Anime baltiche di Jan Brokken


Mark Rothko, Hannah Arendt, Romain Gary, Gidon Kremer. C’è un legame sotterraneo tra alcuni grandi nomi della cultura mondiale: i paesi baltici dove sono nati e la cui anima li ha accompagnati nella fuga oltre confine. È sulle tracce di quest’anima che Jan Brokken attraversa Lettonia, Lituania ed Estonia ricostruendo le vite straordinarie di personaggi celebri e persone comuni, per riscoprire la vitalità di una terra da sempre invasa e contesa, dove la violenza della Storia è stata combattuta con l’arte, la poesia e la musica.


Buongiorno, lettori. Oggi vi parlo di un libro che ha iniziato ad intrigarmi soltanto dal titolo, senza contare che amo in modo viscerale la casa editrice Iperborea, che sforna sempre titoli meravigliosi (la mia collezione di fiabe nordiche lo conferma).
Anime Baltiche ripercorre i passi di persone realmente esistite, che in qualche modo sono diventati un simbolo per il loro paese.
L’autore ci prende per mano e pian piano ci accompagna a conoscere le loro storie, le loro vite, le loro sofferenze.
Per me, questo viaggio è stato un’altalena di emozioni, e non mi vergogno a dire di essermi commossa più di una volta.
I paesi di cui l’autore fa riferimento sono Estonia, Lettonia e Lituania, e devo confessare la mia enorme ignoranza in merito. Non conoscevo molti dei personaggi di cui il libro parla, ma è stato bello scoprirli pian piano attraverso gli occhi dell’autore.
Per certi versi è stato ancora più emozionante.
Le storie vengono raccontate con una tranquillità disarmante, che amplifica le emozioni provate dal lettore.
Quella che mi ha colpito particolarmente è la storia di Loreta Asanavičiūtė, che non vi racconterò per non rovinarvi la sorpresa.
Quello che posso dirvi invece è che questa storia mi si è letteralmente stampata in testa, non solo perché vera, ma perché in qualche modo rappresenta la voglia che hanno i giovani come me di combattere per ottenere ciò che è giusto.
Non sempre lo facciamo mossi da spirito di sacrificio, e spesso vorremmo solamente accontentarci e vivere serenamente. Ma c’è sempre l’elemento che fa scattare qualcosa nella nostra testa, che ci costringe a volere di più e a lottare per ottenerlo.
L’autore è stato bravissimo a trasmettere queste sensazioni, semplicemente raccontando la vita di Loreta. Ma è lo stesso per tutte le altre storie che fanno parte di questo libro, nessuna esclusa.
Ve lo consiglio?
Sicuramente, soprattutto alle soglie del Natale. Questo libro mi fa pensare ai climi freddi in cui sono ambientate le sue storie, per cui lo associo un po’ all’inverno e al Natale. Ma è anche la riflessione che porta a far compiere al lettore che lo rende un perfetto regalo natalizio, perché Anime Baltiche non è solo intrattenimento ma soprattutto riflessione e riscoperta di un’identità “nazionale” (passatemi il termine), veicolata attraverso le storie di personaggi che hanno fatto la differenza.
Se voi avete letto Anime Baltiche, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate con un commentino qui sotto.

Buona lettura e ci vediamo alla prossima recensione.




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