Chiacchiere in libertà #5: BDSM, questo sconosciuto






Salve, non vi libererete mai di me, fatevene una ragione.
La scorsa settimana ho scritto un articolo in generale sui cowboy e su come queste povere figure non vengano descritte nel migliore dei modi all’interno dei romanzi. Ahimè non sono stata compresa, non del tutto almeno, ma pazienza.
Quest’oggi voglio parlare di un altro argomento che nei romanzi erotici, sia m/m sia f/m, viene trattato con molta superficialità: il BDSM.

Andiamo con ordine e diamo una piccola spiegazione della sigla in questione:
BD - Bondage e Disciplina
DS - Dominazione e Sottomissione
SM - Sadismo e Masochismo

Ora, con BDSM si intende una serie di queste pratiche relazionali o erotiche che permettono di condividere fantasie basate sul dolore, sul disequilibrio, il potere e l’umiliazione tra due o più partner adulti e consenzienti.
Non voglio addentrarmi a spiegare cosa fanno le persone che praticano BDSM e lungi da me farlo in questo o qualsiasi altro articolo, sarebbe impossibile. È come cercare di spiegare come fanno sesso la maggior parte delle persone, cosa che credo non interessi a nessuno, e io non desidero scriverlo.
Altro piccolo punto che voglio sottolineare prima di continuare con questo articolo, è che non mi sto riferendo a qualche libro in particolare, è un discorso generico che ho riscontrato in diverse letture di genere, ma non in tutte. Ovviamente non tutti i libri che trattano BDSM fanno schifo, ma ce ne sono alcuni in cui il tema è trattato male, falsato dall’immaginazione degli autori che probabilmente non si sono preoccupati di fare delle ricerche più accurate, che questi siano m/m o f/m. Essendo un discorso generico non mi soffermerò a scrivere titoli dei libri, perché magari il tema BDSM è trattato a cavolo, ma altri argomenti sono migliori, pertanto non dirò che è un libro brutto perché uno dei vari argomenti che affronta non è approfondito o curato,  ma voglio solo spiegare perché in molti libri non lo trovo appropriato.

Vorrei innanzitutto iniziare con il dirvi che il BDSM non è praticato da un gruppo di tizi in pelle che si sculacciano fra di loro, con il Dom che impartisce ordini a caso e chiama il suo Sub cucciolino, cagnolino, piccolino e tutto quello che può finire in ino.
No, assolutamente non è quello. La sigla BDSM, come ho accennato sopra, essendo una sigla ha più significati e non è detto che se una coppia è formata da una persona a cui piace infliggere dolore e una che ama subirlo, queste lo devono fare per forza vestiti di pelle. Come non è detto che chi pratica il BDSM pratica tutte le discipline della sigla in questione.
La dominazione e la sottomissione possono essere solo psicologiche, non è detto che il sottomesso debba per forza essere legato o sculacciato. Ogni coppia sa quello che vuole, cosa gli piace e soprattutto i limiti che vuole, ma che soprattutto può raggiungere. Lo stesso vale per il dolore. Ogni sottomesso ha i suoi limiti, ma non tutti provano piacere nel dolore, non in tutte le coppie si pratica il sadismo e il masochismo. Non si può fare di tutto un miscuglio.
Pertanto, quando in un libro leggete di un tizio che dà di matto, impartisce ordini a destra e sinistra e fa scenate di gelosia completamente nonsense e poi premia il compagno con un bacio, una carezza o uno zuccherino, quello non è BDSM, ma più che altro è un incrocio fra i copioni di Amore criminale e un manuale cinofilo per l’educazione dei cani. Ora, lo so che per molti sarà uno shock, un qualcosa che potrebbe sconvolgervi la vita, ma i sottomessi non sono dei cuccioli di cane.
Non sono cuccioli e basta, non sono animali, ma persone con dei gusti differenti, che fuori dalla camera da letto o alla stanza dei giochi tornano a essere persone come tutte le altre.
Lo so, non ve lo aspettavate, volevo essere l’ultima persona a darvi questa notizia sconvolgente, ma non ho potuto farne a meno, i segreti non li so mantenere, sono veramente pessima.
In decine di libri mi ritrovo a leggere di poveri sottomessi che vengono considerati dei cuccioli e non degli esseri umani, che vengono trattati come oggetti e non come degli amanti. A questo punto, se questi Dom machi e dal carattere inflessibile devono trattare i loro compagni come degli oggetti, potrebbero evitare di cercarsi un fidanzato/amante e potrebbero: uno, comprarsi un cane da educare e per compagnia e due, andare a fare shopping in un sexy shop per tutto il resto.

