Di notte sotto il ponte di pietra di Leo Perutz



Di notte sotto il ponte di pietra
di Leo Perutz





Praga, fine del 16° secolo. Sulla città regna Rodolfo II, imperatore del Sacro Romano Impero, personalità misteriosa. Vive arroccato nel Castello, circondato da alchimisti, astrologi, pittori, servitori fedeli e imbroglioni di ogni risma. Ama Esther, moglie dell'ebreo Mordechai Meisl, l'uomo che gli presta il denaro per la sfarzosa ed eccentrica vita di corte; ma è un amore che esiste solo nei sogni, perché così ha voluto Rabbi Lo?w, autore di sortilegi, cabbalista, creatore del Golem. Dentro questa Praga magica Perutz intreccia le sue fantastiche invenzioni narrative intorno a un perno che è l'emblematico, inestricabile intreccio dei destini dei due rivali, Rodolfo e Mordechai, il Cristiano e l'Ebreo, entrambi grandi, entrambi perdenti.




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Il libro che ho appena finito di leggere mi è stato regalato per il compleanno; ne avevo sentito parlare tramite una video recensione, non in maniera approfondita, ma quel tanto che bastava da incuriosirmi. Nella recensione in questione si affermava che fosse un classico della letteratura, quando sono arrivata alle note sull’autore si parlava di un autore meno conosciuto ma coetaneo di Kafka. Ecco, io di Leo Perutz non ho mai sentito parlare fino a oggi, ma di una cosa sono sicura: lo preferisco a Kafka. Dicevo, di questo autore non ho mai sentito parlare, sono andata a cercare qualcosa su Internet e Wikipedia cita molte cose su di lui: nato a Praga, morto in un comune austriaco dal nome impronunciabile; nato in una famiglia di origine spagnola di fede ebraica. Sempre Wikipedia afferma fosse uno scrittore e drammaturgo ceco naturalizzato austriaco. Ha avuto una lunga vita e decisamente piena, vi lascio qui il link se qualcuno fosse interessato a sapere qualcosa di più su questo autore.
Io da parte mia l’ho letta, ma quello che ha attirato di più la mia attenzione sono i tantissimi titoli dei romanzi scritti da questo autore. Ora devo informarmi bene su quanti siano stati tradotti in italiano, perché ce ne sono di interessanti, almeno dal titolo. E ho appena scoperto che sul mio reader ho un altro suo libro, comprato tempo fa tramite un’offerta e che poi mi sono completamente dimenticata. Ok, quindi penso che sarà la mia prossima lettura, visto che quella attuale mi è piaciuta moltissimo.
Come ho scritto ho scoperto questo scrittore per caso, tramite una recensione; quello che mi ha attirato del libro sono stati la copertina, un’immagine stupenda di un vicolo e un ponte di notte, e poi il titolo “Di notte sotto il ponte di pietra”. Un titolo che evoca nell’immaginario molte cose: mistero, magia, storie incantate. Un romanzo che riporta il lettore indietro nel tempo, in una Praga antica, dove mercanti, nobili e alchimisti incrociano le loro storie, le loro vite, come in un racconto fantastico dove realtà e leggende si uniscono fra loro creando una storia stupenda, che lascia il lettore senza fiato.


Sto chiacchierando tantissimo e alla fine non sto dicendo molto su questo libro, vaneggio come al solito quando un racconto mi è piaciuto, in particolar modo quando scopro scrittori che prima non conoscevo. Una delle prossime letture ovviamente sarà l’altro che ho di questo stesso autore, ma ora mi metto a recensirlo in maniera decente, giuro.


