Re di quadri (Four King Security #4) di Charlie Cochet (Anteprima)


Trama:
Ward “King” Kingston prende sul serio il ruolo di paladino, forgiato dal fuoco e dalla tragedia. Quando gli viene chiesto di proteggere il figlio del suo amico generale a quattro stelle, King viene trascinato di nuovo nel mondo delle operazioni segrete governative, con un incarico che riporta a galla ricordi dolorosi del suo passato. Non appena conosce Leo, in mezzo al caos dell’isolamento di un sito segreto, gli è chiaro di non aver mai affrontato una sfida come quella, una che metterà alla prova il suo granitico senso del controllo.
Leopold de Loughrey è un genio incompreso. La sua ansia e le sue insicurezze vanno su di giri quando viene reclutato forzatamente per lavorare a un progetto top-secret. Terrorizzato da cosa significhi il suo ruolo di “risorsa inestimabile”, il suo stress lo porta a scappare, a discutere e a eccedere in scoppi d’ira che minacciano il progetto e il suo futuro. L’arrivo di King è come quiete in mezzo alla tempesta, per lui e i suoi frenetici pensieri.
King e Leo non potrebbero essere più diversi, eppure, mentre si fanno strada tra i pericoli di un’operazione segreta gestita da più agenzie e affrontano minacce sconosciute, potrebbero essere proprio le loro differenze a salvarli. Nessuno dei due pensa che ci sia ad attenderli un lieto fine, ma potrebbero essere smentiti dai loro cuori… se riusciranno a sopravvivere a un tradimento letale.

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Buongiorno, Piume, eccomi qui con una nuova recensione.
Come sapete tra le autrici MM ho una passione per alcune e Charlie Cochet fa parte di quelle che io amo tantissimo.
Come ho detto, la serie Thirds e i suoi personaggi sono imbattibili, ma la serie Four King Security è stata una lettura piacevole, qualcosa di leggero da leggere alla fine di una giornata pesante.
Tra i quattro romanzi della serie il primo e questo sono stati i miei preferiti, il terzo romanzo forse è stato un pochino una delusione. Avevo tante aspettative, però il personaggio preferito fino a questo momento è stato Ace: è un personaggio divertente, spassosissimo, King invece è quello più complesso, ed anche quello che durante gli altri tre libri è venuto fuori meno, pertanto leggere di lui è stata tutta una sorpresa.
King nei libri precedenti è il personaggio serio, quello che fa da fratello maggiore, da padre, da balia a tutti gli altri, che li tiene sotto controllo, li sgrida e rimprovera, ma soprattutto tiene a freno le loro follie. Lui è l’uomo che nel momento in cui sono tornati dall’ultima missione, anche se ferito e sofferente come loro, li è andati a prendere, li ha presi sotto la sua ala protettiva riportandoli a galla, e anche se il passato è ancora doloroso, gli eventi e le perdite premono ogni giorno sulla mente di tutti loro, da bravo comandante King, anche se ferito come gli altri, ha aiutato la sua squadra, i suoi fratelli, i suoi migliori amici.
Le ferite riportate in guerra, il senso di responsabilità verso i suoi fratelli, quell’innato istinto per il comando, ma anche per proteggere la sua famiglia, ha spinto l’uomo a proteggere gli altri, ma pian piano sembra aver perso se stesso, la voglia di vivere, la gioia. Ha perso il sorriso, rendendolo un uomo protettivo, dolce verso la sua famiglia, ma anche solo. Troppo solo.
Una solitudine che lo spingeva ad avere poche storie, verso uomini simili a lui, ma non adatti. Tutto questo fino a quando il passato, il governo che li ha usati e poi abbandonati a un certo punto non bussa di nuovo alla sua porta.
Non può dire di no King, non a un vecchio amico, e così eccolo di nuovo immerso tra segreti governativi, cercando di proteggere un ragazzo che ha sedici anni meno di lui, diametralmente opposto, eppure con le sue stranezze, la sua dolcezza, anche quel senso di protezione che suscita in lui: Leo si dimostra essere la sua anima gemella.
E mentre le settimane trascorrono, con il governo che spinge il giovane Leo a finire il compito per cui è stato assoldato, i due si avvicinano, imparano a conoscersi e s’innamorano.

Ho apprezzato che, pur essendo un romance, come negli altri romanzi c’è la giusta dose di azione, di mistero e di investigazione, come ho apprezzato la presenza di tutti gli altri componenti dei King all’interno del romanzo, che pur non essendo protagonisti, non svaniscono, ma continuano ad avere la loro caratterizzazione e un ruolo importante all’interno della storia.

Consiglio la lettura del libro, come di tutta la serie, perché, anche se sono libri leggeri, affrontano argomenti importanti, ma soprattutto danno un senso di amicizia e di famiglia impressionante. Mostrano che una famiglia può essere composta anche da persone che non hanno un legame di sangue.
Cinque piume.




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