Review Party: È la vita che gioca di Giacomo Assennato



Trama:
Martino non ha tempi morti, le cose gli accadono sempre di corsa e le coincidenze sono all'ordine del giorno per lui. La sua vita cambia improvvisamente dall'oggi al domani, quando si trova proiettato in una realtà sconosciuta e lontana, che non gli appartiene.
È l'inizio di un'avventura, una trasferta per lavoro, nella lontana Boston, che accetta malvolentieri e alla quale cerca di abituarsi facendo del suo meglio. L'America lo affascina e contemporaneamente gli mostra un aspetto che stride con la sua sensibilità e non può che turbarlo.
A Boston incontrerà nuove amicizie, ma anche contrasti; il coinvolgimento in un avvenimento devastante lo catapulterà nel caos. È proprio questa circostanza che si trasformerà in un appuntamento col destino e con la nuova vita che lo aspetta.

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Eccomi, Piume, con una nuova recensione. In questa tappa del Review Party organizzato da Simis de Il Mondo di SimiS e dedicato al nuovo libro di Giacomo Assennato È la vita che gioca, vi parlerò proprio del nuovo libro di questo bravissimo autore.
Un libro che ho atteso con impazienza, dopo aver letto Stellato il cielo com’è, perché per quanto la storia di Federico e Filippo sia stata meravigliosa, struggente e mi ha fatto versare tante lacrime, ho sempre pensato che anche Martino avesse bisogno della sua storia, del suo racconto e del suo finale.
Gli ultimi libri di Giacomo Assennato li ho letti tutti e, per quanto fossero storie differenti, storie romantiche e struggenti, con quel tocco di angst, avevano un che di poetico, il suo stile lo ha. Poesie trasformate in romanzi, storie in cui i personaggi, pur andando avanti, cercando la loro strada, erano aggrappati al passato. Questo libro, proprio come ha affermato l’autore stesso, è invece differente. Lo stile è impeccabile come sempre, dolce, malinconico in alcuni momenti, eppure allo stesso tempo non c’è quel tocco poetico che accompagnava gli altri. Non è una critica, è solo quanto ho percepito leggendolo, ma forse proprio perché il protagonista stesso, la voce narrante di questa storia, è differente dagli altri.
La vita di Martino non è mai stata perfetta; anche lui ha un passato difficile, eppure allo stesso tempo la storia dedicata a lui non ha quel tocco di malinconia, di dolore che contraddistingue gli altri lavori dell’autore. Il libro in questione rappresenta alla perfezione il suo protagonista, qualcuno che affronta la vita, che si lascia alle spalle i pensieri negativi, i momenti andati. Il passato di Martino non è stato affatto semplice, eppure lui lo ha affrontato in maniera differente, ha un carattere frizzante, allegro. Un carattere forte, che non accetta i soprusi e le ingiustizie, e soprattutto non riesce a tenere a freno la lingua.
Martino mi fa pensare a una fiamma allegra, che brucia in continuazione, un fuoco con una luce potente che attira le persone intorno a sé. Una persona buona, che odia le ingiustizie, un uomo bellissimo che fino a un determinato momento ha vissuto muovendosi a tutta velocità, divertendosi, fino a quando non si è reso conto di desiderare la stessa cosa che ha il suo migliore amico, ovvero un porto sicuro. Un luogo accogliente da chiamare casa, insieme a un compagno. E sicuramente non immagina che quello che desidera è oltre oceano, lontano dalla sua città, dal mondo che conosce.
È la vita che gioca è sì, la storia di Martino, eppure affronta un argomento decisamente importante, una cosa che mi ha sempre fatto riflettere molto, ovvero la sanità negli USA. In America il sistema sanitario è a pagamento, e si viene curati in base al tipo di assicurazione che si ha. Peccato che molte persone non si possano permettere un’assicurazione sanitaria, e così non vengono curate, ma lasciate ad aspettare nelle sale di attesa perché poveri, o di etnia diversa. Come se non riuscire ad arrivare a pagare per potersi curare sia colpa loro, come se non volessero lavorare e fossero dei perdigiorno.
Sapevo che in USA la sanità era così, mi sono sempre chiesta come si potesse rifiutare la cura a qualcuno che sta male solo perché non ha soldi, soprattutto quando nel nostro paese, con tutti i suoi problemi, in ospedale non hanno mai negato le cure a nessuno.
Leggere un romanzo che parla di questo, in un periodo difficile per tutti noi, mi ha colpito tantissimo, mi ha fatto riflettere.
Mi ha fatto pensare più volte che fare il medico o l’infermiere deve essere una sorta di vocazione, proprio come per Martino, qualcuno che desidera aiutare gli altri senza pensare a quanto può guadagnarci.
Comprendo che le strutture devono essere finanziate in qualche modo, eppure non riuscirei mai a mettere in strada un malato solo perché non ha un’assicurazione o un libretto degli assegni.


Come ho detto è un romanzo che fa riflettere su alcuni argomenti, eppure è anche una storia romantica, una storia molto differente dalle altre dello stesso autore, almeno per quanto riguarda quello che ho percepito io. Tutto quello che avviene accade decisamente più in fretta: la partenza di Martino, gli avvenimenti, è un susseguirsi di eventi decisamente veloce, un salto da un punto all’altro, eppure non mi è dispiaciuto. Tutt’altro, lo stile e le descrizioni usate dall’autore sono splendide, trascinano il lettore nel suo romanzo, attraverso l’oceano, a Boston, una città dalle tinte europee, eppure che non lo è affatto. In quell’ospedale che sembra essere un salto nel futuro, almeno per quanto riguarda l’aspetto, ma che segna e far star male Martino per il comportamento dei medici e degli infermieri.
Quelle parti mi hanno straziato, sono stata male, perché, per quanto le stessi leggendo in un romanzo, so che è vero, che non sono solo fantasie, ma avvenimenti che accadono quotidianamente in quel paese che si decanta il più grande e illuminato del mondo.
Eppure il romanzo non è solo argomenti importanti e complessi, è anche pieno di dolcezza, di quell’incontro che è un colpo di fulmine, che sarebbe potuto anche essere anche la fine di ogni cosa.
Un romanzo complesso, stupendo, pieno di dolcezza, pieno di quello che è Martino, con il suo carattere frizzante, senza filtri, dolce.
Un libro che consiglio a tutti coloro che cercano una storia differente, che conoscono lo stile dell’autore, ma anche a coloro che si vogliono avvicinare agli MM. Perché è un romanzo meraviglioso e che ho amato sin dalle prime righe, da quella lettera che dice tutto, che esprime quanto possa essere importante l’amicizia, anche se si è lontani e a separarti dalle persone importanti c’è un oceano.
Quattro piume e mezzo.






Commenti

  1. finalmente anche Martino ha un romanzo tutto suo!

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  2. Grazie. Una recensione fantastica! Martino non poteva muoversi serenamente in quel sistema sanitario, col suo carattere e la sua insofferenza alle ingiustizie. Mi piace tanto. Grazie davvero.

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    1. Grazie a te, per lo splendido libro.
      Anche se le descrizioni del sistema sanitario americano mi fanno sempre star male e arrabbiare.

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  3. Erika cara, la tua è una recensione profonda e bellissima. Hai espresso perfettamente il tuo pensiero e quello di Martino. Grazie anche per accompagnarmi sempre nelle mie avventure <3

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    1. Grazie, sono felice che la recensione ti sia piaciuta. E soprattutto grazie perché adoro le tue iniziative.

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  4. Bellissime parole, concordo con te

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  5. Recensione accurata e sposa in pieno ciò che ho percepito anche io leggendolo 😊

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