Heartstopper - Serie tv (Netflix)

 

Heartstopper



Buongiorno a tutti.

Era da un po’ di tempo che sul blog mancavano le recensioni a serie tv, visto che ci siamo concentratə solo sui libri e fumetti. Oggi tuttavia sentivo il bisogno di parlarvi di Heartstopper, un po’ perché siamo ufficialmente entrati nel Pride Month e un po’ perché questa serie tv ha generato in me un vero e proprio tumulto emotivo e necessito di esternare i miei sentimenti a riguardo.

Heartstopper è una storia semplice, un coming of age a tematica LGBTQ+ in cui i protagonisti principali sono due ragazzi che si innamorano, ma hanno intorno un gran numero di amici, insegnanti, famiglie che arricchiscono il panorama della rappresentanza.

Non voglio entrare troppo nel dettaglio per quanto riguarda la trama, perché Heartstopper per me è stata un’esperienza entusiasmante anche grazie al fatto che non sapessi nulla della storia. Tutto ciò che posso dire è che è un’esperienza gioiosa e colorata e che tutti dovrebbero guardarla. Tra l’altro, la serie è adatta veramente a tutti, dai giovanissimi (11-12 anni) agli adulti.

Non soltanto mi è piaciuta dal punto di vista della trama ma anche la realizzazione: la cura dei dettagli è veramente altissima. Non basta una visione ad accorgersi di tutti gli Easter egg, i dettagli, i riferimenti al fumetto e alla sua autrice. Tra l’altro, nascosti all’interno della trama ci sono anche riferimenti a quel che avverrà nelle stagioni future, ma senza che essi siano troppo in vista. Chi ha già letto i fumetti immagina dove vogliano andare a parare, mentre chi non li ha letti rimarrà sicuramente molto sorpreso, ma potrà ricollegare i puntini.

A livello estetico è una delle più belle serie che io abbia visto negli ultimi anni: l’uso dei colori è simbolico e richiama costantemente i due protagonisti, il loro essere (spesso Nick viene inondato da una particolare sequenza di colori che richiama il suo orientamento sessuale). La serie ha spesso giochi di luce in cui appare l’arcobaleno, in cui i protagonisti vengono illuminati in un particolare modo. E ci sono alcune scene che hanno degli angoli di ripresa pazzeschi.

Insomma, già solo per l’alto livello tecnico questa serie merita tantissimo e non mi stupisce che su Rotten Tomatoes abbia il 100% del voto della critica.

Passando al punto di cui mi preme più discutere, ossia le tematiche: forse da questo lato Heartstopper potrebbe apparire uno show come tanti. Infatti, parliamo di comunità LGBTQ+, di adolescenza e di scoperta di se stessi, di coming out, di amore… tuttavia la differenza in questo show è il tipo di approccio. L’autrice dei fumetti, che si è occupata anche della realizzazione della serie, ha sempre specificato che la sua intenzione era quella di raccontare la storia con toni positivi e ottimisti. Infatti, Heartstopper è una storia dolce, quasi una fiaba disney. Non dico che non succeda niente di brutto o che non ci siano trigger warning, ma l’autrice ha creato la perfetta storia LGBTQ+ per sognare: il mondo ideale, magari troppo bello per essere vero, ma allo stesso tempo terribilmente realistico.

Vi chiederete come queste due cose possano esistere? Beh, è semplice. Chiunque può riconoscersi nei protagonisti, indipendentemente dall’orientamento sessuale. Siamo stati tutti adolescenti e chi più e chi meno abbiamo vissuto gli stessi turbamenti emotivi: l’ansia di mandare un messaggio alla persona che ci piace, la voglia di stare sempre vicino alla nostra crush, oppure sentirsi abbandonati da unə amicə perché questə aveva iniziato una storia, non saper bilanciare il rapporto fidanzatə/amicə perché tutte le emozioni sono amplificate quando si è adolescenti e l’amore, nella sua ingenuità e purezza, sembra così totalizzante.

Quindi è vero che Alice Oseman ci mostra un mondo ideale dove tutto è come dovrebbe essere, ma lo fa tentando di farci capire, attraverso questo realismo, che non è una vera utopia, che è possibile realizzare quel mondo e che deve partire da noi, dal nostro interno.

E non riguarda soltanto l’accettazione della comunità LGBTQ+, ma in generale l’attenzione al prossimo, la cura che si ha degli altri.

Infatti, uno dei punti che voglio assolutamente analizzare con voi e che nella serie è molto presente è il tema del consenso. Sempre più spesso questo tema viene discusso, soprattutto con i cambiamenti sociali che stanno avvenendo negli ultimi anni: non è la sede giusta per approfondire tuttavia vorrei mostrare come questo viene integrato in Heartstopper.

