e Halloween bisogna andare indietro nel tempo, molto indietro, fino ad arrivare ai Celti e alla loro società.
La cultura celtica è profondamente diversa dalla nostra occidentale attuale e differisce sotto molti aspetti nel rapporto con ciò che è sacro, o considerato tale.
Per loro il mondo materiale e quello impalpabile erano uniti, sempre presente nella vita in ogni momento. L’Altromomdo era talmente presente e vero per loro, che spesso i debiti si riscuotevano in quell’al di là così vivo e ricco, specchio di questa vita in molti aspetti. In un’ottica simile cominciamo a trovare le prime difficoltà. Per noi occidentali, ormai, la morte è un luogo lontano, oscuro, pieno di cose spaventose. Un posto da temere.
Così non era a quei tempi: la morte era solo un ulteriore avanzamento in un lungo percorso, e chi ci aveva preceduti in quella strada era ancora qua, oltre il velo.
Puntualizzo, inoltre, che il concetto moderno di bene e male non era assolutamente contemplato da quella società che sosteneva la responsabilità personale e che considerava quello che per noi potrebbe essere male come parte del naturale ciclo vitale. Una malattia, una siccità, una carestia non erano una punizione, ma l’alternasi dei cicli. Sapevano che la natura, la madre suprema, cerca di mantenere l’equilibrio. Faccio un esempio semplice di come inquadravano gli eventi: una stagione troppo abbondante crea enormi branchi di cervi, una quantità spropositata di lupi e cacciatori, ma l’ecosistema del bosco non li regge. Quindi arriva la carestia, ossia un ambiente che non può reggere una simile quantità di “abitanti” non può semplicemente nutrirli tutti adeguatamente e, nell’inverno, cervi meno ben nutriti moriranno. I grandi branchi di lupi avranno meno cibo da cacciare e gli individui più deboli saranno decimati. L’equilibrio sarà così ristabilito. Nessuna punizione.
Sapevano che il male era inesistente, che il naturale equilibrio della natura, nel senso più ampio, tendeva a ristabilirsi e vivevano in armonia con esso, studiandolo.
Gli antichi druidi erano rispettati dai filosofi greci, e conosciuti da loro come semnotei, astronomi, studiosi e medici.
I celti dividevano l’anno in due metà: quella estiva e luminosa e quella invernale e oscura.
La metà luminosa e quella oscura sono legate puramente al ciclo solare, questa divisione si incentra sul collegamento del lavoro umano in simbiosi con la natura e i suoi cicli. L’alternanza di questi due cicli, Luminoso e Oscuro, riflettono nell’ambito spirituale ciò che la natura porta a livello fisico: un periodo di crescita ed espansione seguito da un periodo di stasi e contemplazione interiore.
In poche parole, quindi, Samhain era un periodo di raccoglimento, in cui si concentrano le energie a valutare il proprio operato, prendere decisioni che richiedono riflessione,in cui ci si “guarda dentro”.
Samhain deriva dal gaelico antico "Sam Fuin" e significa "fine dell’estate" (nel tempo divenne poi Samhuinn in gaelico e Samhain in inglese antico)
In un periodo così incentrato sull’interiorità sentire meno la divisione con chi non è più qua diventa naturale. Il buio che scende prima, il sole che sorge più tardi, la nebbia, il freddo, tutto porta a chiudersi più o meno metaforicamente in se stessi, a meditare e riflettere. In questo momento di quiete, tutto è in stasi, a riposo, per raccogliere le energie necessarie al passo successivo, cioè la fase estiva: realizzare le decisioni prese.
La divinità che simboleggia questa festività è la dea Morrigan.
L’etimologia del nome è abbastanza discussa, ma la più accreditata è quella di “Grande Regina” (il prefisso mór- sta per "grande, eminente, importante" - riga è regina.)
Come tutte le divinità celtiche è triplice, non la si può definire buona o malvagia, come nessuna delle divinità di quel popolo. In lei albergano i volti della furia guerriera e della morte sul campo di battaglia, della sensualità feroce e violenta. Morrigan è donna sensuale, profetessa e maga, guerriera feroce che porta follia e brama di sangue. È  colei che distrugge il vecchio, il passato, le energie stagnanti per far posto al nuovo, in tutti i suoi aspetti. Questa dea è simbolicamente rappresentata completamente rossa, come la giumenta che cavalca. Il rosso è il colore che indica l’aldilà celta. Il suo simbolo è il corvo, animale in cui si trasforma. Questo animale non solo è sempre presente nei campi di battaglia ma è, come tutti gli uccelli, il collegamento tra cielo e terra, tra i mondi.