Come ho accennato sopra questo libro mi ha letteralmente conquistato; lo ha fatto per diversi motivi, prima di tutto lo stile dell’autore. Il suo modo di scrivere è scorrevole, eppure quasi poetico, evocativo. Ti porta indietro nel tempo, in una Praga magica, avvolta dalla magia e da mille segreti. A ogni capitolo si viene catapultati tra queste strade di diversi secoli fa, in un’epoca differente, eppure sembra di muoversi tranquillamente per quelle vie, riuscire a sentire le voci e gli odori di una città che mi è del tutto sconosciuta. Perutz è uno scrittore molto descrittivo almeno in questo suo romanzo, eppure per nulla pesante. Le pagine scorrono veloci una dietro l’altra, e non si può fare a meno di chiedersi cosa accadrà a tutti i suoi stravaganti personaggi.
Già, stravaganti, perché per quanto lo stile sia ottimo e le descrizioni fantastiche, il punto forte di questo libro sono i suoi personaggi, il modo in cui sono caratterizzati e il modo in cui l’autore riesce a farli vedere al lettore. In poche parole, in un unico capitolo si può provare dispiacere per uno, antipatia per un altro, detestare l’imperatore e tutto il suo entourage, insomma sono veri, reali, basterebbe poco affinché attraversino lo spazio e il tempo e prendano vita, uscendo dal libro. Molte sere, leggendo, ho alzato lo sguardo dalle pagine di questo romanzo e ci ho messo alcuni attimi per rendermi conto di essere nella mia stanza e non per i vicoli di Praga a osservare quanto sta accadendo.
Altro punto che mi ha lasciato meravigliata è il modo in cui è strutturato il libro. Leggendolo, guardando la trama, il lettore che si accinge a iniziarlo pensa che leggerà una storia lineare e invece non è proprio così: ogni capitolo sembra un racconto, una novelle a sé stante, eppure tutti i capitoli sono collegati fra loro, ma non vi dirò come, altrimenti che sorpresa è?


Come ho scritto, il libro è incentrato in questi capitoli che sembrano più racconti isolati, ricordi di tempi passati, perché anche a livello temporale l’intero libro fa dei grandi sbalzi avanti e indietro nel tempo a seconda del racconto, eppure a modo suo continua a rimanere lineare e piacevole da leggere. Sempre a modo suo ha un percorso perfetto, come se la trama fosse visibile agli occhi del lettore: le vite dei vari personaggi, parlo di quelli ricorrenti, vengono svelate, come vengono svelati i modi in cui questi si incontrano e al tempo stesso sembra che mai si riconoscano. Ognuno è legato all’altro tramite avvenimenti, monete e ore. Sono legati da coloro che li circondano, ma sembra che non si conoscano mai per quello che sono.


Quello che mi ha sorpreso di più di questo libro è il modo in cui sono descritti i personaggi e gli eventi, o meglio il modo fra l’ironico e il drammatico in cui ogni capitolo affronta una determinata situazione. A inizio libro, dopo tre capitoli ho pensato fra me e me che l’intero libro fosse sotto l’insegna del #Maiunagioia. Ho raccontato i primi tre avvenimenti a mio fratello e mia sorella e siamo delle brutte persone perché ridevamo come matti sulle disavventure di questi poveracci.
Sì, siamo veramente delle pessime persone; eppure è proprio questa la particolarità del libro a mio parere, il descrivere momenti, avvenimenti drammatici, cupi, ma al tempo stesso arrivare a fine capitoli e far sorridere il lettore. Ovviamente ci sono alcune parti molto più drammatiche e uno in particolare, il capitolo che ha dato il titolo al libro che è di una dolcezza disarmante sia per quello che descrive, sia per come è scritto, eppure al tempo stesso parla di due amanti che mai potranno stare assieme, lui perché nobile e cristiano, lei perché ebrea e sposata.


Io consiglio tantissimo questo libro e questo scrittore, mi ha letteralmente incantato e devo ammettere che questa è la seconda vera lettura di qualità di quest’anno. Bella sia per stile che per contenuti, sia per la trame che per la dolcezza in cui l’autore riesce a trasportarti nel tempo in luoghi che io personalmente non ho mai visto. Ora la smetto altrimenti potrei essere ripetitiva e vi dico solamente di leggerlo se ne avete la possibilità, io nel frattempo tenterò di leggere altre opere di questo autore, sperando che siano dello stesso livello e che possano appassionarmi allo stesso modo.






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