Spark of Fire di F.N Fiorescato


Trama:


Travis O'Brian è da poco diventato detective in uno dei distretti di New York. La sua è un’esistenza piuttosto semplice: gli piace il lavoro, ama fare sesso e la sua passione più grande è l’universo di Star Wars. Vive d'istinti, di passioni e convive ogni giorno con un oscuro passato che tenta a tutti i costi di sotterrare sotto strati di finta superficialità e battute lascive. Nulla pare poter minare la sua vita, ma un giorno un personaggio inaspettato fa capolino nell’ufficio del capitano della stazione di polizia in cui lavora.


Jace Campbell è un giovane restauratore che si diverte a servire cocktail e a rimorchiare ragazzi. Prima di partire per un viaggio in Italia si ritrova a fare i conti con una realtà che fino a quel momento aveva ignorato e che lo porta a denunciare il suo ex ragazzo. Mai avrebbe pensato che, tra tutti i poliziotti di New York, si sarebbe imbattuto proprio in Travis, il migliore amico di suo fratello Jared. Lo sbirro è un perfetto idiota che lo chiama con il nome di battesimo (nome che lui stesso ha ripudiato) e lo costringe a una convivenza forzata per tenerlo al sicuro.


Un viaggio in Texas, la terra in cui è nato Travis – detto Elvis -, li costringerà a far riemergere vecchi spettri dal passato e a togliersi tutti gli strati di protezione che continuano a indossare per ragioni completamente diverse. Tra di loro è nata una scintilla, ma basterà a far bruciare il fuoco per sempre?