Il rapporto fra due amanti che praticano BDSM non è come quello di tutti gli altri, è molto molto più profondo perché fra loro deve esserci un’estrema fiducia.
Fiducia da parte del sottomesso nel mettersi totalmente nelle mani del suo Dom, fiducia nel Dom e consapevolezza in quello che sta facendo, in quello che può fare e non fare e che punto può raggiungere. Questo perché sia in caso di sottomissione, ma anche di dolore fisico, il Dom deve avere cura del suo compagno, altrimenti potrebbe fargli male, ma anche distruggerlo psicologicamente. Ovviamente non è che vanno a tentativi, Dom e Sub rimangono una coppia, i giochi erotici che fanno servono per il piacere di entrambi, pertanto decidono assieme cosa gli piace fare, cosa desidera uno e cosa desidera l’altro. Non è che un Dom arriva, decide tutto lui e usa il suo compagno come una valvola di sfogo senza preoccuparsi dei suoi desideri e del suo piacere. Non è così che funziona. Rimangono una coppia che trova piacere in pratiche sessuali ed erotiche fuori dagli standard comuni, ma che devono piacere e dare piacere a entrambi. In modi differenti, che forse molti non comprendono, ma tutti e due devono uscirne soddisfatti.
In queste pratiche il sottomesso ha una safeword, una parola di sicurezza che può far fermare quanto sta accadendo, ma dall’altra parte il Dom deve pur sempre avere cura del suo compagno. Pratiche estreme rafforzano un legame e anche l’amore fra due compagni, ma di certo non tutti si fanno sculacciare o dare ordini dal primo che passa.
Altro punto di cui bisogna parlare è il comportamento fra Dom/Sub, sono coppie che praticano BDSM e pertanto fanno delle scene, dei giochi erotici, ma finito il gioco, la scena, tornano a essere una coppia normalissima che si ama. Fuori dal gioco non esiste che il Dom nella vita reale umili il suo compagno, alzi le mani su di lui o faccia scenate di gelosia. Non esiste che un Dom spii e segua il suo compagno, gli urli contro e si comporti ai livelli di uno stalker. Quello non è BDSM, ma follia.
Non esiste che in una coppia, al di fuori della scena, un Dom dia una serie di regole e di ordini, queste descrizioni, queste affermazioni   sono    assurde.
Non dico che un Dom non possa essere geloso o possessivo, ma comportamenti al limite come quelli che ho descritto, sono malsani per chiunque e non devono essere confusi con delle pratiche sessuali che sono tutt’altra cosa.
In molti libri sembra che i sottomessi in questione debbano dimostrare la loro sottomissione al loro Dom anche in pubblico, 24 ore su 24. Non è così, ovviamente ogni coppia è differente e ha dei comportamenti differenti, ma la maggior parte delle persone non sono delle esibizioniste, quando si parla di sesso, da quello vanilla al BDSM a qualsiasi altra cosa, tutti quanti sono molto riservati, non sbandierano in giro i loro gusti, quello che fanno a letto, con chi lo fanno e come.
Mi sembra anche giusto che sia così, personalmente vedo il sesso e il rapporto di coppia un qualcosa di privato, pertanto immagino che per molti sia simile. Quindi lo stesso pensiero è per chi pratica BDSM, lo fanno nel privato della loro casa, in club appositi, ma dubito seriamente che una coppia si spinga oltre i limiti in pubblico, in mezzo alla gente. E non dico che non può farlo per via della mente bigotta delle persone, ma più che altro perché rimangono cose private, intime. Poi ovviamente ci sono sempre le eccezioni, ma non sono queste a confermare la regola.
Altro punto che trovo molto assurdo è che tutti, e dico tutti i sottomessi, vengono descritti come fossero delle amebe prive di volontà, come se non fossero in grado di vivere da soli o potersela cavare da soli. Sono persone che si divertono a sperimentare delle pratiche sessuali fuori dagli schemi comuni, ma non per questo i Dom diventano stalker possessivi e i sottomessi dei cuccioli bisognosi di affetto che non sono in grado nemmeno di scegliersi un vestito od ordinare al ristorante da soli.
In un libro letto qualche giorno fa, non vi dirò il titolo perché non vorrei fare troppi spoiler a chi volesse leggerlo, in un determinato regno vengono addestrati giovani donne e uomini a essere dei sottomessi, degli schiavi per il piacere. In un’affermazione di uno di questi, un ragazzo dice che lui è educato a quello, ad avere bisogno di qualcuno che lo protegga e accudisca, ma al tempo stesso il suo padrone ha l’obbligo e il dovere di trattarlo bene e prendersene cura. Da un punto di vista anche questa frase fa pensare a un padrone con il suo cucciolo, eppure il sottomesso in questione è consapevole di quello che fa, di cosa vuole e soprattutto di come deve essere il suo padrone. Quindi se in un libro si mette questa consapevolezza, si lascia la decisione di scegliere come voler essere trattati ok, ma spacciare tutto come amore e pratiche sessuali estreme no. Non va affatto bene.

Io ho scritto questo articolo per un determinato motivo, molte volte la possessività, la gelosia descritta agli estremi che porta a comportamenti ai limiti del legale, viene spacciata in alcuni libri per BDSM e con questa scusa ho sentito gente affermare, ma alla fine gli ha chiesto scusa e gli ha detto che lo ama/la ama. No, a parer mio sono cose che non devono essere scritte, o meglio, non devono essere confuse con il BDSM.
Come non è BDSM le donne che vengono rapite, picchiate e stuprate e poi sboccia il grande amore con lo stupratore di turno, non sono cose giuste da scrivere.
Io non voglio dire che non possono piacere, non voglio puntare il dito contro le persone a cui libri così piacciono e li recensiscono in maniera positiva, ma al tempo stesso voglio far notare quando alcuni argomenti siano trattati superficialmente. Quanto questi argomenti possono influenzare le persone più sensibili, fargli credere che quello sia amore, quando invece non lo è.
Qualcuno mi ha anche detto che se la storia d’amore è scritta bene tutto il resto non può essere approfondito, ma dal mio punto di vista deve esserlo, perché si torna al punto sopra. I libri, di qualsiasi tipo, insegnano qualcosa, donano qualcosa al lettore e, se determinati argomenti non vengono spiegati bene potrebbero arrivare dei messaggi sbagliati al lettore.
Ora, io mi domando, senza accusare nessuno, nemmeno coloro a cui tali libri sono piaciuti, perché hanno solo recensioni positive quando hanno delle lacune assurde? Quando mandano dei messaggi sbagliati?
A nessuno viene in mente che libri del genere, storia d’amore bellissima a parte, scuse e promesse con tanto di giuramento di amore eterno, sono sbagliati? Sbagliati per i messaggi che trasmettono, perché non parlano di un amore malato che poi viene curato, ma descrivono un amore malato come fosse una cosa giusta e spacciandolo per altro.





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