RECENSIONE Altre voci, altre stanze di Truman Capote

Altre voci, altre stanze



Il protagonista è il tredicenne Joel Harrison Knox, che da New Orleans arriva in campagna, a Skully's Landing, un tempo casa padronale ora decaduta, dove vive suo padre. In questo ambiente isolato e bizzarro, animato da presenze grottesche, popolato da personaggi eccentrici, l'adolescente Joel incontrerà i suoi demoni, e potrà misurare la sua solitudine e la sua sete d'amore.



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Buongiorno, lettori; a volte scrivere recensioni non è facile. Per me ci sono opere che sono talmente grandiose e profonde (in maniera del tutto soggettiva) che mi sento quasi inadatta a trasmettere in parole questa grandiosità.

Mi sta capitando con questo romanzo. Questa estate ho approfondito la letteratura americana, dopo averla resa oggetto di challenge l’anno scorso. Uno degli autori che ho imparato da amare dopo soltanto un romanzo è Truman Capote. Altre voci, altre stanze però è diversissimo da Colazione da Tiffany e forse è un romanzo che incarna di più ciò che amo della letteratura americana.

Un’America rurale popolata da personaggi strani, inquietanti e malinconici. In questo romanzo, uno dei temi fondamentali è il tema della solitudine, una solitudine che non è soltanto fisica ma anche mentale, che non dipende da quante persone siano con il protagonista, visto che è un sentimento radicato dentro di sé.

Io ho visto anche la tematica delle radici, o della mancanza di esse. Joel perde la madre e va a stare da un padre che non conosce, di cui non sa nulla perché non si è mai interessato a lui, sparendo dalla sua vita. Tutte le vicissitudini che vivrà Joel partono da questo punto.

Altre voci, altre stanze è un romanzo profondo e intenso, a volte intimo, e sembra scavare nell’animo del protagonista come nell’animo del lettore, che lo fa suo e interiorizza.

La sua bellezza malinconica e triste rappresenta chiaramente un lato della popolazione americana che sogna il grande riscatto ma che inevitabilmente rimane ancorato alla propria posizione senza poter mai raggiungere i propri sogni, senza mai poter cambiare la natura del proprio status.

Accade per molti romanzi, ma in particolare per questo trovo che sia impossibile raccontarne la storia perché sminuirebbe il forte potere emotivo ed evocativo che ha la sua lettura in prima persona. 

Ve lo consiglio? Sì, assolutamente. Trovo che Capote sia un grande genio nel delineare i personaggi e nello scavare a fondo l’animo umano, raccontando storie per niente fini a se stesse ma che hanno il compito di illustrare e mostrare uno spaccato della società in cui ha vissuto.

Non credo sia possibile dare un voto a qualcosa che ci ha colpito tanto profondamente, ma se proprio devo sicuramente sarà il massimo.

Adesso mi cimenterò nella lettura di L’arpa d’erba, che mi è stato consigliato e sono molto emozionata perché ho capito che Capote è in grado di scatenare delle emozioni che altri autori non riescono a fare.

Ve ne parlerò presto in un’altra recensione.


5 Piume



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