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Novembre è pieno di recensioni, proprio come il mese appena terminato; come potete notare abbiamo iniziato benissimo, con tante letture e con altrettante recensioni, ma non solo. A giorni ci sarà l’inizio di una specie di blog tour, ma è una sorpresa il libro di cui parleremo, o meglio i libri. Rimanete sintonizzati su questi lidi e scoprirete tutto <3
Tornando alla recensione in questione, anche il libro di cui vi parlerò oggi fa parte di una serie; io ho già recensito i precedenti e potete trovare le due recensioni qui: Catch the Fire e Foolish Fire.
Il terzo libro di questa serie si intitola Spark of Fire ed ero curiosissima di leggerlo. Avevo trovato un netto miglioramento sia di stile che di trama nel secondo e quindi avevo grandi aspettative per quello nuovo, soprattutto dopo aver letto le pagine del primo capitolo alla fine del secondo romanzo. Già, veramente tante aspettative, che però non ho riscontrato nella lettura.
La domanda solita è: il libro mi è piaciuto? La risposta è Nì. Perché Nì? Semplicemente perché, per quanto a livello di scrittura abbia trovato ancora dei miglioramenti delle due autrici e abbia trovato i personaggi interessanti, la trama è un po’ piatta. O meglio, dal primo capitolo si creano delle aspettative; quando vedi che Jace, uno dei protagonisti, fugge da un ragazzo che lo ha picchiato, che lo voleva sfruttare per portare della droga fuori dal paese e quindi, quasi per miracolo, riesce a salvarsi e correre in una stazione di polizia, ti immagini un libro movimentato, aspettative che aumentano nel momento in cui a Jace viene detto che il suo attuale amico di letto/compagno fa parte di una nota banda che traffica in droga e quindi è un tipo pericoloso. Mi aspettavo, non so, un periodo sotto protezione testimoni, qualcuno che andasse a cercare questo ragazzo per fargli del male. Ovviamente non è accaduto nulla di tutto ciò, ma hanno usato una centrale di polizia e la fuga di Jace come escamotage per farlo incontrare con l’altro protagonista della storia, ovvero Travis. Come se fosse difficile farli incontrare, contando che il secondo, Travis, è il migliore amico del fratello di Jace e, anche se non sempre, ma occasionalmente, frequenta il locale dove lavora Jace, quindi di modi per vedersi ce ne sono, anche se i due sembrano odiarsi.
Altro punto che è rimasto tanto in ombra, e che non ho compreso, è il motivo per il quale Jace odii così tanto Travis, soprattutto perché all’interno del libro le autrici scrivono che fino a che era un ragazzino (hanno sette anni di differenza) giocava con lui, lo trovava divertente per il carattere giocoso e da ragazzino di Travis, poi improvvisamente, giunta l’adolescenza, ecco che Jace inizia a ignorare e a detestare l’altro. Perché?
Capisco che gli adolescenti siano insopportabili delle volte e anche un po’ folli, cambiano idea ogni due minuti, ma da qui a odiare una persona senza motivo mi pare assurdo; deve pur esserci stato qualcosa che ha portato Jace a detestare Travis, tanto da odiarlo e portarli a battibeccare in continuazione.
Ma andiamo con ordine; anche se alcuni punti non mi hanno convinto del tutto, non è solo questo il problema che ho riscontrato, o meglio che non mi ha convinto, perché sono sempre del parere che ognuno interpreta in maniera differente una lettura. Il secondo romanzo l’ho trovato decisamente più completo, con le giuste dosi di angst e dramma, con dei bei personaggi di cui man mano scopriamo qualcosa in più in ogni capitolo. Al contrario, Spark of fire ha delle buone basi, ma di tanto in tanto si perde.
Travis ha un passato tragico; anche qui lo scopriamo lentamente, tramite alcuni incubi, ma senza che lui lo riveli del tutto. Preferisce mentire piuttosto che parlare delle cose che lo fanno soffrire; a livello di caratterizzazione, questo punto va anche bene, lo caratterizza, lo rende particolare, ma il sapere e non sapere a un certo punto diventa pesante: bisogna svelare le cose con calma e non arrivare alle ultime venti pagine per far scoprire tutto. Tutto il passato di Travis, quanto è accaduto, ma anche qui, anche se sono momenti tragici quanto gli è accaduto sembra che sia obbligato a rivelarlo. Obbligato per far nascere un legame e una sorta di fiducia tra lui e Julian (nome di battesimo di Jace).
Per quanto riguarda Julian, lui è decisamente più nebuloso; se Travis ha un passato doloroso e anche se in modo discontinuo e con tante frottole di mezzo lo rivela, quello del ragazzo è più confuso, pensa, afferma mille volte che nessuno lo conosce, che la sua è una maschera, che Travis non sa niente di lui e che il suo passato è doloroso. Che si comporta con gli altri come loro immaginano e pensano che sia; eppure sono convinta che se le persone si fanno un’idea di te, che sei delicato o che ti sbeffeggiano, non devi adeguarti a quello che pensano loro. Cosa che fa Julian: tutti pensano che sia una sorta di fatina, il perfetto stereotipo del ragazzo gay effeminato e lui è quello che fa vedere. Ma non ce n'è motivo, non vedo quale sia il problema di quello che pensano e dicono gli altri. Forse sono io che la vedo a questo modo, ma sinceramente, se le persone che ho intorno, che non fanno parte della mia cerchia di amici, si fanno un’opinione sull’apparenza, la cosa non mi tocca minimamente. Con gli amici invece si mostra il vero io, con le persone a cui si tiene, pertanto ho come l’impressione che la maggior parte dei problemi di Julian se li sia creati da solo, o meglio dietro le prese in giro delle persone ha preferito assecondarle, quando avrebbe potuto tranquillamente ignorarle.
Quando era più giovane, la scuola sicuramente deve essere stata difficile per lui; fa alcuni accenni e lo stesso vale con il rapporto con sua madre, eppure questi avvenimenti, questo passato, se pur non felice, non viene descritto in modo che possa rendere il passato di Julian così doloroso. Ecco, fossi stata nelle autrici avrei descritto in maniera meno confusionaria questo suo passato, o meglio anche centellinandolo nell’intero libro, ma che man mano spieghi come mai Julian ha quel carattere così scontroso. Ribadisco poi, per detestare Travis deve esserci un motivo, non ti alzi la mattina e da un giorno all’altro una persona con cui giocavi all’improvviso ti diventa odiosa, a meno che non sia accaduto qualcosa, solo che ogni libro è incentrato su una coppia, pertanto se non lo abbiamo scoperto in questo, dubito che lo scopriremo nel prossimo.


Passiamo alla trama; sorvolando l’idea iniziale che mi ero fatta, di una storia con un po’ più di azione, movimentata, con delle incursioni dove si attentava alla vita di Julian proprio perché aveva le prove che il suo ex era un trafficante di droga, il libro è un romance puro. Una storia d’amore.
Nulla da dire, da questo punto di vista; anche se non troppo originale, si legge bene. Peccato che, veramente, oltre ai battibecchi dei due e a qualche incubo e al passato di Travis, non accade nulla: i due si conoscono, litigano, sono attratti, finiscono a fare sesso, prima con un terzo tipo di mezzo e poi fra loro e alla fine si innamorano.
Il loro rapporto è decisamente movimentato, ma perché entrambi, per un motivo o per l’altro, sono capricciosi e poco inclini a fidarsi degli altri, tanto da non volersi innamorare né tanto meno avere una storia seria con qualcuno. Eppure anche il loro rapportarsi è qualcosa di già visto e di già letto, non c’è nulla di originale o particolare ed è veramente un peccato.
Credo che la parte più interessante dell’intero libro e anche del rapporto tra Travis e Julian sia verso il finale, quando compare il gemello di Travis, e qui l’uomo deve smettere di mentire sia sul passato che a se stesso, perché ha paura di perdere Julian. La gelosia mi piace tantissimo nei personaggi, e Travis perde del tutto la ragione, vede cose che non ci sono e al tempo stesso si sminuisce, domandandosi come mai Julian l'ha sempre odiato, mentre sin da subito ha provato una simpatia per suo fratello.
La gelosia gli fa veramente perdere il controllo, con il rischio di farlo allontanare definitivamente da Julian, fino a quando non si rende conto di quanto l’altro gli manchi; è sempre convinto che il ragazzo preferisca Trevor a lui, e tramite queste incomprensioni ci si avvia verso il finale del romanzo.