In particolare il personaggio di Nick è un personaggio che mai, in nessuno degli 8 episodi, impone se stesso a Charlie. Si mostra sempre presente, di supporto, una vera e propria spalla, ed è ben attento a non oltrepassare mai il confine. Non soltanto con Charlie, ma in generale Nick è uno dei più bei esempi di relazione sana che io abbia mai visto, che butta nel cesso (scusate il francesismo) anni e anni di romanticizzazione di relazioni tossiche mostrando che sì, si può avere una relazione senza che qualcuno manipoli qualcun altro o che si debba per forza soffrire e stare malissimo. E non perché Nick sia perfetto, ma perché lui (e anche altri personaggi, ma lui in particolare ne è l’esempio più lampante all’interno dello show) COMUNICA. In questo show viene chiaramente mostrato che quando si viene a creare un problema la comunicazione è fondamentale. Che una coppia può litigare o avere problemi, possono insorgere fraintendimenti, ma comunicando chiaramente i propri sentimenti o spiegando al partner cosa è successo, si possono superare le difficoltà senza portare a inutili drammi.

Forse i personaggi da questo punto di vista potrebbero sembrare più maturi della loro età, ma mi sembra un bellissimo esempio, un modello da seguire, per cui non ha importanza (senza considerare che maturità intellettiva ed età anagrafica non vanno sempre a braccetto e che nelle serie tv abbiamo anche tanti esempi del contrario, ossia di persone adulte totalmente immature).

Qual è la mia conclusione? È che Heartstopper è una serie che rasenta la perfezione e che, anche se ha dei difetti, io proprio non riesco a vederli, anche spinta dall’onda emotiva che mi ha colpita.

È sicuramente una serie che avrei tanto voluto vedere a 16/17 anni, per mille motivi diversi, ma sono contenta che le nuove generazioni di adolescenti, qualunque sia il loro orientamento sessuale e il loro genere, abbiano finalmente dei modelli positivi a cui approcciarsi, una serie che può rappresentarli e mostrare loro che è possibile vivere una vita normale e serena, che non è sempre tutto una tragedia.

Questa serie per me è un porto sicuro in cui rifugiarsi quando ho bisogno di essere felice, per cui spero possa diventarlo anche per voi.

Se l’avete già vista, mi farebbe piacere sapere quali sono i vostri pensieri a riguardo, per cui lasciatemi un messaggio qui sotto avendo l’accuratezza di segnalare gli spoiler per coloro che invece non l’hanno ancora fatto.

Ero, e sono ancora, tentata di parlarvene ancora in maniera più dettagliata e piena di spoiler, magari analizzando i singoli episodi oppure a coppie di due. Vi potrebbe interessare approfondire tutti gli argomenti trattati con recensioni/analisi dettagliate?

Alla prossima recensione e buon Pride Month.


Commenti

  1. Sono d'accordissimo con tutto quello che hai scritto, ma soprattutto con una cosa: avrei voluto anche io vederla a 16/17 anni, ma forse anche meno. E' una piccola perla da tenere sott'occhio, e ho in WL anche la graphic novel, che non vedo l'ora di leggere!

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    1. Concordo, Serelily mi ha consigliato di vederla, anche se non ero convinta e l'ho trovata ben fatta, dolcissima e adatta sia per adulti che per i più giovani.

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  2. A mio avviso la serie è decisamente migliore del fumetto, anche se qualche pecca c'è ancora. Sicuro rende di più e anche il fatto che stiano anticipando qualcosa che nel fumetto si vede poi dopo lo rende sicuramente più fluido.

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  3. L'ho trovata proprio l'altra sera su Netflix ma non sapevo se guardarla perché prima mi piacerebbe leggere le graphic novel e anche perché al primo impatto non mi attirava molto (non mi convinceva o molto gli attori, sono sincera). Però dopo questa recensione così appassionata un pensierino lo faccio, in fondo i libri posso sempre leggerli dopo. ❤️

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    1. Ciao! Serena ha problemi nel rispondere, la piattaforma fa i capricci, quindi ti riporto io la sua risposta:

      “Anche io non avevo letto le graphic novel quindi per quello puoi andare tranquilla. Per gli attori invece ti assicuro che sono rimasta molto colpita perché sono davvero bravi nonostante la giovane età e la pochissima esperienza di alcuni di loro (solo Kit Connor e Sebastian Croft, che interpretano Nick e Ben, erano un poco più rodati). Se non ti dà fastidio e se puoi, guardala con l’audio originale perché la recitazione si sente molto di più e purtroppo il doppiaggio non gli rende giustizia.”
      Serena

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