La festività originale, quindi, è l’inno alla riflessione, al contatto con chi più saggio di noi è andato oltre il velo, alla risoluzione dei problemi. Il momento del pensiero astratto e dell’introspezione.
Ritengo che sia inutile addentrarsi in troppi dettagli antropologici e storici che però potete recuperare dalla bibliografia.
Passiamo quindi a Halloween, confusa con Samhain.
Il nome di questa festa deriva dalla frase “All Hallows Eve” cioè “notte di tutti gli spiriti”. Con il tempo e l’evoluzione della lingua si è tramutata in Halloween.
Con la cristianizzazione dei pagani la chiesa ha cercato di coprire le feste legate ai cicli naturali con feste create ad arte per portare chi ancora seguiva le antiche credenze ad accettare la nuova religione.
Ad esempio il Natale è stato messo in modo da coprire il solstizio invernale e la collegata Yule pagana. Così come pasqua e ricorrenze di alcuni santi, ma torniamo ad Halloween.
Inizialmente la chiesa festeggiava i santi e i morti il 13 maggio, ma la perseveranza, sopratutto nelle campagne, delle tradizioni dedicate agli spiriti dei defunti la spinse a spostarla l’1 e il 2: attorno alla data in cui solitamente cadeva la festa pagana.
Le tradizioni che accompagnano questa festa sono slittate dal mondo pagano a quello cristiano perdendo la loro radice.
Ad esempio la zucca di Halloween. Anticamente nella notte di Samhain, in cui si credeva gli spiriti dei defunti potessero perdersi nel mondo materiale e vi vagassero a causa della sparizione del velo di quella notte, veniva accesa una candela e posta all’esterno della casa per illuminare il cammino ai morti. Si intagliavano le rape inizialmente, la zucca che oggi si usa è una varietà americana e gli irlandesi emigranti nelle Americhe, portando con loro il bagaglio di usanze e tradizioni, hanno usato quanto di più simile alla lanterna di rapa offriva il luogo: la zucca che oggi tutti conosciamo.
Altra usanza era il banchetto dei defunti. Si preparava la tavola anche per chi non c’era più, e chi non conosce questa usanza tutt’ora seguita in qualche luogo?
Si è in parte evoluta con i dolci tipici di ognissanti, e con il classico e americanissimo “Trick or Treat” cioè dolcetto o scherzetto”. L’offrire, quindi, all’anima vagante, del cibo come offerta per non essere assediati dalla stessa e permetterle di proseguire lungo il suo cammino.
La festa ha perso il suo collegamento con il momento di raccoglimento, è evidente.
L’usanza del travestimento arriva, anch’essa, dagli emigranti irlandesi e dal loro bagaglio di folkloristiche usanze. Credevano che in questa notte alcuni spiriti di defunti malvagi potessero recare loro del male, quindi si travestivano in modo da spaventare gli spiriti o confondersi fra di essi, così da non essere molestati.
Purtroppo oggi, per colpa sia della disinformazione che della tendenza a mescolare cose che hanno ormai poca connessione tra loro, regna sovrana la confusione.
Halloween è la cristianizzazione di Samhain e non è la stessa festa, non ha lo stesso spirito e gli stessi significati simbolici. Halloween è diventata una festa di giochi e scherzi, una scusa per travestirsi e raccontare storie dell’orrore, completamente slegata anche dalle sue iniziali radici cristiane. Viene confusa con la sua antenata Samhain e demonizzata, grazie alla solita disinformazione, che la spaccia per una festa satanica quando di “diavolo” nel suo significato non c’è neppure un accenno.


Di
Lara Nemain



Bibliografia:
-La via Druidica- Silvano Danesi; ed. i DanAes
-I Celti- Jean Merkale; ed. Mondadori
-Il tempo dei Celti- Alexei Kondratiev; ed. Urra
-Il vischio e la quercia- Riccardo Taraglio; ed. L’età dell’Acquario

Commenti

  1. Riuscirò a lasciare un commento? Dannata tecnologia!
    Un articolo veramente ben fatto, realizzato basandosi su fonti reali e non sul sentito dire.
    Complimenti!

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  2. Ciao, ti ringrazio in nome della ragazza che ha scritto il commento, ora glie lo giro.

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