Come ho detto la parte più movimentata del romanzo è questa, per il resto l’intero libro, anche se ben scritto, è un lungo tira e molla fra i due personaggi, che sembrano dover sopravvivere a qualche settimana di convivenza, fino a quando l’ex di Julian non verrà arrestato.


L’idea della storia non è affatto male, anche la struttura mi è piaciuta; le due autrici hanno questa particolarità di inserire dei flashback, dei ricordi del passato dei loro personaggi, eppure in questo caso i ricordi sono pochi, incentrati soprattutto su Travis, e l’intera storia, anche se dovrebbe essere venata di angst e tocchi drammatici, non arriva del tutto al lettore. C’è qualcosa che non va, che non lega bene l’intera trama, in oltre quattrocento pagine di libro (così segna il mio reader) non ho trovato nulla che mi lasciasse a bocca aperta o che mi facesse pensare: "Cavolo! Questa non me l’aspettavo proprio!" Anche le parti che dovevano colpire per la loro drammaticità mi hanno coinvolto poco, forse per via del modo in cui Travis ha cercato di raccontarle, di glissare come se non fosse nulla, forse per via del fatto che sono argomenti letti e riletti.
L’idea della storia, sorvolato l’inizio che fa pensare a tutt’altro, non è male, eppure, come ho detto, penso che alcuni punti siano troppo ripetitivi, soprattutto le discussioni fra i due e i pensieri di Julian sul suo passato; in alcuni momenti discutono per le stesse cose e non ce n'è motivo. Non c’è motivo, visto che non viene spiegato questo odio e questo essere distaccati. Non dico che debbano essere amici, c’è la differenza di età, il fatto che Travis sia il miglior amico del fratello di Julian, ma allo stesso tempo non è uno sconosciuto, ha frequentato la casa e Julian stesso, si conoscono, quindi il motivo per questo distacco deve essere spiegato, altrimenti la base su cui è incentrato il libro non esiste. Sono solo due matti che si detestano a pelle?
Credo che il libro debba essere rivisto in alcune sue parti, sfoltito di alcuni argomenti che sono ripetitivi e dovrebbero esserne aggiunti altri che lo renderebbero più completo. Sono del parere che il lettore ami sognare, che non si può spiegare tutto, ma per determinate cose c’è l’obbligo.
Comprendo che a molte persone vada bene perché c’è del sesso, una storia d’amore e un lieto fine, ma solo quei punti non bastano per rendere un romanzo un buon romanzo e, soprattutto, non bastano per renderlo completo.
Come ho detto, i personaggi hanno delle buone basi, una buona parte di caratterizzazione, eppure, soprattutto per Julian, ci sono dei vuoti, bisogna dare spiegazioni più complete e delle motivazioni per il suo carattere e suo suo atteggiamento.
Bisognerebbe anche spiegare tutto l’astio che Travis prova per sua madre, quelle battute taglienti, l’odio che riversa su di lei. Afferma che la donna sia omofoba, poi dà un’altra spiegazione e infine lei afferma che il poliziotto non è un mestiere adatto per un uomo gay. Anche qui bisogna dare delle motivazioni a queste affermazioni. Poi, a un tratto, la stessa donna se ne esce che lei non è omofoba e che non è vero che non approva suo figlio. Altro punto, perché non approva Travis, quando anche Trevor (il fratello gemello) è omosessuale?
Perché fare il poliziotto ed essere gay non va bene, ma sembra che essere nei Navy Seals ed essere gay non crei problemi; non ci sono riferimenti sulla disapprovazione verso l’altro figlio.
Probabilmente alcune cose su Trevor verranno alla luce nel quarto libro della serie, ma allo stesso tempo credo se, non approva uno dei figli per via del lavoro e la sua sessualità, non dovrebbe approvare nemmeno l’altro e quindi nei discorsi di Travis dovrebbe parlare al plurale, altrimenti messa così sembra che tutti odino lui e approvino il gemello.


Come ho detto, l’idea del libro, la sua trama e anche il modo in cui è strutturato sono interessanti, se fosse stato più approfondito, e in alcuni casi meno ripetitivo, anche la storia e il background dei due protagonisti; peccato che invece le autrici si siano soffermate molto, forse troppo, sulla storia che lega i due protagonisti, quando è proprio il loro passato ad averli resi così e pertanto, se non avessero avuto quel carattere, non ci sarebbe stato questo strano rapporto fra di loro, formato da attrazione, odio e, infine, amore.

Veramente un peccato perché aveva delle buone basi.




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